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La gestione del servizio idrico in Sardegna è stata confermata come pubblica fino al 2034. L'Ente d'Ambito Egas ha prorogato l'affidamento ad Abbanoa, introducendo tariffe più basse e rigorosi controlli sul gestore.

Gestione idrica sarda resta pubblica

Il futuro della gestione dell'acqua in Sardegna è stato definito. La decisione conferma la natura pubblica del servizio fino all'anno 2034. Questo prolungamento mira a garantire continuità e controllo sull'erogazione di una risorsa fondamentale per l'isola. L'ente preposto, Egas, ha formalizzato la proroga attraverso una delibera. L'atto è stato approvato dal Comitato istituzionale d'ambito. La decisione è stata presa in seguito a una richiesta specifica. L'utility Abbanoa aveva espresso il desiderio di estendere la propria concessione. La gestione attuale scadrà infatti il 31 dicembre 2028. La nuova scadenza è stata fissata a dieci anni più tardi.

La società Abbanoa gestisce il servizio idrico integrato nell'isola dal lontano 2005. La sua struttura societaria vede la Regione Sardegna come azionista. La sua percentuale è scesa sotto il 20%. Altri soci sono i 342 Comuni dell'isola. La proroga è stata accompagnata da una revisione delle tariffe. Queste sono state ridotte per gli utenti finali. La mossa è volta a rendere il servizio più accessibile. L'obiettivo è alleggerire il carico economico sulle famiglie sarde.

Egas impone prescrizioni ad Abbanoa

Il Comitato istituzionale d'ambito dell'Egas ha adottato la delibera che estende l'affidamento ad Abbanoa. La decisione è stata annunciata dal presidente dell'ente, Fabio Albieri. Egli è anche sindaco di Calangianus. Al suo fianco era presente il direttore generale dell'Egas, Andrea Cappelli. «Siamo per l'acqua pubblica», ha dichiarato con fermezza Albieri. «Perciò abbiamo optato per l'estensione della durata della concessione». La delibera, tuttavia, non è un semplice rinnovo automatico. Introduce una serie di prescrizioni. Queste mirano a rafforzare la capacità di indirizzo e il monitoraggio sul gestore.

I risultati attesi da Abbanoa dovranno essere misurabili. «Questa non è un'estensione senza condizioni», ha sottolineato Albieri. Il direttore generale Cappelli ha aggiunto un dettaglio importante. Ha paragonato il processo a una «simulazione di gara». Questo perché le prescrizioni imposte ad Abbanoa sono stringenti. Riguardano soprattutto l'efficienza e la trasparenza nella gestione del servizio. L'obiettivo è garantire che il gestore operi secondo i più alti standard qualitativi. Le nuove regole dovrebbero portare a un miglioramento complessivo del servizio idrico.

Investimenti e tariffe contenute per il futuro

La decisione dell'Egas apre le porte a un significativo programma di investimenti. Si parla di oltre 1,8 miliardi di euro. Una parte considerevole di questi fondi, 826 milioni di euro, proverrà da contributi pubblici. Questo piano di investimenti è fondamentale per modernizzare le infrastrutture idriche dell'isola. La rete idrica sarda necessita di interventi strutturali per garantire efficienza e ridurre le perdite. Il piano economico-finanziario, valido per il periodo 2026-2034, prevede ulteriori investimenti. Sono stanziati 192 milioni di euro aggiuntivi.

Questi fondi supplementari permetteranno di affrontare specifiche criticità e migliorare ulteriormente il servizio. Nonostante l'imponente piano di investimenti, le tariffe per gli utenti rimarranno contenute. Anzi, subiranno una riduzione. Le tariffe saranno più basse rispetto a quelle inizialmente previste dal Piano d'ambito. Albieri e Cappelli hanno evidenziato che la riduzione sarà dello 0,5% annuo nel prossimo triennio. Questo rappresenta un beneficio tangibile per i cittadini sardi. La combinazione di investimenti mirati e tariffe accessibili è un pilastro della nuova gestione.

Approvazione e prospettive future

Il provvedimento adottato dall'Egas dovrà ora passare al vaglio dell'Arera. L'Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente è l'organo competente per l'approvazione finale. Tuttavia, la delibera è già considerata pienamente operativa. Questo significa che le decisioni prese avranno effetto immediato. La proroga dell'affidamento ad Abbanoa fino al 2034 garantisce stabilità al settore. Permette inoltre una pianificazione a lungo termine degli interventi necessari. La gestione pubblica dell'acqua è un principio cardine per la Sardegna. La decisione dell'Egas rafforza questo impegno. Si guarda a un futuro in cui l'acqua sia gestita in modo efficiente, sostenibile e accessibile a tutti i cittadini.

La scelta di mantenere la gestione pubblica rispecchia una volontà politica precisa. Si vuole evitare la privatizzazione completa di un bene primario. L'intervento dell'Egas con prescrizioni rigorose dimostra un approccio proattivo. Non si tratta di un semplice affidamento, ma di una gestione supervisionata e finalizzata al bene comune. La trasparenza e l'efficienza saranno i parametri chiave per valutare l'operato di Abbanoa nei prossimi anni. L'isola punta a un modello di gestione idrica che sia un esempio di buona amministrazione pubblica.