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Migliaia di palline di microplastica hanno raggiunto la spiaggia del Poetto, sollevando preoccupazioni ambientali. La Guardia Costiera sta conducendo indagini per identificare la fonte e valutare l'entità del problema.

Ritrovamento di microsfere sulla battigia

Diverse aree della nota spiaggia del Poetto, situata a Cagliari, sono state ricoperte da innumerevoli palline di microplastica. Questi piccoli granuli bianchi si accumulano in prossimità della linea dell'acqua. L'allarme è stato lanciato da alcuni bagnanti che hanno notato la presenza di questi detriti. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Guardia Costiera. Hanno recuperato un sacco contenente circa 30 chili di microsfere. L'involucro era sigillato e sembrava essere in mare da diversi anni. Alcune scritte residue suggeriscono una provenienza dagli Stati Uniti.

Possibili cause e indagini in corso

Si ipotizza che una recente mareggiata possa aver trasportato uno o più sacchi, rimasti in mare per lungo tempo, fino alla costa. Il sacco ritrovato era ancora intatto. È probabile che un altro contenitore si sia aperto in acqua, disperdendo le palline di polietilene, note anche come 'nurdles'. Questi granuli sono scarti di lavorazione della plastica, utilizzati come materia prima per la creazione di nuovi oggetti. Un'altra ipotesi considera la possibilità che i sacchi siano caduti in mare da navi di passaggio. Per questo motivo, la Capitaneria di Porto sta esaminando e verificando le imbarcazioni che hanno transitato nelle vicinanze di questo tratto di litorale.

Ricerca di altri rifiuti e analisi

Pattuglie, sia via terra che via mare, stanno perlustrando l'intera area del Poetto. L'obiettivo è individuare eventuali altri sacchi dispersi e determinare l'estensione della contaminazione da microplastiche. Un campione delle palline bianche rinvenute è stato consegnato all'Arpas. L'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente si occuperà delle necessarie analisi per caratterizzare il materiale. Le autorità giudiziarie sono state informate dell'accaduto. La Guardia Costiera presenterà presto una relazione ufficiale, con la possibile ipotesi di reato di inquinamento ambientale.