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L'economia della Sardegna mostra una crescita modesta nel 2025, trainata dal turismo. Tuttavia, l'industria registra un calo significativo e il potere d'acquisto dei residenti è in forte diminuzione, peggio della media nazionale.

Crescita economica sarda nel 2025

L'Isola ha registrato un aumento del PIL dello 0,7% a prezzi costanti. Questo dato supera la media nazionale dello 0,5%. Il direttore della Banca d'Italia a Cagliari, Giovanni Giuseppe Ortolani, ha definito il risultato «apprezzabile».

Tra il 2019 e il 2025, la Sardegna ha visto una crescita di circa il 10%. Questo ha permesso all'Isola di fare meglio del resto del Paese. Ortolani ha però avvertito che la sfida attuale è rendere questa espansione più duratura e stabile nel tempo.

Il turismo traina i servizi

Il settore dei servizi, con il turismo in testa, si conferma il motore principale dell'economia isolana. Le presenze nelle strutture ricettive sono aumentate dell'11,5%. I visitatori stranieri hanno mostrato un incremento del 16,9%.

La spesa turistica incide ora per il 13,7% sui consumi totali in Sardegna. Questo dato è superiore al 10,2% nazionale. La quota generata dagli stranieri, pari al 44%, è quasi raddoppiata rispetto al periodo precedente la pandemia.

Industria in difficoltà e esportazioni in calo

Il quadro dell'industria, invece, appare critico. Il rapporto definisce questo settore «debole». Le esportazioni regionali sono diminuite dell'11,4% a prezzi correnti.

Questo calo è stato influenzato dalla riduzione dei prodotti petroliferi e della metallurgia. Particolarmente preoccupante è la situazione del settore lattiero-caseario. Circa il 12% del suo fatturato dipende dal mercato statunitense, rendendolo vulnerabile a eventuali dazi.

Mercato del lavoro: occupazione in crescita, disoccupazione in aumento

Il mercato del lavoro sardo presenta segnali contrastanti. L'occupazione è cresciuta dell'1%, portando il tasso al 58,2%. Tuttavia, per la prima volta dopo quattro anni, il tasso di disoccupazione è risalito al 9,3%.

Questo aumento non deriva da una perdita di posti di lavoro. È piuttosto dovuto a un incremento della partecipazione al mercato del lavoro. Più persone hanno cercato attivamente un impiego, spingendo il tasso di attività al 64,4%.

Potere d'acquisto in forte calo

La questione del potere d'acquisto rimane un punto dolente. Tra il 2008 e il 2023, le retribuzioni reali in Sardegna sono diminuite del 15,2%. Il reddito pro capite si attesta sui 19.900 euro.

Questa perdita di valore è nettamente superiore al -6,2% registrato a livello nazionale. Il dato evidenzia una fragilità economica per i residenti dell'Isola.

Edilizia trainata dalle opere pubbliche

Il settore edilizio continua a mostrare una crescita del 2,1% nel valore aggiunto. Tuttavia, si osserva un cambiamento nel motore di questa espansione. La contrazione del residenziale privato (-16,7%) è stata compensata dall'aumento delle opere pubbliche (+12%).

Questi cantieri sono sostenuti dai fondi del Pnrr. Ad aprile 2026, la Sardegna ha ricevuto 4,8 miliardi di euro di risorse Pnrr. Si tratta di 3.037 euro pro capite, dato superiore alla media nazionale. Oltre 2 miliardi sono già stati erogati.

Innovazione e logistica: il ruolo del digitale

Giovanni Giuseppe Ortolani ha sottolineato come il digitale possa aiutare a risolvere problemi logistici. Nonostante i comuni sardi siano allineati alla media nazionale per i servizi online, l'Isola soffre ancora di un ritardo nella connettività veloce. Esiste anche una minore propensione all'innovazione da parte delle imprese.