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Manifestanti a Cagliari chiedono lo stop alla produzione di armi. Le associazioni antimilitariste e ambientaliste hanno organizzato un sit-in sotto il Consiglio regionale, sollecitando un incontro con i capigruppo per discutere la questione.

Protesta contro la produzione di armi

Una mobilitazione si è svolta questa mattina nel capoluogo sardo. L'obiettivo era chiedere la cessazione della fabbricazione di armamenti sull'isola. Diverse associazioni si sono riunite davanti alla sede del Consiglio regionale.

Questi gruppi da tempo invocano la chiusura dello stabilimento Rwm. L'impianto si trova tra Iglesias e Domusnovas. I manifestanti si oppongono anche a un suo potenziale ampliamento.

Richiesta di posizione alla Regione

Enrico Rubiu, rappresentante dell'Usb, ha dichiarato all'ANSA: «La Regione ora deve fare una scelta chiara». Ha aggiunto: «Noi siamo contrari alla guerra. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie e capacità in ogni sede per bloccare chi produce armi».

I partecipanti alla manifestazione hanno espresso il desiderio di confrontarsi con i capigruppo del Consiglio regionale. Hanno inviato una lettera aperta al presidente Piero Comandini e ai presidenti dei vari gruppi consiliari.

Tra i firmatari figurano diverse realtà. Tra queste: Italia Nostra Sardegna, Movimento Nonviolento Sardegna, Associazione A Foras, USB Sardegna, Assotziu Consumadoris Sardigna, Comitato Riconversione RWM, Confederazione Sindacale Sarda, Cagliari Social Forum, ANPI Cagliari, Cobas Cagliari, Comitato su Entu Nostu Sanluri, Assemblea Permanente Villacidro, PCI Sardegna e Federazione Giovanile Comunista Italiana - Sardegna.

Critiche alla gestione della VIA

Le organizzazioni hanno manifestato «profonda preoccupazione». La loro inquietudine riguarda la decisione della Giunta regionale. Quest'ultima ha scelto di non esprimersi direttamente sulla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). La competenza è stata invece demandata a un commissario ad acta.

I promotori della protesta definiscono questa scelta un «atto politico e istituzionale di notevole gravità». Secondo loro, tale decisione ha limitato l'autonomia regionale. Ha anche compromesso il principio di legalità. La mossa avrebbe avvalorato le ragioni della multinazionale degli armamenti. Questo anche in sede di ricorso al TAR Sardegna.

Le associazioni sostengono che la strategia industriale per il sud dell'isola sia dettata da attori esterni. Questa sarebbe orientata verso la militarizzazione del territorio. Si focalizzerebbe sulla produzione bellica.

Obiettivo: fermare il sostegno al riarmo

Attraverso la richiesta di un incontro, i gruppi ambientalisti intendono sensibilizzare l'assemblea regionale. Vogliono evidenziare la gravità della situazione. Mirano a sottolineare le significative ripercussioni ambientali, sociali e politiche. L'obiettivo finale è interrompere il sostegno incondizionato della Regione Sardegna alle istanze di riarmo e guerra.

Domande frequenti

Perché le associazioni protestano a Cagliari?
Le associazioni protestano a Cagliari per chiedere la fine della produzione di armi in Sardegna e opporsi all'ampliamento della fabbrica Rwm, ritenendo che la politica industriale locale sia orientata verso la militarizzazione.

Cosa chiedono i manifestanti alla Regione Sardegna?
I manifestanti chiedono alla Regione Sardegna di prendere una posizione chiara contro la produzione di armi. Sollecitano inoltre un incontro con i capigruppo consiliari per discutere la gravità della vicenda e le sue conseguenze.

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