Condividi
AD: article-top (horizontal)

La 370ª Festa di Sant'Efisio a Cagliari ha visto la partecipazione di migliaia di persone, celebrando la ricca cultura sarda. Nonostante alcune difficoltà, la processione si è svolta con grande devozione, mettendo in risalto l'unità e le tradizioni dell'isola.

La processione di Sant'Efisio tra tradizione e imprevisti

Migliaia di fedeli e turisti hanno affollato le strade di Cagliari. Hanno potuto ammirare i colori, i suoni e i costumi della Sardegna. La 370ª Festa di Sant'Efisio ha visto una grande processione. Hanno sfilato circa 4.000 figuranti. Provenivano da un centinaio di comuni dell'isola. Erano sia a piedi che a cavallo.

Quest'anno, la festa ha dovuto affrontare alcuni eventi inattesi. La dermatite bovina ha impedito l'uso dei gioghi dei buoi. Questi servivano per il cocchio del Santo. Il simulacro è stato portato a spalla dai confratelli. La dermatite bovina ha anche impedito la presenza dei carri addobbati. Un'altra triste notizia ha segnato la giornata. Una 'consorella' è deceduta proprio il 1° maggio. Aveva partecipato alle cerimonie fino al giorno precedente.

Un voto sciolto con devozione nonostante le difficoltà

Il presidente dell'Arciconfraternita, Andrea Loi, ha dichiarato: «Noi scioglieremo il voto anche per lei». Ha sottolineato la resilienza della festa. «Non ci hanno fermato le bombe del '43», ha aggiunto. Nemmeno le alluvioni dell'Ottocento o il Covid hanno interrotto la tradizione. «Quindi non ci fermerà neppure la dermatite bovina o altro per sciogliere il voto».

La processione è diventata più intima. Il simulacro, appena restaurato, non era chiuso nella teca del cocchio. Era possibile ammirarlo più da vicino. Questo avveniva sotto l'occhio vigile della Soprintendenza. La vicinanza ha permesso una maggiore contemplazione del Santo.

Il sindaco di Cagliari e il valore identitario della festa

Il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha espresso cordoglio. «Il primo pensiero va alla famiglia della donna di Sarroch mancata stamattina». Ha menzionato anche l'Arciconfraternita. Il marito della defunta ne è un componente. Il sindaco ha rivolto un pensiero a tutte le persone in difficoltà. Durante l'investitura del giovane consigliere Giovanni Porrà ad Alter Nos, Zedda ha parlato. Porrà ha ricevuto la fascia tricolore e il "Toson d'oro". Potrà così partecipare alla processione per conto della municipalità.

Cagliari venera il Santo Guerriero dal luglio 1652. Lo fa per aver liberato la città dalla peste. Da allora, per 4 giorni, il simulacro viene portato in processione. Parte dalla chiesetta di Stampace. Arriva fino alla spiaggia di Nora, a Pula. Lì avvenne il martirio nel gennaio 303 d.C. Quest'anno, senza i buoi, il simulacro è stato trasportato su un pick-up.

La governatrice Todde: unione e coesione per la Sardegna

La governatrice Alessandra Todde ha definito la festa «grandissima». L'ha descritta come «culturale e soprattutto di coesione di tutta la Sardegna». È una festa identitaria molto sentita. «È un segnale che serve anche in un momento storico così complicato». La sua intenzione di preghiera è che «i sardi devono lasciare le divisioni e unirsi». L'isola deve volersi bene. Deve avere una chiave di coesione diversa dal passato.

Anche il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, ha sottolineato l'importanza del Santo. «Riconosciamo l'importanza di un Santo che unisce tutta la Sardegna, non solo Cagliari». Ha aggiunto: «Credo che quindi noi dobbiamo vedere il valore di Sant'Efisio, ma anche la grande festa di popolo». Da ogni angolo della Sardegna arrivano a Cagliari. Dimostrano devozione a Sant'Efisio. Riconoscono l'unità di un popolo. Lo fanno con i suoi colori e le sue tradizioni.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: