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Giacomo Tamburello, narcotrafficante associato a Matteo Messina Denaro, rimarrà in custodia cautelare. Il Tribunale del Riesame ha confermato la sua detenzione, respingendo la richiesta di scarcerazione presentata dai legali. L'uomo era stato arrestato a maggio scorso.

Narcotrafficante legato a Messina Denaro resta in carcere

Giacomo Tamburello non uscirà dal carcere. Il Tribunale del Riesame ha negato la scarcerazione per il narcotrafficante. Tamburello è ritenuto un socio di Matteo Messina Denaro. L'uomo era stato arrestato nel mese di maggio. L'operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza. Le indagini sono state coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia e dall'aggiunto Vito Di Giorgio. L'arresto aveva portato al sequestro di beni per 200 milioni di euro. Questo immenso patrimonio era stato accumulato in decenni di attività illegali.

L'istanza di scarcerazione era stata presentata dai difensori di Tamburello. Il tribunale ha però rigettato la richiesta. La decisione conferma la permanenza in carcere del narcotrafficante. I giudici hanno ritenuto sussistenti i motivi della custodia cautelare. La vicenda giudiziaria continua quindi con Tamburello detenuto.

Il profilo del narcotrafficante e i suoi legami

Al momento del suo arresto, Tamburello si trovava agli arresti domiciliari. Era ospitato nella casa della madre. L'abitazione si trova a Campobello di Mazara. Questo comune è noto per essere stato l'ultimo rifugio di Matteo Messina Denaro durante la sua latitanza. L'inchiesta ha coinvolto anche familiari di Tamburello. La sua ex moglie e il figlio sono stati arrestati. Entrambi risiedono in Spagna. Si attende ora la loro estradizione. Tamburello opera nel traffico di droga fin dagli anni '80. In passato era un negoziante di abbigliamento. È riuscito a diventare un importante figura nel narcotraffico internazionale. Ha trascorso periodi in carcere sia in Italia che in Spagna. Nonostante ciò, ha sempre proseguito i suoi affari illeciti. Questi gli hanno permesso di accumulare una notevole fortuna.

Le indagini e i collegamenti con Cosa Nostra

L'indagine che ha portato al sequestro dei beni ha avuto un'ampia portata. La Finanza ha esteso le sue ricerche in diverse banche in Europa. Sono stati esplorati anche alcuni paradisi fiscali. L'obiettivo era recuperare il tesoro accumulato da Tamburello. L'inchiesta è partita da una segnalazione. Un istituto di credito di Andorra ha richiesto chiarimenti. I conti milionari della ex moglie di Tamburello avevano destato sospetti. La Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Palermo ha quindi avviato le indagini. Hanno ricostruito le ingenti ricchezze della famiglia Tamburello. Le attività illegali di Tamburello sono sempre state caratterizzate da un forte legame con Cosa Nostra. Lo si legge nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari (gip). In particolare, i collegamenti riguardano la famiglia mafiosa di Campobello di Mazara. Sono emersi anche legami con il mandamento di Castelvetrano. Tamburello risulta connesso a esponenti di spicco della mafia trapanese. Tra questi figurano nomi come Nunzio Spezia, Antonio Messina e Leonardo Bonafede. Questi erano alleati del padre di Matteo Messina Denaro, Francesco. La rete criminale è quindi estesa e profondamente radicata nel territorio.

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