La Sardegna avvia una nuova campagna vaccinale contro la dermatite bovina per contrastare i recenti focolai. Gli allevatori, dopo aver completato le vaccinazioni, chiedono con urgenza la revoca del blocco delle movimentazioni del bestiame per evitare gravi ripercussioni economiche.
Nuova campagna vaccinale contro la dermatite bovina
Una nuova campagna di vaccinazione contro la dermatite nodulare bovina è iniziata in Sardegna. Questa iniziativa segue la recente identificazione di nuovi focolai nel Sud dell'Isola. I servizi veterinari di Sanità animale delle Aziende Sanitarie Locali dispongono di circa 300mila dosi di vaccino. Queste verranno somministrate in tutti gli allevamenti dell'isola.
L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) fornisce supporto tecnico. Le associazioni di categoria collaborano attivamente alla distribuzione. Il piano vaccinale è obbligatorio. È stato predisposto dall'assessorato regionale della Sanità. L'obiettivo è contenere la diffusione della malattia.
Allevatori chiedono lo sblocco delle movimentazioni
La preoccupazione principale per il settore zootecnico riguarda il blocco totale delle movimentazioni del bestiame. Questo divieto sta creando notevoli difficoltà economiche. Gli allevatori hanno rispettato scrupolosamente le indicazioni sanitarie. Hanno vaccinato quasi tutte le aziende e la maggior parte dei capi.
Luca Saba, direttore di Coldiretti Sardegna, ha evidenziato la situazione. «In sei mesi abbiamo vaccinato il 99% delle aziende e il 97% dei capi», ha dichiarato. «Chiediamo ora che le autorità sanitarie sblocchino immediatamente le movimentazioni al di fuori della zona di sorveglianza, ovvero oltre i 50 chilometri».
Attualmente ci sono oltre 5mila vitelli pronti per essere trasferiti nel continente. «Non possiamo e non vogliamo aspettare un giorno di più», ha aggiunto Saba. La richiesta è di ripristinare la libera circolazione del bestiame per evitare ulteriori danni economici.
Impatto economico e richieste di ripresa
La sospensione delle movimentazioni sta avendo un impatto significativo sul mercato. L'eccesso di offerta di vitelli all'interno dell'Isola sta già causando una contrazione dei prezzi. Stefano Taras, presidente di Confagricoltura, ha espresso preoccupazione. «Non ci sono oggi indicazioni di rischi particolari al di fuori dei casi già segnalati», ha affermato. «L'auspicio è che presto si possa riprendere a movimentare i nostri capi».
Anche Giuseppe Patteri, presidente di Confagricoltura, ha sottolineato l'urgenza. «Lo stop totale alla movimentazione ora non ha senso», ha incalzato. «I casi sono stati segnalati nel Sud; è opportuno che gli altri allevamenti possano movimentare il bestiame». La richiesta è di una valutazione differenziata della situazione.
Richiesta di parità di trattamento con il resto d'Italia
L'assessore regionale dell'Agricoltura, Francesco Agus, ha incontrato i rappresentanti delle associazioni di categoria a Cagliari. L'incontro mirava a fare il punto della situazione e a fornire risposte alle preoccupazioni degli allevatori. «La Regione si è fatta trovare pronta», ha assicurato Agus. «Siamo convinti di coprire in brevissimo tempo l'intera popolazione bovina».
Tuttavia, l'assessore ha posto l'accento sulla necessità di un trattamento equo per la Sardegna. «Come Regione pretendiamo di essere considerati al pari delle altre», ha dichiarato. «Sarebbe irragionevole sottoporre il comparto produttivo della Sardegna a blocchi diversi rispetto a quelli applicati nel resto dell'Italia continentale».
La Regione si dichiara disponibile a completare tutti gli adempimenti richiesti. Questi includono le vaccinazioni e l'adozione di misure contenitive per limitare la diffusione del virus. L'obiettivo è garantire la sicurezza sanitaria senza penalizzare eccessivamente il settore produttivo.
Misure di contrasto e ruolo delle Province
Le misure di contrasto alla diffusione del virus saranno dettagliate in un'ordinanza imminente. Questa sarà emanata dall'assessorato dell'Ambiente. L'ordinanza prevede un ruolo attivo delle Province. Esse saranno coinvolte nelle attività di contrasto all'insetto vettore della malattia.
Le Province avranno la possibilità di estendere le proprie attività. Non si limiteranno alle aree di competenza pubblica. Potranno intervenire anche sui terreni privati. Questo approccio integrato mira a un controllo più capillare del territorio. L'intento è ridurre al minimo il rischio di nuove infezioni.