Sardegna: 16° in Italia per il welfare, 2° nel Sud
La Sardegna ottiene un risultato notevole nel Welfare Italia Index 2025, classificandosi 16ª a livello nazionale e 2ª tra le regioni meridionali. L'analisi evidenzia i punti di forza e le aree di miglioramento del sistema di welfare regionale.
Sardegna nel Welfare Italia Index 2025
La Sardegna ha raggiunto il 16° posto nella classifica nazionale del Welfare Italia Index 2025. Questo importante posizionamento la rende inoltre la seconda regione del Sud Italia per efficacia e capacità di risposta del proprio sistema di welfare. Lo strumento di monitoraggio, realizzato da Welfare, Italia in collaborazione con The European House - Ambrosetti, valuta le politiche sociali, la sanità, la previdenza e la formazione.
L'indice analizza diversi ambiti per identificare punti di forza e criticità. La regione ottiene un punteggio di 78,1 per gli indicatori di spesa, collocandosi al 13° posto nazionale. Per quanto riguarda gli indicatori strutturali, il punteggio è di 52,9, che vale alla Sardegna la 16ª posizione assoluta.
Questi dati forniscono un quadro dettagliato delle performance regionali. Permettono di comprendere meglio le dinamiche del welfare isolano. L'obiettivo è individuare gli interventi necessari per il futuro. L'analisi è condotta da un think tank specializzato. La metodologia è rigorosa e basata su dati oggettivi.
Punti di forza nella spesa sociale e sanitaria
Tra gli indicatori di spesa, la Sardegna spicca per la spesa in protezione sociale. Questa raggiunge l'1,57% del PIL regionale, superando la media nazionale dello 0,9%. Questo dato rappresenta un miglioramento rispetto all'anno precedente, guadagnando una posizione. La regione si conferma inoltre seconda per la spesa pubblica destinata alle politiche del lavoro, pari al 3,5% del PIL regionale.
Un altro settore di eccellenza è la spesa sanitaria pubblica pro-capite. La Sardegna si posiziona al 6° posto nazionale, con una spesa media di 2.337 euro per abitante. Questo dato è leggermente superiore alla media nazionale di 2.294 euro. La regione si distingue anche per la spesa pubblica per consumi finali destinata all'istruzione e alla formazione. Qui occupa il settimo posto, con il 4,5% del PIL regionale, nettamente superiore alla media nazionale del 3,5%.
Questi risultati evidenziano un impegno significativo della regione verso il benessere dei suoi cittadini. La protezione sociale e il lavoro sono aree prioritarie. L'investimento in istruzione e formazione è un segnale positivo per il futuro. La sanità, pur con margini di miglioramento, mostra una buona tenuta.
Aree di criticità e indicatori strutturali
Nonostante i successi, emergono anche alcune aree che richiedono attenzione. La Sardegna si posiziona al 19° posto per la partecipazione a forme pensionistiche integrative. La percentuale è del 6,1% del reddito medio, inferiore al 7,7% della media nazionale. Questo dato suggerisce una minore adesione a piani pensionistici complementari.
Nella spesa sanitaria privata pro-capite, la regione si colloca al 17° posto. La spesa media è di 449 euro, significativamente inferiore ai 615 euro della media nazionale. Questo potrebbe indicare una minore propensione all'utilizzo di servizi sanitari privati.
Per quanto riguarda la spesa previdenziale media sulla popolazione over 65, la Sardegna è al 18° posto. Vengono destinati mediamente 1.027 euro, a fronte dei 1.367 euro della media nazionale. Infine, al 17° posto si trova la spesa media regionale per utente fruitore di asili nido, con 5.268 euro, rispetto ai 7.850 euro della media italiana. Questi dati indicano potenziali disparità nell'accesso a determinati servizi.
Indicatori strutturali: deprivazione abitativa e politiche sociali
Analizzando gli indicatori strutturali, la Sardegna migliora la sua posizione, passando dal 4° al 2° posto per la percentuale di famiglie in deprivazione abitativa. Questo dato è pari al 2,2%, leggermente inferiore alla media nazionale del 2,5%. Un risultato incoraggiante nel settore delle politiche sociali.
Sempre nell'ambito delle politiche sociali, la regione si colloca al 5° posto per il numero di pensioni di vecchiaia per 100 abitanti. Il dato è di 12,7, rispetto ai 16,1 della media nazionale. Questo potrebbe riflettere dinamiche demografiche specifiche.
La regione occupa il 19° posto per la partecipazione a forme pensionistiche complementari. Solo il 28,9% dei lavoratori aderisce a queste forme, contro il 38,2% della media italiana. Si registra anche un dato preoccupante sul tasso di part-time femminile involontario. Il 21,1% delle lavoratrici dichiara di aver accettato un impiego part-time per mancanza di opportunità a tempo pieno. Questo valore è nettamente superiore alla media italiana del 13,7%.
Sanità, istruzione e occupazione: i dati del 2025
Nel settore della sanità, la Sardegna si posiziona al 18° posto per l'efficacia, l'efficienza e l'appropriatezza del sistema sanitario regionale. Per quanto riguarda lo stato di salute della popolazione, la regione è al 17° posto. Questi dati suggeriscono aree di miglioramento nella gestione dei servizi sanitari e nella promozione della salute pubblica.
Un dato positivo riguarda la dispersione scolastica. Il tasso è diminuito, passando dal 17,3% del 2024 al 14,5% nel 2025. La Sardegna migliora così la sua posizione, passando dal 19° al 18° posto nazionale. Anche il numero di giovani NEET (fascia 15-35 anni che non studia né lavora) è in calo. Scende dal 22,8% del 2024 al 20,3% di quest'anno, posizionandosi al 16° posto.
Infine, per quanto concerne l'occupazione, la Sardegna si colloca al 17° posto per il tasso di disoccupazione della popolazione over 15. È pari all'8,3%, contro il 6,5% della media nazionale. Migliora invece di una posizione, attestandosi al 15° posto, la percentuale di cittadini inattivi, con il 54,1% rispetto al 54,4% dell'anno precedente. Questi dati riflettono le sfide occupazionali persistenti nell'isola.