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Operazione dei Carabinieri Forestali nel Bresciano porta al sequestro di tre stabilimenti. Si indaga su un traffico illecito di fanghi tossici, mascherati da fertilizzanti, che ha generato profitti per oltre 12 milioni di euro.

Sequestrati stabilimenti per fanghi tossici

Le autorità hanno posto i sigilli a tre importanti stabilimenti industriali. Questi siti operavano nel settore del recupero di rifiuti. L'operazione ha interessato i comuni di Calcinato, Calvisano e Quinzano d’Oglio. La società coinvolta è la Wte. Il sequestro è stato eseguito su ordine del giudice per le indagini preliminari. L'obiettivo è prevenire ulteriori illeciti e permettere la confisca dei beni. L'indagine ha svelato un vasto traffico di sostanze nocive.

Il fulcro dell'attività illecita riguardava lo smaltimento di fanghi contaminati. Questi materiali contenevano metalli pesanti e idrocarburi. La quantità sequestrata equivale a circa 5.000 tir. Si parla di circa 150.000 tonnellate di rifiuti pericolosi. L'operazione ha messo in luce un giro d'affari illecito di oltre 12 milioni di euro. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Mauro Leo Tenaglia.

Traffico illecito di rifiuti mascherato da fertilizzanti

La società Wte riceveva fanghi da numerosi impianti di depurazione. Questi includevano sia quelli urbani che industriali. L'azienda avrebbe dovuto trattare questi fanghi per igienizzarli. L'obiettivo era trasformarli in sostanze fertilizzanti. Tuttavia, per massimizzare i profitti, il trattamento previsto veniva omesso. I fanghi contaminati venivano invece arricchiti con ulteriori inquinanti. Tra questi, l'acido solforico recuperato da batterie esauste.

Per disfarsi dei rifiuti in modo fraudolento, venivano classificati come “gessi di defecazione”. Questa falsa etichettatura permetteva lo smaltimento nei terreni agricoli. L'operazione ha coinvolto diverse province lombarde e non solo. I terreni interessati si trovano in Brescia, Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese. Anche province come Verona, Novara, Vercelli e Piacenza sono state coinvolte. Il traffico si è svolto tra gennaio 2018 e agosto 2019.

Smaltimento fraudolento e compiacenti aziende

Il meccanismo di smaltimento a basso costo era ben oliato. La Wte pagava sei aziende agricole per l'aratura dei campi. Queste aziende, cinque bresciane e una cremonese, ricevevano i finti “ammendanti”. I proprietari dei terreni agricoli venivano convinti ad accettare lo spandimento. Venivano offerti gratuitamente questi “gessi di defecazione”. Il vero vantaggio per gli agricoltori era il risparmio sui costi di lavorazione. Le indagini hanno utilizzato intercettazioni telefoniche e ambientali.

Gli inquirenti hanno contestato anche il reato di discarica abusiva. Questo si riferisce a specifici lotti di terreno a Lonato del Garda. È emerso anche il reato di molestie olfattive. Centinaia di esposti e segnalazioni confermano questo aspetto. La situazione è aggravata dal potenziale pericolo per l'ambiente e la salute pubblica. L'omesso trattamento dei fanghi espone a rischi significativi. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato vigilanza sui fanghi di depurazione.

Confisca di beni e traffico di influenze

I Carabinieri Forestali stanno procedendo al sequestro di beni per recuperare i profitti illeciti. Sono coinvolti circa 15 indagati. Tra questi, due soggetti con precedenti specifici per reati analoghi. Vengono sequestrati conti correnti, fabbricati, terreni, auto e mezzi agricoli. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto queste misure. È emerso anche un caso di traffico di influenze illecite. Un dirigente pubblico avrebbe sfruttato la sua posizione. Otteneva incarichi di consulenza e regalie dall'azienda sequestrata.

Il traffico illecito ha interessato un'area vasta. I fanghi sono stati smaltiti su circa 3.000 ettari di terreni agricoli. Le regioni coinvolte sono Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. L'operazione rappresenta un duro colpo al traffico di rifiuti tossici. Le indagini proseguono per accertare tutte le responsabilità. La tutela dell'ambiente e della salute pubblica rimane una priorità.

Domande frequenti

Cosa sono i fanghi tossici sequestrati nel bresciano?

I fanghi tossici sequestrati nel bresciano sono rifiuti industriali e urbani provenienti da impianti di depurazione. Non sono stati sottoposti ai necessari trattamenti di igienizzazione. Contengono sostanze inquinanti come metalli pesanti e idrocarburi. Sono stati illecitamente spacciati per fertilizzanti e sparsi su terreni agricoli.

Quali sono le conseguenze ambientali dello spargimento di fanghi tossici?

Lo spargimento di fanghi tossici sui terreni agricoli può contaminare il suolo e le falde acquifere. Questo mette a rischio la salute pubblica e l'ecosistema. Le sostanze inquinanti possono entrare nella catena alimentare attraverso le coltivazioni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato i rischi legati alla mancata inertizzazione dei fanghi, specialmente in relazione alla sopravvivenza di virus.

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