Cagliari: Scoperti due nuraghi sul colle di Sant'Elia
Due antichi nuraghi sono stati scoperti sul colle di Sant'Elia a Cagliari, potenzialmente riscrivendo la storia della città. La scoperta è avvenuta grazie al lavoro di archeologi esperti.
Nuovi ritrovamenti archeologici a Cagliari
Nuove scoperte archeologiche emergono dalla città di Cagliari. Il colle di Sant'Elia, un'area finora poco esplorata dal punto di vista storico, si rivela custode di importanti testimonianze del passato. Due strutture nuragiche sono state individuate, promettendo di gettare nuova luce sulle origini e l'importanza strategica della capitale sarda in epoca preistorica.
Questi ritrovamenti sono il frutto del lavoro di un team di archeologi di rilievo. Tra questi spiccano i nomi di Giovanni Ugas, Raimondo Zucca, Carla Deplano e Nicola Sanna. La loro expertise ha permesso di identificare e studiare queste antiche costruzioni.
Le strutture erano nascoste alla vista da secoli. Erano state inglobate nelle mura di cinta di una zona militare. La vegetazione fitta contribuiva ulteriormente a celarne la presenza. Gli archeologi hanno dovuto superare diversi ostacoli per portarle alla luce.
La localizzazione e la tipologia dei nuraghi
I due nuraghi identificati presentano caratteristiche distinte. Uno si trova nelle vicinanze del fortino di Sant'Ignazio. L'altro è situato nei pressi della torre di Perdusemini. La loro posizione non è casuale, ma legata alla funzione difensiva e di controllo del territorio.
Il primo nuraghe è stato classificato come un protonuraghe. La sua datazione preliminare lo colloca tra il XV e il XIV secolo a.C.. Questo lo rende uno dei più antichi esempi di architettura nuragica rinvenuti nell'area. La sua struttura suggerisce una fase iniziale dello sviluppo di queste imponenti costruzioni.
Il secondo nuraghe, invece, presenta una conformazione diversa. È stato utilizzato come torretta di avvistamento dalla Marina militare. La sua posizione strategica, all'angolo tra due mura, ne sottolinea l'importanza. Per raggiungerlo, sono state utilizzate delle scalette in pietra. La sua epoca risale al Bronzo Recente, tra il 1300 e il 1200 a.C..
Riscoperta e precedenti storici
La riscoperta di questi nuraghi non è del tutto inaspettata. Già nel 1905, l'archeologo Taramelli aveva segnalato la possibile presenza di nuraghi sul colle di Sant'Elia. Aveva menzionato anche Monte Urpinu, un'altra altura vicina. Queste prime indicazioni sono state poi riprese e approfondite.
Nel 1926, Taramelli ribadì la sua ipotesi in un articolo specifico. Questo studio riguardava il nuraghe Sa Domu 'e s'Orcu di Sarroch. In quell'occasione, Taramelli analizzò il controllo del territorio del golfo di Cagliari. Posizionò Monte Urpinu al centro di questo sistema di vigilanza.
La scoperta attuale è avvenuta quasi per caso. L'archeologa Carla Deplano, durante una passeggiata in bicicletta, ha notato delle anomalie. Questo evento fortuito ha portato alla luce ciò che era rimasto nascosto per secoli. La Deplano ha espresso sorpresa per il fatto che la presenza di nuraghi nel golfo di Cagliari sia stata a lungo negata.
Testimonianze di insediamenti preistorici
Oltre ai nuraghi, sono state trovate altre tracce di insediamenti preistorici. L'archeologa Deplano ha riferito di ripari e grotte. Queste presentano segni di ocra e pittogrammi. Questi elementi suggeriscono un'attività umana intensa e prolungata nel tempo.
La Deplano ha sottolineato la necessità di studiare questi reperti con strumenti di precisione. Un'analisi approfondita potrebbe rivelare ulteriori dettagli sulla vita delle popolazioni nuragiche. Potrebbe fornire informazioni sulle loro pratiche artistiche e rituali.
Questi ritrovamenti aggiungono un tassello fondamentale alla comprensione della storia antica di Cagliari. Confermano l'importanza strategica della zona fin dalla preistoria.
L'importanza strategica dei nuraghi
Gli archeologi Zucca e Sanna hanno evidenziato la posizione strategica dei due nuraghi di Sant'Elia. La loro ubicazione permetteva di controllare un vasto sistema marittimo. Questo sistema si estendeva verso sud, in direzione di Nora. Si spingeva anche verso est, fino a Quartu e Villasimius.
La presenza di questi nuraghi rafforza l'idea di un sistema di difesa e controllo del mare. Cagliari, in epoca nuragica, doveva svolgere un ruolo di primo piano. La sua posizione era cruciale per la gestione delle rotte commerciali e per la difesa del territorio.
Il golfo di Cagliari era un punto nevralgico. Il controllo di quest'area era fondamentale per le popolazioni nuragiche. I nuraghi di Sant'Elia si inseriscono perfettamente in questo quadro strategico.
Cagliari: Porta del Campidano
La scoperta dei due nuraghi sul colle di Sant'Elia porta a una nuova interpretazione del ruolo di Cagliari in epoca nuragica. Secondo gli archeologi, la città aveva un ruolo formidabile e importantissimo. Era probabilmente il territorio più rilevante della Sardegna in quel periodo.
Questa tesi è supportata dal fatto che l'intera area campidanese, il retroterra fertile dell'isola, era strettamente legata a Cagliari. La città rappresentava la porta d'accesso al Campidano. Era il punto di snodo per le attività economiche e sociali.
La presenza di strutture nuragiche così significative in prossimità del centro urbano rafforza questa visione. Suggerisce una forte integrazione tra la città e il suo territorio circostante.
La città degli Ilienses
Le nuove scoperte potrebbero portare a riscrivere la storia di Cagliari. Gli archeologi ipotizzano che la città avesse già un ruolo di primo piano in età nuragica. Potrebbe essere stata la città degli Ilienses. Questa era una delle popolazioni più importanti della Sardegna nuragica.
L'identificazione di Cagliari come centro degli Ilienses cambierebbe la prospettiva storica. Darebbe un volto più definito alle popolazioni che abitavano l'isola migliaia di anni fa. Le loro strutture sociali, politiche ed economiche.
La posizione strategica, il controllo del mare e l'accesso al fertile Campidano fanno di Cagliari un candidato ideale per essere stato il fulcro di questa importante popolazione nuragica. Ulteriori scavi e studi saranno necessari per confermare queste ipotesi.
La ricerca archeologica continua a svelare i segreti della Sardegna. Ogni nuova scoperta contribuisce a ricostruire un passato affascinante e complesso. I nuraghi di Sant'Elia rappresentano un capitolo importante di questa continua esplorazione.