Lo spoglio del referendum sulla giustizia è concluso. In provincia di Terni, il "no" ha prevalso sul "sì" con un margine significativo. I dati definitivi mostrano una chiara preferenza per la bocciatura della riforma costituzionale.
Referendum Giustizia: "No" vince in provincia di Terni
La consultazione referendaria sulla giustizia ha visto il fronte del "no" affermarsi con decisione nel territorio di Terni. Dopo la chiusura delle urne, lo spoglio dei voti ha confermato le tendenze emerse nelle prime ore. I cittadini ternani hanno espresso la loro volontà riguardo alla riforma costituzionale.
I risultati definitivi indicano una chiara maggioranza per il "no". Questo esito segna una bocciatura della proposta di revisione costituzionale avanzata dal Parlamento. La provincia di Terni si allinea così a una tendenza nazionale, seppur con sfumature locali.
L'affluenza alle urne è stata un fattore determinante. Un dato significativo ha caratterizzato questa tornata elettorale, mostrando un interesse civico elevato. La partecipazione è stata monitorata attentamente fin dalle prime ore di apertura dei seggi.
Dati definitivi: "No" in testa a Terni e in Umbria
Alle ore 16.05, con 181 sezioni scrutinate su 293 in provincia di Terni, il "no" si attestava al 51,6%. I voti contrari alla riforma raggiungevano quota 30.981. Il fronte del "sì", invece, si fermava al 43,3%, con 28.981 preferenze. Questo divario iniziale si è rivelato sostanziale nel corso dello spoglio.
A livello regionale, in Umbria, il "no" manteneva un vantaggio simile. Su 661 sezioni scrutinate su 997, il "no" raccoglieva il 51,79% dei consensi. Il "sì" si posizionava al 48,21%. I dati regionali confermavano quindi la tendenza provinciale.
Anche a livello nazionale, i risultati preliminari indicavano una prevalenza del "no". La percentuale nazionale vedeva il "no" al 54,77% e il "sì" al 45,23%. Questo quadro generale sottolinea un sentimento diffuso di contrarietà alla riforma.
Affluenza alle urne: Porano e Calvi dell'Umbria
L'affluenza definitiva in provincia di Terni ha raggiunto il 64%. Questo dato è stato influenzato dalle diverse partecipazioni registrate nei singoli comuni. Porano, nell'Orvietano, ha segnato il dato più alto con il 73,2% di affluenza. Al contrario, Calvi dell'Umbria ha registrato la percentuale più bassa, attestandosi al 59,24%.
La città di Terni ha visto un'affluenza del 61,94%. Altri comuni importanti hanno mostrato percentuali significative: Orvieto al 69,32%, Narni al 63,5% e Amelia al 66,56%. Questi numeri indicano un forte coinvolgimento dei cittadini.
L'affluenza è stata monitorata costantemente. I dati parziali forniti durante la giornata hanno permesso di prevedere un'elevata partecipazione. Le urne sono rimaste aperte per due giorni, domenica 22 marzo e lunedì 23 marzo.
Andamento dello spoglio: "No" sempre in testa
Le prime proiezioni, alle ore 15.25, con 6 sezioni scrutinate su 293 in provincia di Terni, vedevano il "no" in vantaggio con il 53,62% contro il 46,38% del "sì". A livello regionale, con 22 sezioni su 9978, il "sì" era inizialmente avanti al 54,27% rispetto al 45,73% del "no".
A livello nazionale, con 626 sezioni su 61.533, il "no" guidava con il 52,65%. I primissimi risultati generali, basati su 27 sezioni su 61.533, mostravano il "sì" al 57,08%. Tuttavia, questi dati iniziali si sono rapidamente modificati.
Alle ore 15.35, con 38 sezioni scrutinate su 293 in provincia di Terni, il "no" consolidava il suo vantaggio al 53% contro il 46,5% del "sì". Anche a livello regionale il "no" era in testa con il 51,3%, e nel resto d'Italia con il 54,08%.
Affluenza: dati aggiornati fino alle 23 di domenica
L'affluenza alle urne è stata un indicatore chiave. Domenica 22 marzo, alle ore 12, in provincia di Terni aveva votato il 14,11%. Nel Comune di Terni, l'affluenza era del 14,16%. Il dato più basso si registrava a Polino (8,36%), mentre Porano guidava con il 18,33%.
Alle ore 19, l'affluenza provinciale saliva al 41,54%. In città era del 40,39%. Porano confermava la sua leadership con il 49,31%, mentre Calvi dell'Umbria era al 35,30%. Questi dati erano superiori alla media nazionale (circa 39%) e a quelli delle precedenti elezioni locali.
Alle ore 23, con la chiusura delle urne per la prima giornata, l'affluenza in provincia di Terni si attestava al 49,21%. La regione Umbria registrava il 50,11%. Nel Comune di Terni, l'affluenza era del 48,19%. Porano e San Venanzo superavano il 56%, mentre Calvi dell'Umbria restava fanalino di coda al 42,06%.
L'affluenza complessiva, vicina ai numeri delle elezioni politiche, ha sicuramente influenzato l'esito finale. L'interesse dei cittadini è stato notevole, come dimostrano i dati raccolti.
Il quesito referendario e le modalità di voto
Il referendum era di tipo confermativo. Il Parlamento aveva approvato una legge costituzionale, ma senza raggiungere la maggioranza qualificata dei due terzi. Ciò ha reso necessaria la consultazione popolare per confermare o respingere la riforma.
Le urne sono state aperte domenica 22 marzo dalle 7 alle 23 e lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15. Al termine dello scrutinio, i risultati sono stati resi noti. Per votare era necessario presentare un documento d'identità valido e la tessera elettorale.
Erano previste modalità di voto assistito o domiciliare per persone con disabilità motorie. L'Ufficio Elettorale del Comune di Terni è rimasto operativo per tutta la durata delle votazioni. I seggi sono stati ricollocati in alcune scuole, come la Scuola Primaria Matteotti e la Scuola Elementare Campitello.
Il quesito referendario sulla scheda verde chiedeva: «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?».
La scelta era tra il "Sì" (approvazione della riforma) e il "No" (bocciatura della riforma). Non era previsto quorum, rendendo valido il risultato indipendentemente dall'affluenza.