La coreografia "Beethoven 7" di Sasha Waltz debutta al Teatro Lirico di Cagliari, offrendo un'esperienza immersiva tra straniamento e libertà. Lo spettacolo, accompagnato da musica elettronica e dalla Settima di Beethoven, ha riscosso un grande successo.
Un'atmosfera post-apocalittica sul palco
L'allestimento si apre in un'atmosfera cupa. I danzatori si muovono lenti in una fitta nebbia. Questa avvolge l'intero spazio scenico e la platea. Indossano maschere che richiamano animali.
Seguono ritmi elettronici martellanti. La musica è creata dal compositore cileno Diego Noguera. I suoni diventano sempre più intensi. I decibel elevati richiedono l'uso di tappi per le orecchie. Questi vengono distribuiti all'ingresso dello spettatore.
Lo spettacolo arriva a Cagliari dopo tre anni dal suo debutto a Berlino. È la prima volta che viene presentato al Teatro Lirico. L'opera è un capolavoro della coreografa Sasha Waltz. Lei è considerata l'erede di Pina Bausch.
Contrasti tra alienazione e fratellanza
La prima rappresentazione è coincisa con la giornata internazionale della danza. La coreografia si sviluppa su due velocità distinte. Si crea un gioco di contrasti tra straniamento e libertà. Le prime immagini mostrano un mondo post-catastrofe.
L'umanità appare alienata e disorientata. Si percepisce un senso di costrizione. Questo scenario sembra anticipare un futuro indesiderato. Funge da monito contro derive pericolose per la società.
La musica della Settima di Beethoven accompagna la seconda parte. Il maestro Ido Arad dirige l'orchestra. È il suo debutto a Cagliari. La dimensione quasi allucinata lascia spazio a un'atmosfera più sognante. Vengono presentate scene corali.
Ci sono assoli e duetti. Raccontano lo spirito di condivisione. Mostrano il sentimento di fratellanza. Questo è reso visivamente dall'intreccio di mani e dita. Sembrano danzare insieme.
Un linguaggio coreutico innovativo
Il linguaggio coreutico è originale. Presenta diverse influenze. Ci sono anche incursioni nello stile hip hop. La Settima di Beethoven è definita da Wagner «l'apoteosi della danza».
I corpi fluttuano sulle note del componimento. Indossano abiti leggeri. I colori sono tenui. Sottolineano l'atmosfera sognante. Altri danzatori indossano abiti a torso nudo con lunghe gonne nere.
I costumi sono firmati da Federico Polucci e Bernd Skodzig. Le luci di Martin Hauk e Jörg Bittner creano suggestioni. La drammaturgia è curata da Jochen Sandig.
Un messaggio di pace e un successo di pubblico
L'esperienza è sensoriale e immersiva. Un momento particolarmente simbolico è la comparsa di una bandiera trasparente. Senza colori, fluttua nell'aria. Rappresenta un'aspirazione alla pace. Si oppone a ogni tipo di conflitto.
Lo spettacolo si conclude tra gli applausi. Il pubblico presente è numeroso. Ha manifestato grande apprezzamento.
Questo è il terzo spettacolo della stagione di danza. È stata fortemente voluta dal sovrintendente Andrea Cigni. Il cartellone prevede repliche. Gli spettatori possono assistere il 30 aprile alle 20:00. Altre date sono il 2 maggio alle 19:00 e il 3 maggio alle 17:00.