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La progressiva riduzione del personale nei negozi in Sardegna espone i lavoratori a maggiori pericoli, inclusi aggressioni e rapine. Il sindacato Uil chiede un raddoppio degli organici e una revisione delle misure di sicurezza.

Personale ridotto nei negozi aumenta i rischi

I dipendenti del settore terziario in Sardegna si trovano sempre più spesso a gestire da soli interi esercizi commerciali. Questa situazione di isolamento prolungato rappresenta un serio pericolo per la loro incolumità. L'allarme è stato lanciato congiuntamente da Uil Sardegna e UILTuCS Sardegna.

La denuncia si focalizza sui cosiddetti "Lavoratori Soli", una nuova categoria che si affianca ai "Lavoratori Fantasma" già segnalati dalla Uil. La causa principale è la continua diminuzione degli organici aziendali. L'organizzazione dei turni sembra essere finalizzata esclusivamente alla riduzione dei costi del lavoro.

Ciò comporta che un singolo impiegato debba gestire tutte le mansioni, spesso rimanendo isolato per lunghe ore. Questo accade anche durante le fasce orarie serali e notturne. Il lavoratore si ritrova a dover occuparsi contemporaneamente dell'apertura o chiusura del locale, dell'assistenza alla clientela, della gestione della cassa, della movimentazione delle merci e della risoluzione di eventuali emergenze.

Vulnerabilità e stress aumentano con la solitudine

Lavorare in totale solitudine rende i dipendenti significativamente più vulnerabili. Un malore improvviso, una caduta accidentale o un'aggressione possono avere conseguenze ben più gravi quando non vi è nessuno nelle vicinanze per prestare soccorso. Il rischio di subire una rapina, come accaduto recentemente a Cagliari, aumenta esponenzialmente in queste condizioni.

A ciò si aggiunge un notevole stress psicologico. La responsabilità di gestire in autonomia l'intero punto vendita e di affrontare situazioni critiche genera una forte pressione. Spesso, questi compiti gravano su personale con inquadramenti da operai o impiegati non qualificati, aumentando il senso di inadeguatezza e ansia.

Richieste sindacali per maggiore sicurezza

UIL e UILTuCS ritengono indispensabile un intervento concreto per migliorare la sicurezza. La loro proposta prevede un raddoppio del personale impiegato nei punti vendita. Inoltre, chiedono una revisione dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR).

È fondamentale il coinvolgimento attivo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e dei Rappresentanti degli Lavoratori Territoriali (RLST) del settore. La loro esperienza è cruciale per valutare l'effettiva incidenza del lavoro in solitudine sulla sicurezza del personale. La prevenzione deve essere la priorità assoluta.

Il sindacato sottolinea l'urgenza di intervenire prima che si verifichi una vera e propria emergenza. La sicurezza dei lavoratori non può essere messa in secondo piano.

Il lavoro in solitudine al centro del dialogo

Fulvia Murru e Cristiano Ardau, segretari generali regionali rispettivamente della Uil e della UILTuCS, ribadiscono la necessità di inserire il tema del lavoro in solitudine all'interno del dialogo tra le aziende, le organizzazioni sindacali e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Questo confronto deve diventare parte integrante delle strategie aziendali.

Il risparmio economico derivante dalla riduzione di qualche ora di lavoro non può assolutamente essere considerato più importante della sicurezza e del benessere di una persona. Questa situazione non è più accettabile per il sindacato. La tutela della salute dei lavoratori deve prevalere su ogni altra considerazione.