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La Cisl Sardegna ha presentato un dettagliato rapporto sull'occupazione e i salari regionali alla Giunta e al Consiglio. Il documento evidenzia un aumento degli occupati ma anche un divario salariale significativo rispetto alla media nazionale, con proposte per migliorare la qualità del lavoro e trattenere valore nell'isola.

Aumento occupazione, ma salari sotto la media nazionale

L'occupazione in Sardegna mostra un trend positivo. Si prevede un incremento da circa 577mila occupati nel 2023 a 592mila nel 2024. Le proiezioni indicano un ulteriore aumento fino a 598mila nel 2025. Tuttavia, emerge una domanda cruciale: quale tipo di lavoro si sta creando? Questo interrogativo è al centro di un rapporto di oltre cento pagine. La Cisl ha consegnato questo studio alla Giunta e al Consiglio regionale.

I dati presentati dal segretario generale Pierluigi Ledda rivelano un quadro salariale preoccupante. Nel 2023, la retribuzione media annua di un lavoratore dipendente in Sardegna era di 17.642 euro. La media nazionale si attestava invece a 23.630 euro. La differenza supera i 6mila euro, con un divario di circa il 25% in meno.

Ledda ha chiarito che questa disparità non si riduce a un semplice «salario sardo più basso». La cifra include fattori come la stagionalità, il part-time, la discontinuità lavorativa e un minor numero di giornate impiegate. Per incrementare il reddito da lavoro, è necessario agire sia sulla retribuzione oraria sia sulla quantità di lavoro effettivamente svolto durante l'anno.

Divari di genere e formativi persistono

Nonostante i progressi, persistono significative differenze di genere nel tasso di occupazione. Tra il 2021 e il 2025, il tasso di occupazione femminile è cresciuto dal 46,3% al 51,1%. Tuttavia, il tasso maschile raggiunge il 65,2%, lasciando un divario di 14,1 punti. Questo sottolinea la necessità di politiche mirate a promuovere una maggiore inclusione lavorativa delle donne.

Anche il divario formativo rimane marcato. Nel 2025, il tasso di occupazione per chi possiede una laurea o un titolo post-laurea era dell'83,7%. Per coloro che avevano al massimo la licenza media, il tasso scendeva al 47,7%. La differenza è di ben 36 punti. Ledda ha evidenziato l'urgenza di anticipare le esigenze del mercato del lavoro.

Bisogna chiedersi quali competenze saranno richieste in Sardegna tra cinque o dieci anni. Settori come energia, sanità, digitale, intelligenza artificiale, industria, turismo, economia del mare e infrastrutture, inclusi progetti ambiziosi come l'Einstein Telescope, richiederanno professionisti qualificati. Iniziare la preparazione quando gli investimenti sono già in corso significherebbe arrivare troppo tardi.

Sfide future: PNRR, turismo e impresa

Un'altra area di preoccupazione riguarda il periodo post-PNRR. Ci si interroga su cosa rimarrà una volta terminata questa fase di spinta straordinaria. Lo stesso principio si applica al settore turistico, che sta vivendo un buon momento. Ledda ha sottolineato l'importanza di misurare il valore generato da ogni singolo turista che visita l'isola.

Anche il mondo dell'impresa richiede un'analisi approfondita. L'invito è a studiare meglio il modello del 7,9% delle aziende sarde che hanno già registrato una fase di forte crescita. Comprendere i loro successi può fornire indicazioni preziose per le altre realtà imprenditoriali.

Proposte della Cisl per il futuro del lavoro

La Cisl avanza proposte concrete per affrontare queste sfide. Si suggerisce l'istituzione di un Osservatorio regionale sulla contrattazione, la produttività e la partecipazione. Inoltre, si propone un Cruscotto regionale dedicato alla qualità e ai percorsi di lavoro. Questi strumenti servirebbero a preparare al meglio le future sfide del mercato.

Il sindacato guarda alla fase finale del PNRR e al nuovo ciclo europeo 2028-2034. La direzione indicata dalla Cisl è chiara: produrre più valore, trattenerlo maggiormente nell'isola, distribuirlo di più ai lavoratori e reinvestirne una parte per stimolare nuova crescita economica. L'obiettivo è creare un circolo virtuoso di sviluppo sostenibile.