L'Alpenverein ha tenuto la sua 121ª Assemblea generale a Caldaro, focalizzandosi sul valore del volontariato e sulla protezione ambientale. Il presidente Simeoni ha sottolineato le sfide attuali e future dell'associazione.
Volontariato e sfide sociali per l'Alpenverein
La 121ª Assemblea generale dell'Alpenverein S dtirol (Avs) si è svolta nella località di Caldaro. Il presidente Georg Simeoni ha presentato un'analisi completa degli 80 anni di storia dell'associazione. Ha inoltre delineato le sfide presenti e quelle future. L'incontro ha visto anche nuove elezioni e il conferimento di onorificenze. Al centro del dibattito sono state poste la tutela della natura e dell'ambiente. Particolare attenzione è stata dedicata al tema del volontariato.
Simeoni ha evidenziato come l'impegno volontario non sia più dato per scontato. Ha citato l'aumento della burocrazia e i cambiamenti sociali come fattori determinanti. Ha quindi sottolineato il valore dell'impegno di molti volontari. Ha messo in risalto il ruolo dei giovani. Questi ultimi trasmettono valori fondamentali come il rispetto e la responsabilità. La comunità beneficia enormemente di questo spirito.
Rifugi alpini e tutela ambientale: priorità dell'Avs
Un settore cruciale per l'Avs rimane la gestione dei rifugi alpini. Sono previsti significativi lavori di ristrutturazione per il periodo 2026-2028. Questi riguarderanno il Rifugio Martello e il Rifugio Tre Scarperi. Già nell'anno precedente sono stati aggiornati il Rifugio Tiefrastenh tte e il Rifugio Sesvenna. Gli interventi hanno riguardato l'efficienza energetica e le condizioni igieniche. Sono stati inoltre creati nuovi alloggi per il personale. I costi sono coperti dall'associazione. Contribuiscono anche la Provincia autonoma di Bolzano e le sezioni locali. La Helmhaus è stata recuperata come spazio di aggregazione. Questo progetto è stato realizzato in collaborazione con l'AV, nell'ambito di un'iniziativa Interreg.
L'Avs conta oggi 37 sezioni e 59 sottosezioni. Gestisce 11 rifugi e annovera circa 83.000 soci. Un quarto dei membri ha meno di 25 anni. Questa presenza giovanile è un segnale positivo per il futuro dell'associazione.
Appello per la salvaguardia degli spazi alpini incontaminati
La tutela della natura e dell'ambiente è stata un altro punto focale dell'intervento di Simeoni. Ha lanciato un forte avvertimento contro l'eccessiva urbanizzazione e infrastrutturazione delle aree alpine. L'espansione dei comprensori sciistici, la costruzione di bacini di accumulo e nuovi progetti stradali minacciano gli ultimi spazi incontaminati. Ha citato esempi preoccupanti: la Città di Pietra, un grande bacino di accumulo previsto in un comprensorio sciistico. Ha menzionato i disboscamenti alla Gallenmahd in Val Martello. Ha citato il parco eolico al Passo di Monte Giovo. Ha ricordato le discussioni su nuove strade di accesso in aree sensibili.
Simeoni ha posto una domanda retorica: «A che cosa servono i parchi naturali e le leggi se non vengono controllati e applicati?». Ha rivolto un appello alla politica. Ha chiesto che la protezione dell'ambiente non venga sacrificata a interessi economici specifici. Un Alto Adige cementificato non è attraente. È necessario un cambiamento di mentalità. Si deve passare dal continuo crescere al conservare e proteggere.
Modelli sostenibili e dialogo politico per il futuro
L'Avs si impegna a essere un modello di sostenibilità. Molte sezioni promuovono escursioni che utilizzano i mezzi di trasporto pubblici. È in fase di pianificazione un progetto per la contabilizzazione delle emissioni di CO₂ delle attività dell'associazione. Anche la toponomastica rimane un tema importante. Simeoni ha menzionato proposte di nomi già esistenti. Ha segnalato una iniziale apertura al dialogo da parte della politica. Il presidente Arno Kompatscher ha risposto invitando alla critica costruttiva e al dialogo. Ha ammesso che la politica spesso respinge progetti. L'accessibilità delle montagne deve avere dei limiti. Rimane incertezza sull'uso turistico delle malghe. Kompatscher ha promesso impegno sulla toponomastica: dialogo, tutela dei nomi storici e nessun nuovo toponimo inventato.