Carabinieri hanno scoperto vermi e insetti in alimenti destinati a comunità per minori a Caivano. Un deposito alimentare è stato sequestrato per gravi violazioni igienico-sanitarie.
Scoperti gravi problemi igienici in strutture per minori
Le forze dell'ordine hanno riscontrato la presenza di parassiti all'interno di scorte alimentari. Farine e riso presentavano evidenti infestazioni. Anche prodotti congelati sono risultati privi di adeguata documentazione.
Le ispezioni hanno riguardato diverse strutture di accoglienza. Due comunità alloggio e tre centri educativi sono finiti sotto la lente d'ingrandimento. Tutte le realtà appartengono alla medesima cooperativa.
Le irregolarità più allarmanti sono emerse durante i controlli in alcune di queste strutture. La gestione degli alimenti destinati ai giovani ospiti è stata giudicata gravemente carente. Le indagini proseguono per accertare ogni responsabilità.
Responsabile legale denunciata per violazioni igieniche
La figura apicale della cooperativa è stata formalmente denunciata. Si tratta di una donna di 37 anni, residente a Maddaloni. Le accuse riguardano la violazione delle normative sull'igiene alimentare.
Oltre alla denuncia penale, sono state comminate sanzioni amministrative. L'ammontare totale delle multe supera i 4mila euro. La cooperativa dovrà rispondere di queste mancanze.
I carabinieri hanno agito insieme al Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Napoli. Anche i servizi sociali del Comune hanno partecipato all'operazione. La collaborazione ha permesso un quadro completo della situazione.
Sequestrato deposito alimentare non conforme agli standard
Un deposito di generi alimentari è stato posto sotto sequestro. La struttura non rispettava i requisiti igienico-sanitari richiesti. La normativa europea sulla sicurezza alimentare è stata palesemente disattesa.
Tra i reperti sequestrati figurano contenitori infestati da insetti. Sono state trovate anche buste di farina contenenti vermi. Questi elementi confermano la gravità delle condizioni riscontrate.
L'operazione ha portato anche a un divieto di commercializzazione. Circa 500 chili di prodotti sono stati bloccati. Si tratta di alimenti secchi, freschi, congelati e surgelati.
Mancanza di tracciabilità e conformità sanitaria
I prodotti sequestrati erano privi della documentazione necessaria. Questa assenza impedisce di garantirne la tracciabilità. Non è stato possibile verificare la loro conformità sanitaria.
La mancanza di documentazione solleva seri interrogativi sulla provenienza e sulla conservazione degli alimenti. Le indagini mirano a ricostruire l'intera filiera. La sicurezza dei minori è la priorità assoluta.
Le sanzioni sono state elevate per diverse migliaia di euro. L'obiettivo è ripristinare standard adeguati nelle strutture di accoglienza. La vigilanza sulle cooperative che gestiscono servizi per minori sarà intensificata.