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Al Teatro Massimo di Cagliari, uno spettacolo innovativo unisce teatro e danza, esplorando la routine di un danzatore moderno ispirato a Kafka.

Incontro tra arti performative a Cagliari

Il Teatro Massimo di Cagliari ospiterà un evento unico. Lo spettacolo si intitola "Una giornata qualunque". Il danzatore protagonista porta il nome di Gregorio Samsa. L'appuntamento è fissato per domenica 26 aprile. L'orario di inizio è previsto per le ore 19. L'iniziativa rientra nella rassegna "Questioni di Stile". Questa è organizzata dal Cedac.

Gregorio Samsa: tra arte e vita quotidiana

L'attore Lorenzo Gleijeses veste i panni di un danzatore immaginario. Questo personaggio condivide il nome con l'iconico protagonista de "La Metamorfosi" di Kafka. Lo spettacolo lo mostra intento nelle sue attività quotidiane. La tecnologia ha un ruolo pervasivo nella sua esistenza. Si percepisce la sua lotta interiore con la creatività. I risultati del suo lavoro vengono registrati. Questo avviene in vista di un debutto imminente. La performance esplora un gioco di specchi. L'arte si intreccia con la vita del protagonista.

La routine del danzatore e il legame con Kafka

Il protagonista è prigioniero della necessità di perfezionare la sua performance. Questo avviene tramite la ripetizione estenuante di sequenze coreografiche. La sua situazione richiama la vicenda surreale e tragica di Gregorio Samsa. Quest'ultimo, nel racconto di Kafka, si trasforma in un insetto. Inizialmente cerca di nascondersi. Poi tenta di comunicare con il mondo esterno. La sua nuova forma suscita inevitabilmente repulsione e stupore.

Incertezze e ambizioni sul palcoscenico

La narrazione segue un danzatore. Affronta le proprie insicurezze. Desidera ardentemente dimostrare il suo talento. Vuole stupire il pubblico con la sua arte. Il Gregorio Samsa moderno è perso nella sua ossessione. Si ritrova in un limbo. I confini tra realtà e immaginazione si sfumano. Anche la distinzione tra lavoro e spazio privato diventa labile. Il teatro si confonde con la vita di tutti i giorni. Emergono le pressioni del mondo esterno. Si scontrano con i bisogni più intimi del danzatore.

La ricerca artistica come prigione e libertà

I movimenti che Gregorio prova incessantemente sono frutto di un impegno professionale. Sono il risultato di un lavoro concettuale minuzioso. Questo conferisce loro una ponderatezza e un equilibrio. Tali qualità mancano alle azioni della sua vita reale. Gregorio si lascia assorbire da una macro-coreografia. Questa si riproduce costantemente. Viene paragonato a un ragno che tesse la sua tela. La sua ricerca artistica mira alla libertà. Paradossalmente, questa ricerca imprigiona la sua vita. Acquisisce una ricchezza labirintica. Questa verrà spezzata dalla volontà di inseguire sé stesso.

Produzione e team creativo

La produzione dello spettacolo è a cura di Dear Friends - Odin Teatret. Le voci fuori campo sono affidate a Eugenio Barba, Geppy Gleijeses, Maria Alberta Navello e Julia Varley. Il sound design e il disegno luci sono curati da Mirto Baliani. Le scenografie sono di Roberto Crea. Le coreografie portano la firma di Michele Di Stefano. La consulenza drammaturgica è di Chiara Lagani. L'assistenza alla regia è di Manolo Muoio.