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La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, denuncia un'autonomia regionale "schiacciata" e chiede maggiori spazi di autogoverno. La richiesta emerge durante la celebrazione di "Sa Die de sa Sardigna", giornata che ricorda l'insurrezione popolare del 1794.

Autonomia sarda compressa e centralismo statale

Alessandra Todde, presidente della Regione Sardegna, ha espresso forte preoccupazione per lo stato attuale dell'autonomia sarda. Le sue dichiarazioni sono emerse a margine della celebrazione di Sa Die de sa Sardigna, tenutasi presso il Consiglio regionale.

Questa giornata commemora l'insurrezione popolare del 1794. Tale evento portò alla cacciata dei piemontesi e del viceré Balbiano dall'isola.

Interfacciandosi con i cronisti, prima del suo intervento ufficiale, la presidente ha evidenziato i punti di frizione con il governo centrale. Tra questi spiccano il regime del 41 bis, le questioni energetiche e il tentativo di sottrarre alla Regione il controllo ambientale sui siti militari.

La Sardegna ospita il 60% delle servitù militari italiane. La presidente Todde ha sottolineato come questi temi rivelino un marcato centralismo statale.

Una nuova autonomia propositiva e collaborativa

Nonostante le divergenze, la strategia politica di Alessandra Todde non punta a uno scontro fine a se stesso. L'obiettivo dichiarato è promuovere una "nuova autonomia".

Questa nuova autonomia dovrebbe superare la mera logica del lamento o della protesta costante. La presidente ha esortato a non ricordare l'identità sarda solo in occasioni particolari.

L'efficacia delle azioni regionali, ha spiegato, si manifesta quando la Regione si dimostra propositiva. È fondamentale presentarsi ai tavoli nazionali con autorevolezza e argomentazioni solide.

La presidente ha evidenziato la necessità di un approccio costruttivo. Questo approccio dovrebbe basarsi sul riconoscimento della leale collaborazione quando le condizioni lo permettono.

Richiesta di rispetto e maggiori spazi di autogoverno

In quest'ottica di collaborazione, la presidente Todde ha citato esempi concreti. Tra questi, le vertenze in corso e il modello per una nuova continuità territoriale. Anche il progetto Einstein Telescope è stato menzionato come un'opportunità di cooperazione.

Alessandra Todde ha ribadito che la strategia non è solo rivendicazione o scontro. È anche riconoscimento della collaborazione leale, quando vi sono i presupposti per farlo.

Il messaggio di fondo rimane comunque chiaro. I sardi meritano maggiore rispetto da parte dello Stato. È necessaria, inoltre, l'assegnazione di più ampi spazi di autogoverno.

La presidente ha concluso affermando che la Sardegna merita di essere trattata con maggiore considerazione. La richiesta di più poteri decisionali è un punto fermo per il futuro dell'isola.

Domande frequenti

Cosa celebra "Sa Die de sa Sardigna"?
"Sa Die de sa Sardigna" commemora l'insurrezione popolare avvenuta nel 1794, che portò alla cacciata dei piemontesi e del viceré dalla Sardegna.

Quali sono le principali critiche mosse dalla presidente Todde al governo centrale?
La presidente Todde critica il centralismo statale e denuncia un'autonomia sarda "schiacciata", citando questioni come il 41 bis, i temi energetici e il controllo ambientale sui siti militari.

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