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Oltre duemila persone hanno manifestato a Paderno d'Adda con una fiaccolata sul ponte San Michele. La protesta è contro la costruzione di un nuovo ponte ritenuto dannoso per l'ambiente e la comunità.

Manifestazione contro il nuovo ponte sull'Adda

Una grande fiaccolata ha illuminato lo storico ponte San Michele. L'evento ha visto la partecipazione di oltre duemila persone. L'obiettivo era denunciare i potenziali danni sociali ed economici. Si teme un impatto ambientale e paesaggistico negativo. La costruzione di un nuovo viadotto è prevista a pochi metri dall'esistente. La mobilitazione è stata promossa dalla rete «Occhio al Ponte». L'iniziativa si è svolta tra Paderno d'Adda e Calusco d'Adda.

Volontari, associazioni e cittadini hanno acceso le fiaccole. Hanno partecipato anche imprenditori, sindaci e politici. La manifestazione si è svolta sabato sera. Lo slogan era «per un ponte che unisca invece di dividere». La rete «Occhio al Ponte» ha organizzato l'evento. Si è evidenziata una forte partecipazione trasversale. Questo dimostra la crescente preoccupazione per il progetto. Si discute del futuro del ponte San Michele. Si valutano le ricadute su traffico e salute. Anche la tutela dell'ambiente e del paesaggio sono centrali.

Unione e divisione: il messaggio della fiaccolata

La fiaccolata ha avuto un forte valore simbolico. Due cortei sono partiti contemporaneamente. Uno dalla sponda lecchese e l'altro da quella bergamasca. I cortei si sono incontrati al centro del ponte. Questo gesto ha voluto rappresentare il ponte come elemento di unione. Si è contrapposto all'idea di divisione portata dal nuovo progetto. «Un gesto simbolico forte», hanno spiegato Chiara Bonfanti e Giorgio Mazzola. I due sono portavoce della rete «Occhio al Ponte». La loro dichiarazione sottolinea l'importanza dell'evento.

La partecipazione ampia e trasversale è stata notata. Riflette la crescente attenzione sul progetto. Si discute del futuro del ponte San Michele. Si analizzano le ricadute sul traffico e sulla salute. La tutela dell'ambiente e del paesaggio sono temi cruciali. La rete «Occhio al Ponte» ha espresso queste preoccupazioni. La manifestazione ha cercato di dare voce a queste istanze.

Critiche al progetto del nuovo viadotto

Nessuno si dichiara contrario a un nuovo ponte in assoluto. La critica è rivolta al progetto specifico proposto. La costruzione affiancata allo storico San Michele è contestata. Si prevedono espropri e abbattimenti di alberi. L'aumento del traffico è stimato fino al 140%. Particolarmente preoccupante è l'incremento dei mezzi pesanti. Si teme il passaggio di treni giorno e notte. Questo potrebbe compromettere la candidatura del San Michele all'Unesco. Inoltre, aumenta il rischio idrogeologico nella zona.

«C’è una voce che si sta levando», ha affermato Gian Paolo Torchio. Il sindaco di Paderno ha espresso il sentimento del territorio. La comunità non vuole essere travolta dal progetto. Si chiede rispetto e ascolto. Non basta poter parlare, è necessario essere veramente ascoltati. Queste parole evidenziano la frustrazione dei residenti.

Richieste di ascolto e programmazione

«Un ponte per attraversare l’Adda serve, anzi, uno non basta», ha chiarito il sindaco Torchio. L'obiettivo è connettere i territori produttivi d'Europa. Si citano la Bergamasca, la Brianza e l'area metropolitana di Milano. Si auspica una rete viaria adeguata. Si desidera anche una rete ferroviaria meno Milano-centrica. Viene criticata l'assenza di programmazione e prospettiva. «Quel poco che c’era è stato abbandonato», ha aggiunto.

La proposta alternativa è un ponte viario tra Paderno e Calusco. Questo dovrebbe connettersi diversamente alla viabilità esistente. Si chiede di essere ascoltati. Si invoca il rispetto per il territorio. Si prega di non rovinare in modo irrimediabile il contesto ambientale. Si vuole preservare il paesaggio che caratterizza la zona. La qualità della vita dei paesi deve essere custodita. Queste sono le richieste principali avanzate dai cittadini e dalle istituzioni.

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