Un uomo è stato condannato a Caltanissetta per atti persecutori nei confronti dell'ex moglie. La sentenza prevede una pena detentiva e il risarcimento dei danni.
Condanna per stalking a Caltanissetta
Un uomo di 53 anni, residente a Caltanissetta, è stato giudicato colpevole di stalking. La sentenza è stata emessa dal giudice dell'udienza preliminare, Santi Bologna. L'uomo dovrà scontare un anno e otto mesi di reclusione. La pena non prevede il beneficio della sospensione condizionale.
L'accusa contestata è quella di atti persecutori aggravati. Questo significa che le azioni dell'uomo sono state considerate particolarmente gravi. La donna, sua ex moglie di 34 anni, è stata assistita dall'avvocato Rosario Didato. La vittima ha ricevuto supporto legale per tutto l'iter giudiziario.
Risarcimento danni e spese legali
Oltre alla pena detentiva, l'ex marito è stato condannato a risarcire l'ex consorte. L'ammontare del risarcimento sarà stabilito in un successivo procedimento civile. Questo passaggio servirà a quantificare il danno subito dalla donna. L'uomo dovrà anche farsi carico delle spese legali sostenute dalla vittima.
La vicenda descrive una relazione tossica. La donna aveva deciso di interrompere il rapporto. Da quel momento, l'ex marito avrebbe iniziato una serie di comportamenti persecutori. Questi includevano minacce e appostamenti. La corte ha ritenuto fondate le accuse mosse dalla donna.
Misure cautelari e precedenti
Già in passato erano state adottate misure a protezione della donna. L'11 luglio dell'anno precedente, il gip Graziella Luparello aveva emesso un divieto di avvicinamento. L'uomo non poteva avvicinarsi alla moglie entro un chilometro. Questa misura era stata richiesta dalla procura. La sua applicazione mirava a garantire la sicurezza della vittima.
Successivamente, il tribunale del riesame ha confermato il provvedimento. La distanza minima di sicurezza è stata però ridotta a 500 metri. Questo aggiustamento è avvenuto il 29 luglio dello stesso anno. La misura cautelare era scattata in seguito a nuove denunce. La donna aveva segnalato aggressioni subite il primo aprile di due anni prima e il 10 aprile dell'anno scorso.
Minacce e appostamenti continui
Il 10 aprile dell'anno scorso, secondo la ricostruzione accusatoria, l'uomo avrebbe minacciato la donna. L'obiettivo era convincerla a ritirare una denuncia. La situazione descritta include decine di appostamenti. L'uomo si nascondeva dietro cespugli, alberi o muretti. Le azioni avvenivano a ogni ora del giorno e della notte. Gli appostamenti avvenivano sotto casa della donna. Si verificavano anche in locali pubblici e in ogni angolo della città. Non solo a Caltanissetta, ma anche nei dintorni.
La trentaquattrenne ha ripetutamente contattato le forze dell'ordine. Ha chiamato polizia e carabinieri per chiedere intervento. Diversi testimoni avrebbero confermato il quadro indiziario. Le loro dichiarazioni hanno supportato la tesi della procura. La costante presenza e le minacce hanno creato un clima di terrore.
La paura costante della vittima
La donna viveva nella paura costante. Sentiva la presenza dell'ex marito come una minaccia incombente. Le frasi riportate dall'accusa sono emblematiche. Minacce di morte del tipo «se ti vedo con un altro uomo uccido prima lui e poi te». Queste parole evidenziano la gravità del comportamento. L'uomo agiva come un'ombra. Si nascondeva per spiarla. Voleva farle sentire la sua presenza oppressiva.
La sentenza di condanna rappresenta un punto di svolta. Offre alla donna una forma di giustizia. La giustizia di Caltanissetta ha riconosciuto la gravità degli atti persecutori. La condanna mira a prevenire futuri episodi simili. La decisione sottolinea l'importanza di denunciare e di proteggere le vittime di stalking.
Domande frequenti
Cosa sono gli atti persecutori?
Gli atti persecutori, comunemente noti come stalking, sono comportamenti molesti e ripetuti che causano un perdurante e grave stato di ansia o di paura. Possono anche indurre un fondato timore per l'incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva. La legge italiana punisce tali condotte.
Quali sono le pene per lo stalking?
La pena per lo stalking in Italia è la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi. Le pene aumentano se il fatto è commesso dal coniuge separato o divorziato, o da persona che sia stata legata da relazione affettiva. Possono esserci aggravanti se il fatto è commesso con minaccia grave o con abuso di autorità. La sentenza di Caltanissetta rientra in questo quadro normativo.