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Gli autotrasportatori siciliani, tramite l'associazione Aitras, avvertono che potrebbero bloccare le attività portuali se non verranno presi provvedimenti contro il caro carburante entro settembre. La situazione economica è diventata insostenibile per le imprese.

Aitras: situazione insostenibile per autotrasportatori

L'Associazione Italiana Trasportatori (Aitras) dichiara che la situazione attuale è divenuta insostenibile per gli autotrasportatori. Questo è dovuto principalmente all'aumento vertiginoso dei costi del carburante. Nonostante gli sforzi quotidiani, le imprese faticano a sostenere le spese operative. L'associazione sottolinea la gravità della crisi che sta colpendo il settore.

Il segretario di Aitras, Salvatore Bella, ha espresso forte preoccupazione. Ha annunciato che senza risposte concrete entro il mese di settembre, l'associazione sarà costretta a proclamare un nuovo blocco delle attività. Questa azione riguarderebbe specificamente i porti situati in Sicilia. La minaccia di uno sciopero è un segnale forte della disperazione del settore.

Aumento prezzi carburante e richieste al governo

Salvatore Bella ha evidenziato l'incremento dei prezzi del gasolio. Nell'ultima settimana, il costo è salito a 2,40 euro al litro. Questo rappresenta un aumento di circa 40 centesimi per ogni litro acquistato. Per le aziende, ciò si traduce in un aggravio di spesa di circa 400 euro ogni 1.000 litri. Una cifra che incide pesantemente sui bilanci aziendali.

Aitras avanza richieste precise al governo nazionale. Si chiede la proroga del credito d'imposta. Questo incentivo fiscale, attualmente valido da marzo a giugno 2026, dovrebbe essere esteso anche ai mesi da luglio a settembre 2026. La richiesta prevede un'aggiunta di circa 300 milioni al plafond già stanziato. L'obiettivo è alleggerire il carico economico sulle imprese.

Ulteriori richieste e attesa per decreti regionali

Le richieste di Aitras non si fermano al credito d'imposta. L'associazione sollecita il governo nazionale a rispettare gli impegni presi. Questi accordi riguardano il Comitato trasportatori siciliani. Si chiede un aumento dei fondi destinati al programma Sea modal Shift per la terza annualità. Inoltre, si cerca una soluzione definitiva per la questione dell'Ets 2. Questi provvedimenti sono cruciali per la sopravvivenza delle imprese.

Un'altra richiesta importante è rivolta al governo regionale siciliano. Si sollecita la rapida pubblicazione del decreto assessoriale. Questo provvedimento attuerà la Legge sul caro gasolio. L'obiettivo è fornire un primo sollievo tangibile alle imprese di autotrasporto operanti in Sicilia. La lentezza burocratica rischia di peggiorare ulteriormente la già critica situazione del settore.

Possibili conseguenze del fermo attività

Un eventuale fermo delle attività nei porti siciliani avrebbe ripercussioni significative sull'economia dell'isola. Il settore dell'autotrasporto è vitale per la logistica e il commercio. Il blocco dei porti potrebbe causare ritardi nelle consegne di merci. Ciò comporterebbe perdite economiche per molte aziende e potenziali aumenti dei prezzi per i consumatori. La situazione richiede un intervento urgente da parte delle istituzioni.

L'associazione Aitras spera in una risposta positiva e rapida da parte delle autorità competenti. La volontà è quella di evitare azioni drastiche che potrebbero danneggiare ulteriormente l'economia siciliana. Tuttavia, la pazienza degli autotrasportatori sembra essere giunta al limite. La pressione sui costi operativi rende la situazione insostenibile per molte piccole e medie imprese del settore.

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