Roberto Scarpinato chiarisce la sua posizione riguardo alla riunione del 14 luglio 1992 e al procedimento mafia appalti. Smentisce le voci che lo accusano di accordi illeciti e afferma che il giudice Borsellino era informato.
Riunione del 14 luglio 1992
Il senatore Roberto Scarpinato interviene nuovamente sul caso mafia appalti. Ribadisce che alla riunione del 14 luglio 1992 presero parte quasi tutti i magistrati della procura di Palermo. Nessuno dei presenti ha mai negato che si discusse dell'archiviazione di alcuni indagati.
Queste dichiarazioni smentiscono categoricamente le affermazioni secondo cui l'argomento non sarebbe stato trattato. Scarpinato definisce queste notizie una «fake news». L'obiettivo è contrastare la tesi che collega il procedimento mafia appalti alla strage di via D’Amelio.
Informazione a Borsellino
Il senatore cita la gip di Caltanissetta, Gilda Lo Forti. Nella sua sentenza del 15 marzo 2000, la giudice avrebbe scritto che Paolo Borsellino era stato informato. Inoltre, il dottor Lo Forte ha testimoniato sotto giuramento il 26 novembre 2021. Ha dichiarato di aver esposto analiticamente i motivi della richiesta di archiviazione in quella riunione.
Queste testimonianze supportano la versione di Scarpinato. L'intento è dimostrare che le accuse nei suoi confronti sono infondate. La sua posizione è chiara: Borsellino era a conoscenza dei fatti.
Critiche alla procedura
Roberto Scarpinato critica il modo in cui è stata gestita la vicenda. Sottolinea che un componente della commissione ha il diritto di porre domande. Se il procuratore di Caltanissetta avesse chiesto chiarimenti, lui avrebbe fornito spiegazioni. Anche Natoli avrebbe potuto offrire la stessa lineare spiegazione.
Invece, si è scelto di non approfondire, alimentando speculazioni. Scarpinato definisce questo approccio uno stravolgimento delle regole processuali. Accusa di strumentalizzare la commissione per fini di lotta politica. La sua dichiarazione mira a ristabilire la verità dei fatti.
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