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La Sardegna vive una crescita economica trainata dal turismo, ma soffre di un declino demografico e di un sistema sanitario in difficoltà. Il rapporto Crenos evidenzia un quadro complesso per l'Isola.

Crescita economica e turismo record

L'economia sarda mostra segnali positivi. Il Prodotto Interno Lordo è aumentato dell'1,3% nel 2024. Questo dato posiziona la regione tra le migliori performance italiane. La crescita supera la media nazionale dello 0,7%. Anche il dato europeo è stato superato, fermo a 1,1%.

A trainare questa espansione è il settore turistico. Nel 2025, gli arrivi hanno superato i 4 milioni. Le presenze totali hanno raggiunto i 17 milioni. Questi numeri confermano un anno eccezionale per il turismo isolano.

Tuttavia, questa crescita ha un lato oscuro. I prezzi delle case e degli affitti sono aumentati notevolmente. Si registra un incremento del 46,6% rispetto al 2018. Questo rende l'accesso all'abitazione sempre più difficile per i residenti.

Il paradosso del mercato del lavoro

Il mercato del lavoro presenta un quadro inaspettato. Gli occupati sono aumentati di circa seimila unità. Questo dato positivo nasconde però una realtà preoccupante. Il 90% di questo incremento riguarda la fascia d'età tra i 65 e i 74 anni.

Questi lavoratori anziani scelgono di posticipare il loro pensionamento. Al contempo, la disoccupazione totale rimane elevata. Il tasso si attesta al 9,3%. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla qualità dell'occupazione giovanile.

La direttrice del Crenos, Anna Maria Pinna, sottolinea l'importanza di questi dati. «Un dato molto importante che rivela molte cose», ha affermato. La sua analisi suggerisce una riflessione profonda sulle dinamiche occupazionali.

Sanità in difficoltà e spopolamento

Il sistema sanitario regionale rimane una criticità. La Sardegna detiene il primato nazionale per rinuncia alle cure. La percentuale è del 17,2%. Questo dato preoccupante persiste per l'ottavo anno consecutivo.

Nonostante una spesa sanitaria pro capite elevata, pari a 2.604 euro, la fiducia dei cittadini è bassa. Il livello di soddisfazione è il più basso d'Italia, superato solo dalla Calabria. Si aggiunge un deficit strutturale di sangue, con 27mila unità mancanti annualmente.

L'emergenza demografica rappresenta una vera «spina nel fianco» per l'Isola. Il 2025 ha segnato il quindicesimo anno consecutivo di calo della popolazione residente. Si stima una diminuzione di circa ottomila unità.

Il tasso di natalità è il più basso d'Italia e d'Europa. Si registrano solo 4,1 nati per mille abitanti. L'indice di vecchiaia è record: 300 anziani ogni 100 giovani.

Capitale umano e commercio estero

La Sardegna affronta anche una sfida legata al capitale umano. Solo il 25,6% dei giovani tra i 25 e i 34 anni possiede una laurea. La media europea si attesta al 44,1%.

L'Isola fatica non solo a formare talenti, ma anche a trattenerli. Il saldo migratorio dei laureati è quasi triplo rispetto alla media nazionale. Questo indica una fuga di cervelli significativa.

Sul fronte del commercio estero, il 2025 ha visto una contrazione dell'export dell'11,4%. Oltre al calo del settore petrolifero, pesano i dazi statunitensi. Questi hanno colpito duramente il lattiero-caseario (-2%) e il vitivinicolo (-9%).

Sfide future e opportunità

Il sistema universitario sardo rischia di perdere 43 milioni di euro entro il 2030. Questo accadrà se non migliorerà l'attrattività studentesca e la qualità del reclutamento. La competizione per attrarre e formare studenti è alta.

Una nota di speranza arriva dalla «Twin Transition». La Sardegna è sopra la media nazionale per progetti che integrano investimenti verdi e digitali. La percentuale è del 14,6%. Questo dato segnala una resilienza del tessuto produttivo verso la sostenibilità.

Le sfide per il futuro sono molteplici. La regione deve trovare un equilibrio tra crescita economica e benessere sociale. La gestione delle risorse e la valorizzazione del capitale umano saranno cruciali. La sostenibilità ambientale e digitale offre nuove prospettive.