La Cgil Abruzzo Molise segnala un forte calo delle richieste per prestazioni legate alla disabilità nelle province di Campobasso e Isernia. La sigla sindacale attribuisce la responsabilità a una recente riforma, chiedendo al Governo un intervento correttivo.
Riforma disabilità: dati allarmanti in Abruzzo e Molise
Una nuova normativa sulla disabilità sta generando serie preoccupazioni. Il decreto legislativo n. 62/2024 sembra produrre effetti negativi. Le province di Teramo e Isernia hanno iniziato questo percorso sperimentale il 30 settembre 2025. Le province di Chieti e Campobasso sono coinvolte dal primo marzo 2026.
I dati raccolti dall'Osservatorio Previdenza della Cgil nazionale sono preoccupanti. L'elaborazione si basa su informazioni dell'Inps. Le istanze per invalidità e inabilità sono diminuite drasticamente. Questo calo implica la rinuncia a importanti benefici economici e sociali. Vengono meno supporti come l'accompagnamento e le esenzioni. Si nega di fatto l'esercizio di diritti fondamentali.
Cgil Abruzzo Molise: "Fermarsi e ascoltare i territori"
La Cgil Abruzzo Molise esprime forte contrarietà. Chiede al Governo un'azione immediata. È necessario fermare l'applicazione della riforma. Bisogna ascoltare le esigenze concrete dei territori. La sigla sindacale ha presentato dati allarmanti. L'evento si è svolto in una conferenza stampa dedicata. Hanno partecipato figure chiave della Cgil regionale.
Erano presenti il segretario generale Carmine Ranieri. C'era anche il coordinatore regionale Inca Cgil Mirco D'Ignazio. Presente pure il responsabile regionale Cgil Ufficio politiche per la disabilità Claudio Ferrante. La loro presenza sottolinea la gravità della situazione denunciata.
Dati negativi: cali percentuali significativi
In Abruzzo, la provincia di Teramo ha visto una flessione del 23,45%. Questo dato si riferisce al periodo ottobre-aprile. Il confronto è con lo stesso periodo dell'anno precedente. La provincia di Chieti registra un crollo ancora più marcato. La riduzione delle domande è pari al 39,25%.
In Molise, il quadro non è migliore. La provincia di Isernia ha visto una diminuzione delle richieste del 24,05%. La provincia di Campobasso presenta il dato più allarmante. Si parla di un calo del 39,87%. Questi numeri evidenziano una tendenza negativa diffusa.
Un altro aspetto critico riguarda la trasmissione dei dati socioeconomici. Il modulo AP70 è essenziale per ricevere le prestazioni. A Isernia, manca il 19,88% degli AP70 necessari. A Teramo, la percentuale di moduli mancanti è del 16,46%. Questa carenza ostacola ulteriormente l'accesso ai diritti.
Criticità della riforma: confusione e frammentazione
I sindacalisti evidenziano le criticità della nuova organizzazione. La riforma sta scoraggiando le persone con disabilità. Molti rinunciano a far valere i propri diritti. Le denunce della Cgil sono concrete e documentate. I costi elevati dei certificati introduttivi sono un ostacolo. La riduzione del ruolo dei patronati nella fase iniziale delle procedure crea difficoltà.
La mancata attuazione dei percorsi di vita individuali è un altro problema. La carenza di risorse aggrava la situazione. Le recenti modifiche sulla non autosufficienza e sugli over 70 aumentano la confusione. Il sistema diventa sempre più frammentato. Una riforma nata per semplificare non può creare un sistema che abbandona le persone più fragili.