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Allevatori ovini in Sardegna manifestano a Cagliari per ottenere un prezzo minimo di 1,50 euro al litro per il latte. Richieste anche per i bovini e contro pratiche commerciali sleali.

Richieste urgenti per il settore ovino

Una delegazione di allevatori ovini si è riunita a Cagliari. Hanno presentato un documento al Consiglio regionale. Le richieste mirano a sostenere il comparto in crisi. L'obiettivo è garantire una remunerazione equa per il loro lavoro.

Tra le priorità, si chiede un prezzo minimo di 1,50 euro per ogni litro di latte ovino. Questo dovrebbe essere pagato in acconto. Si sollecitano inoltre maggiori controlli sull'origine del latte. Questo latte è utilizzato dall'industria di trasformazione.

Interventi per la movimentazione dei bovini

Il documento presentato include anche richieste specifiche per il settore bovino. Si chiedono interventi urgenti per superare le attuali restrizioni. Queste limitazioni riguardano la movimentazione dei capi di bestiame. Le restrizioni stanno creando notevoli difficoltà alle aziende agricole.

Gli allevatori auspicano una strategia regionale. Questa strategia dovrebbe coinvolgere attivamente gli allevatori. La proposta è di permettere almeno la movimentazione dei bovini verso i centri di ingrasso. Questo permetterebbe di mitigare alcuni degli impatti negativi.

Applicazione direttiva UE e lotta alle pratiche sleali

I pastori invocano l'applicazione completa della direttiva europea 2019/633. Questa normativa mira a contrastare le pratiche commerciali sleali. Si vuole garantire che i costi di produzione siano considerati nella definizione dei prezzi. Il peso delle crisi economiche non deve ricadere unicamente sugli allevatori.

Fabio Pisu, uno dei portavoce, ha evidenziato il malessere diffuso. «C'è tanto malessere», ha dichiarato. «Quando uno lavora e non si vede remunerato in base agli sforzi, è normale che ci sia malessere». La mancanza di una giusta remunerazione mina la sostenibilità delle aziende.

Il settore ovino: un pilastro dell'economia sarda

Gianuario Falchi, altro portavoce del movimento, ha sottolineato l'importanza del settore. «Il problema latte deve riguardare la politica molto ma molto da vicino», ha affermato. In Sardegna, il comparto ovino e bovino genera un indotto di circa 100mila posti di lavoro. Coinvolge numerose famiglie che dipendono da questa attività.

Falchi ha definito il settore «l'unica fabbrica esistente in Sardegna». Nonostante le difficoltà, questa attività «a stento riesce ad andare avanti». La sua salvaguardia è cruciale per l'economia dell'isola. La politica deve intervenire con misure concrete e immediate.

Dieci richieste per il futuro del settore

La delegazione ha consegnato un documento articolato in dieci punti. Queste richieste sono rivolte direttamente alla Regione Sardegna. L'obiettivo è affrontare la crisi che attanaglia il comparto da tempo. Si cerca una soluzione duratura e sostenibile per gli allevatori.

Le richieste includono non solo il prezzo del latte. Si affrontano anche questioni logistiche e normative. La volontà è di creare un quadro più favorevole per gli allevatori. Questo permetterebbe loro di continuare a svolgere la loro attività con dignità.