Itinerario panoramico Val San Martino
Un'affascinante escursione conduce alla scoperta dei panorami mozzafiato della Val San Martino, con un percorso che si snoda tra l'impressionante orrido del Gallavesa e le vette del Resegone. L'itinerario, ideale per chi cerca scorci suggestivi anche nei mesi più freddi, parte dalla frazione di Rossino, un borgo storico in posizione panoramica.
Rossino, situata a 400 metri di altitudine, vanta un passato ricco di storia, testimoniato dal suo antico castello di origine romana, poi trasformato in fortezza e centro commerciale. La struttura, ancora ben conservata, conserva elementi medievali come il mastio e le torri, ed è oggi una rinomata location per eventi.
L'orrido del Gallavesa e la Costa di Sopracorna
Il percorso si inoltra verso l'orrido del Gallavesa, una profonda gola che scende dai contrafforti meridionali del Resegone. La forra, che raggiunge i 300 metri di profondità, è fiancheggiata da imponenti fasce rocciose verticali, come il Pizzo di Vicerola a ovest e la Costa di Sopracorna a est. Quest'area, un tempo appartenente alla provincia di Bergamo, oggi arricchisce il territorio lecchese.
Lungo la provinciale per Erve, il sentiero offre spettacolari viste sull'orrido. La strada stessa, un capolavoro d'ingegneria del primo Novecento, attraversa la gola con un tracciato scavato nella roccia a sbalzo sul precipizio, regalando scorci mozzafiato. Il nome Gallavesa, secondo gli studiosi, deriva dalle radici prelatina e indoeuropea che significano rispettivamente «ruscello» e «acqua».
Mulattiera storica e panorami dalla Sopracorna
Si prosegue poi sull'antica mulattiera CAI 831, un percorso suggestivo recuperato nel 2015, che collega Erve a Calolziocorte. La salita, inizialmente ripida, si addolcisce con tornanti che offrono panorami sempre più ampi sulla valle dell'Adda e sul canyon. Lungo il cammino si incontra la cappelletta dedicata alla Vergine Maria Assunta, un luogo di devozione con un affresco del 1981.
Dalla cappella, la vista si apre sulla parete rocciosa della Fracia, parte della Costa di Sopracorna, nota per le sue vie di arrampicata apprezzate per l'esposizione solare, che permette l'attività anche in inverno. Dalla cresta si gode di una vista eccezionale su Rossino e Calolziocorte, con scorci che invitano alla prudenza per l'affaccio sul precipizio.
Verso il Monte Spedone e la Val d'Uselanda
Il sentiero prosegue verso il Monte Ocone e il Pertüs, addentrandosi nel bosco che ricopre il versante settentrionale della Costa di Sopracorna. Il terreno, caratterizzato da frammenti di selce rossa, suggerisce un legame toponomastico con il borgo di Rossino. Raggiunta una sella pratosa a 971 metri, il percorso si dirige verso il Monte Spedone.
La cima dello Spedone, purtroppo, offre una visibilità limitata a causa della fitta vegetazione. Tuttavia, il crinale nord-est in direzione del Passo di Pertülena si rivela una splendida vetrina sul mondo venatorio, con numerosi roccoli e capanni di caccia che danno il nome alla zona, «Uselanda». Si raggiunge infine il Passo Pertülena, valico tra la Valle di Erve e la conca di Carenno.
Discesa verso Carenno e le contrade
La discesa avviene lungo una strada agrosilvopastorale che attraversa le pendici del Monte Ocone, dirigendosi verso Carenno. Si toccano le cascine di Monte Basso e le contrade rurali di Caversano e Boccio. Da Boccio, il sentiero CAI 817 conduce a Carenno, nota come «la valle dei muratori» per il suo museo all'aperto che celebra l'operosità locale.
Nel cuore di Carenno, il centro storico conserva il suo fascino d'altri tempi. Da qui, un sentiero agevole porta alle contrade di Fontanella, Erola e Oneta. A Fontanella, si incontrano residenti che mantengono vive le tradizioni e le case dei loro antenati, condividendo storie sulla vita rurale e il legame con il territorio. L'escursione si conclude con la discesa verso Rossino, passando per Erola e Oneta, offrendo un ultimo sguardo sui panorami della Val San Martino.