Decisione del TAR conferma interdittiva antimafia per società collegata al presidente del consiglio comunale di Caltanissetta. Diversi partiti chiedono le sue dimissioni immediate per salvaguardare l'immagine delle istituzioni.
Interdittiva antimafia colpisce società legata a politico
Il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo ha confermato un'importante interdittiva antimafia. Il provvedimento riguarda una società di pulizie con sede a Caltanissetta. La prefettura aveva emesso il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.
La società in questione è la Eclo Clean. Un suo socio detiene il 20% delle quote. Si tratta del presidente del consiglio comunale di Caltanissetta, Gianluca Bruzzaniti. L'esponente politico appartiene a Fratelli d'Italia.
A seguito di questa decisione giudiziaria, diverse forze politiche hanno reagito. Hanno espresso preoccupazione per i legami dell'azienda. Hanno chiesto a gran voce le dimissioni del politico nisseno. La richiesta mira a preservare la credibilità delle istituzioni locali.
Partiti uniti nella richiesta di dimissioni
Il Partito Democratico della Sicilia, tramite il suo segretario regionale Anthony Barbagallo e il segretario provinciale di Caltanissetta Renzo Bufalino, ha sottolineato la gravità della situazione. Hanno evidenziato come l'azienda sia «fortemente esposta al pericolo di condizionamento mafioso».
Le motivazioni patrimoniali e familiari che legano l'azienda al presidente del consiglio comunale sono state giudicate inaccettabili. I democratici ritengono che non si tratti di un semplice tema di polemica politica. La vicinanza a un'azienda colpita da un'interdittiva antimafia è un fatto di enorme rilievo.
Il PD nisseno ha aggiunto che è nell'interesse di tutti. Soprattutto per le persone coinvolte, inclusi i vertici del consiglio comunale. È necessario sottrarsi a ogni possibile ambiguità. Si chiede la rinuncia a ruoli pubblici fino a quando non ci sarà piena chiarezza.
Per evidenti ragioni di opportunità politica, pur auspicando che venga fatta luce sulla vicenda, il PD chiede le dimissioni del presidente del consiglio comunale. La richiesta è chiara e perentoria.
M5s e Controcorrente si aggiungono alle richieste
Anche l'ex sindaco di Caltanissetta, Roberto Gambino, esponente del Movimento 5 Stelle, si è unito alle richieste. Ha espresso la sua posizione chiedendo le dimissioni di Bruzzaniti.
Il deputato regionale di Controcorrente, Ismaele La Vardera, ha espresso forte disappunto. Ha ricordato che l'azienda in questione è stata costituita dal presidente del consiglio comunale. Lo stesso politico ha ricoperto in passato il ruolo di amministratore unico.
La Vardera ha definito la pesante interdittiva un fatto gravissimo. Ha affermato che, sebbene i rapporti di parentela non si scelgano, la scelta di rispettare le istituzioni e la città va intrapresa immediatamente. Le dimissioni sono considerate non rinviabili.
Il deputato ha definito «gravissimo» che un esponente di Fratelli d'Italia abbia costituito una società che, secondo il TAR, presenta «compromissioni con soggetti appartenenti a consorterie mafiose». Sono state citate anche le «riscontrate cointeressenze economico». Queste parole pesano come un macigno.
La Vardera ha paragonato la vicenda a quella di Delmastro. Ha concluso con un appello diretto alla leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, chiedendo di «mettere alla porta Bruzzaniti».
Legami familiari e condanne
Le motivazioni dell'interdittiva antimafia affondano le radici in legami familiari. Il presidente del consiglio comunale è nipote di Giuseppe Dell'Asta. Quest'ultimo è stato condannato in primo grado per estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Nello stesso processo che ha visto condannato Dell'Asta, è stato giudicato anche Giovanbattista Vincitore. Vincitore è considerato il braccio operativo di Dell'Asta. È stato condannato a 8 anni di reclusione.
Questi legami familiari e le relative condanne penali gettano un'ombra pesante sulla figura di Gianluca Bruzzaniti. Le richieste di dimissioni si basano sulla necessità di garantire l'integrità e la trasparenza della vita pubblica a Caltanissetta.