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Undici persone sono state raggiunte da misure cautelari a Caltanissetta per un'indagine sullo spaccio di droga. L'inchiesta è partita dopo un tentato omicidio e ha svelato un giro d'affari settimanale di circa 8.000 euro.

Operazione antidroga nel Nisseno

I Carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta hanno eseguito undici misure cautelari. L'operazione, coordinata dalla Dda nissena, riguarda un'indagine sullo spaccio di sostanze stupefacenti. Le attività criminali si svolgevano tra Gela, Riesi e Catania.

L'inchiesta è stata denominata «Prisma bis». Cinque persone sono state poste agli arresti domiciliari. Altri quattro sono soggetti all'obbligo di dimora nel proprio comune di residenza. Un indagato deve rispettare un divieto di dimora. Infine, una persona è soggetta all'obbligo di presentazione alle autorità.

Legame con tentato omicidio

Le indagini hanno preso avvio a seguito di un tentativo di omicidio avvenuto circa un anno fa a Riesi. In quell'occasione rimasero feriti un giovane di 21 anni, Roberto Prestifilippo, e una donna di 27 anni, Simona Maganuco, conosciuta come «Ciro».

Secondo gli investigatori, i fornitori di droga provenienti da Gela avrebbero organizzato l'aggressione. Il movente sarebbe stato un presunto debito accumulato da Prestifilippo. Maganuco si trovava sul posto insieme ad altri giovani, tra cui Carmelo Giorlando, Michael Giorlando e Simone Giorlando, rimanendo anch'essa ferita.

Nell'abitazione era presente anche il fratello della vittima, Oscar Prestifilippo. I Carabinieri, sotto la guida dei PM della Dda di Caltanissetta, hanno ricostruito i presunti legami tra gli indagati di Riesi, Gela e Catania. A uno degli indagati è stata contestata anche un'accusa di estorsione.

Dettagli sull'attività di spaccio

Durante le indagini, sono stati documentati ben 633 episodi di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il volume d'affari stimato per questa attività illecita ammonta a circa 8.000 euro ogni settimana. Gli inquirenti hanno inoltre identificato circa 200 clienti abituali del gruppo.

Questi clienti ricevevano in modo sistematico le sostanze stupefacenti. Per eludere i controlli, i contatti tra gli indagati avvenivano tramite schede telefoniche intestate anche a cittadini stranieri. I pagamenti venivano effettuati tramite sistemi elettronici, rendendo difficile il tracciamento delle transazioni.

Nei prossimi giorni, gli indagati, molti dei quali già coinvolti nel precedente tentato omicidio, saranno ascoltati dal GIP presso il tribunale di Caltanissetta. Le autorità giudiziarie valuteranno la posizione di ciascuno.

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