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La sesta edizione del festival "Non è teatro" si tiene a Cagliari dall'8 all'11 maggio, focalizzandosi sul tema degli "esclusi" attraverso performance artistiche e dibattiti.

"Non è teatro" a Cagliari: un focus sugli esclusi

La città di Cagliari ospita la sesta edizione del festival teatrale intitolato "Non è teatro". L'evento, iniziato ad aprile, si svolgerà dall'8 all'11 maggio presso Casa Saddi. Il tema centrale di quest'anno è rappresentato dagli "esclusi".

La rassegna propone quattro giorni intensi. Gli spettatori potranno assistere a spettacoli e partecipare a incontri. Il programma mescola diverse forme d'arte, tra cui teatro e musica. Verranno presentate anche performance innovative.

Il teatro come spazio di emersione delle storie

L'iniziativa è curata da Fabio Marceddu e Antonello Murgia. Essi sono esponenti de il teatro dallarmadio. La loro intenzione è creare uno spazio artistico. Qui, le storie marginali potranno emergere e trovare visibilità. L'obiettivo è dare voce a chi solitamente resta ai margini della società.

Marceddu e Murgia sottolineano l'importanza di questo percorso. Attraverso diversi linguaggi artistici, si vuole aprire una finestra. Una finestra su narrazioni spesso ignorate dallo sguardo dominante. La rassegna mira a stimolare una riflessione profonda.

Programma degli spettacoli e incontri

L'8 maggio alle 20:30, il pubblico potrà rivedere uno spettacolo in una nuova veste. Si tratta de "Il virile in vinile - La massa è sfinita". L'opera è di e con Fabio Marceddu e Antonello Murgia. Questo spettacolo sarà presentato in anteprima. Il debutto nazionale è previsto a Rimini il 26 settembre.

Il 9 maggio, la compagnia Rossolevante presenterà "L'abistada". Lo spettacolo è di e con Juri Piroddi. Seguirà una performance che gioca con la percezione del tempo. Successivamente, verrà proposto "Il mio capolavoro - Margherita Sarfatti". L'opera è di Susanna Mameli con Marta Proietti Orzella. Racconta la figura complessa di Margherita Sarfatti.

Il 10 maggio il focus si intensifica sul tema dell'esclusione. Verrà presentato "Io odio (Apologia di un bulloskin)" dei SantiBriganti. Lo spettacolo, con Luca Serra Busnengo, affronta temi di violenza e derive sociali. A seguire, "Why" di Daniel Dwerryhouse. Quest'ultimo lavoro esplora le domande sull'identità contemporanea.

I curatori evidenziano che parlare di esclusione oggi significa interrogarsi. Bisogna capire cosa la società rifiuta. Ma anche cosa sceglie deliberatamente di non vedere. L'arte diventa uno strumento di indagine sociale.

Conclusione della rassegna e riflessioni finali

L'11 maggio, la rassegna si concluderà con due lavori significativi. La compagnia Movimento Netto presenterà la ricerca coreutica di Donatella Martina Cabras. Questo spettacolo esplora il corpo come spazio di resistenza. Infine, "Quel mattino di marzo" di Effimero Meraviglioso. Un'opera che intreccia storia e presenza scenica.

A completare il programma, una serie di interviste online. Ospiti come Rossella Faa e Gianluca Arcopinto prolungheranno il dibattito. Il festival "Non è teatro" vuole essere uno spazio accogliente. Accoglie linguaggi diversi e li trasforma in spunti di dialogo aperto. L'idea è che le storie più potenti nascano spesso dai margini.

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