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Una vita dedicata alla musica, culminata in un ritorno alle origini in una casa di riposo. La storia di Denitza Serghieva, ex membro del Coro del Maggio Musicale Fiorentino, dimostra come la passione per il canto possa superare il tempo e le avversità.

Una voce che risuona nella casa di riposo

Denitza Serghieva, conosciuta da tutti come Deny, ha 87 anni. Nonostante l'età, la musica continua a essere una parte fondamentale della sua esistenza. Attualmente ospite della residenza sanitaria La Mimosa a Campi Bisenzio, in provincia di Firenze, Deny allietà le giornate degli altri ospiti con la sua voce. Il suo repertorio include spesso brani lirici, tra cui spicca La Bohème di Giacomo Puccini. Questa sua passione non è un fatto recente, ma un filo conduttore che l'ha accompagnata per tutta la vita.

La sua storia è stata portata alla luce dal figlio Alessandro Pagliazzi. Egli è un musicista e direttore d'orchestra che vive a Vienna. Alessandro ha voluto condividere i ricordi della madre attraverso una lunga testimonianza. La vita di Denitza è stata segnata da eventi storici significativi del Novecento europeo. Ha saputo costruirsi una solida carriera nel mondo della lirica italiana, lasciando un segno indelebile.

Dalla Bulgaria all'Italia, un percorso artistico

Nata il 15 settembre 1939 a Debeli Lak, un piccolo centro in Bulgaria, Denitza ha vissuto la sua infanzia durante la guerra. Conserva ricordi vividi dei bombardamenti sulla capitale bulgara. Portava sempre con sé un orsacchiotto nei rifugi durante gli allarmi aerei. L'arrivo delle truppe sovietiche e l'ingresso della Bulgaria nel blocco orientale hanno segnato un'altra fase della sua giovinezza. Fin da giovanissima, Denitza ha mostrato una spiccata attitudine per le lingue straniere e per la musica. Studiava il francese e l'italiano.

Ha frequentato l'università a Sofia. Parallelamente, si dedicava privatamente allo studio del canto. Le sue qualità vocali erano considerate eccezionali. È entrata come solista nel Coro accademico di Sofia. Nel 1959, prima ancora di compiere vent'anni, si è esibita a Vienna. La svolta decisiva nella sua carriera è avvenuta nel 1961. In quell'anno, ha vinto una delle prime borse di studio offerte dal governo bulgaro per studiare in Italia. La sua scelta è ricaduta su Firenze.

L'ingresso nel Maggio Musicale Fiorentino

Dopo un lungo viaggio in treno, Denitza è giunta nella città toscana. Si è iscritta all'università locale e si è presentata al Conservatorio Cherubini. La sua voce ha immediatamente colpito l'insegnante Andreina Rissone Desderi. Quest'ultima ha riconosciuto il grande talento di Denitza. Di conseguenza, è stata ammessa direttamente al terzo corso di canto. Questo le ha permesso di accelerare il suo percorso formativo.

Negli anni Settanta, Denitza è venuta a conoscenza di un'opportunità unica. Il maestro Riccardo Muti stava cercando due soprani per il coro della rappresentazione del Nabucco. L'opera era in programma al Maggio Musicale Fiorentino. Denitza si è presentata all'audizione. È stata selezionata per la parte. Successivamente, ha superato un concorso interno. Questo le ha aperto le porte per un ingresso stabile nel Coro del Maggio Musicale Fiorentino. Ha fatto parte di questa prestigiosa istituzione fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1999. Durante questi anni, ha partecipato a numerose produzioni liriche di alto livello.

Una carriera ricca di successi e un legame indissolubile con la musica

La carriera di Denitza Serghieva nel Coro del Maggio Musicale Fiorentino è durata ben 22 anni. Un periodo significativo che l'ha vista protagonista di importanti allestimenti. Tra questi, spicca la storica rappresentazione della Turandot a Pechino. Questa esperienza internazionale ha rappresentato un momento culminante della sua attività artistica. Il suo impegno e la sua dedizione al canto lirico sono stati costanti.

Nonostante il pensionamento, il legame con la musica non si è mai interrotto. La sua presenza nella residenza sanitaria La Mimosa di Campi Bisenzio, gestita dal Consorzio Zenit, è una testimonianza vivente di questo legame. La sua capacità di intonare brani come La Bohème dimostra una vitalità artistica sorprendente. La musica, per Deny, non è solo un ricordo del passato, ma una presenza viva nel presente. Continua a portare gioia e bellezza nella vita di chi la circonda.

La storia di Denitza Serghieva è un esempio di come la passione possa essere una forza trainante per tutta la vita. La sua voce, un tempo protagonista sui palcoscenici di importanti teatri, oggi risuona in un contesto più intimo, ma non per questo meno significativo. La musica, nella sua essenza, è condivisione e emozione, e Deny continua a trasmetterle con generosità. La sua vicenda umana e artistica merita di essere raccontata e ricordata, come fonte di ispirazione.

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