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Il centrodestra sardo critica la giunta regionale sulla tassa di sbarco negli aeroporti. Propongono emendamenti per ridurre la tariffa, temendo un danno economico di un miliardo di euro e la riduzione dei collegamenti aerei.

Centrodestra contro tassa di sbarco

Le opposizioni in Consiglio regionale hanno acceso il dibattito. La questione riguarda la tassa di sbarco per i passeggeri negli aeroporti sardi. Le dichiarazioni di Ryanair e la risposta della Regione hanno innescato la reazione. Partiti come Fdi, Fi, Riformatori sardi, Alleanza Sardegna e Sardegna 20Venti hanno criticato duramente la giunta. Hanno annunciato l'intenzione di presentare due emendamenti specifici. L'obiettivo è ottenere una riduzione della tassa di sbarco. Questo avverrebbe durante la discussione sulla variazione di bilancio. Si tratta di una manovra da 750 milioni di euro.

Proposta di emendamenti per ridurre la tassa

Il primo emendamento mira a tagliare la tassa. La proposta prevede una riduzione sperimentale nei mesi di spalla. Nello specifico, da ottobre ad aprile. Questo intervento avrebbe un costo di 14 milioni di euro. Il secondo emendamento, invece, propone un taglio per l'intero anno. Questa misura richiederebbe un investimento di 35 milioni di euro. L'intento è di rendere più attrattivo il mercato del trasporto aereo verso l'isola. Si teme che l'attuale politica possa danneggiare il turismo e l'economia locale.

Critiche alla giunta e timori economici

Il capogruppo di Fdi, Paolo Truzzu, ha espresso preoccupazione. Ha definito i toni di Ryanair non del tutto condivisibili. Tuttavia, ha sottolineato come il mercato aereo sia in rapida evoluzione. Ryanair, secondo Truzzu, è la compagnia principale che detta le proprie condizioni. Ha citato come esempio altre regioni dove la compagnia ha favorito la crescita turistica del 30%. Truzzu ha evidenziato come la compagnia aerea non riceva risposte da due anni. Ha già ridotto del 7% i collegamenti per aprile e maggio. L'invito alla maggioranza è di fornire una risposta immediata. Si suggerisce di agire tramite la variazione di bilancio. I fondi risparmiati dai cittadini sardi, circa 400 milioni di euro di tasse, potrebbero tornare nell'economia locale. Bisogna agire in fretta, poiché un accordo con il governo per una legge omnibus richiederebbe tempo.

Danno economico stimato e connettività aerea

Gianni Chessa di Fi ha definito la connettività aerea non un lusso. Rinunciare a Ryanair in questo momento è una follia, dato che non è facilmente sostituibile. L'ex assessore al Turismo stima un danno economico complessivo di un miliardo di euro. Questo calcolo include la diminuzione degli ingressi turistici e delle tasse riscosse. Suggerisce di trovare risorse per tagliare la tassa. Invece di spendere 30 milioni di euro per la rete aeroportuale senza ottenere risultati significativi. Umberto Ticca (Riformatori) ha dichiarato che i toni di ricatto non piacciono nemmeno a loro. Ha specificato che la proposta non incentiva solo i vettori low-cost, ma mira all'abolizione della tassa per tutte le compagnie. Ryanair è vista come un soggetto qualificato per avanzare una proposta concreta. Si potrebbe partire dalla stagione invernale, con l'obiettivo di estenderla a tutto l'anno. Al contrario, l'attuale situazione potrebbe creare problemi.

Logiche 'tafaziane' e turismo elitario

Stefano Schirru di Alleanza Sardegna ha parlato di logiche 'tafaziane' senza riscontri. Incentivare la compagnia aerea significherebbe creare condizioni di sviluppo più attraenti. Stefano Tunis ha definito la giunta Todde un 'caso psichiatrico'. Secondo Tunis, la giunta agisce in modo ottuso contro gli interessi della Sardegna. Ha criticato la mancanza di concretezza nelle argomentazioni. Ha menzionato che l'assessore Cuccureddu sembra favorire un turismo più elitario. Questo contrasta con un turismo più popolare, capace di animare le città e i periodi di bassa stagione.