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Tre importanti realtà industriali nell'area di Cagliari affrontano gravi difficoltà. La CGIL lancia un appello urgente al governo nazionale e regionale per trovare soluzioni concrete e salvaguardare l'occupazione e il futuro del territorio.

Crisi industriale a Macchiareddu

Il polo industriale di Macchiareddu, situato nell'area di Cagliari, si trova ad affrontare una potenziale nuova fase di crisi. L'allarme è stato lanciato dalla CGIL, che ha organizzato un presidio davanti agli stabilimenti di Sanac e Bekaert. La mobilitazione sindacale proseguirà finché non sarà definito un futuro certo per le numerose aziende in difficoltà nella zona.

Oltre a queste due vertenze, si aggiunge quella della Fluorsid. Il sindacato critica duramente l'invio di lettere di licenziamento senza un preventivo confronto con le parti sociali. Questa situazione è emersa in seguito alla crisi aziendale causata dalla chiusura dello stretto di Hormuz.

Richiesta di un accordo quadro per il rilancio

La CGIL di Cagliari, tramite la sua segretaria Simona Fanzecco, chiede che le vertenze vengano discusse a livello ministeriale. È fondamentale avviare un percorso per un accordo quadro volto al rilancio dell'intera area industriale. Questo piano dovrebbe essere sviluppato in sinergia con il porto canale.

Fanzecco sottolinea l'importanza vitale dell'industria per la Sardegna. Senza questo settore, l'isola non può garantire la propria sostenibilità economica. Altri settori come il turismo o i servizi non sono sufficienti a compensare la perdita di posti di lavoro industriali. L'assessore regionale dell'Industria dovrebbe convocare a breve il sindacato per discutere la questione.

Situazione specifica delle aziende

Per quanto riguarda la Sanac, dopo sette anni di amministrazione straordinaria gestita dal governo, il bando unico non offre garanzie sufficienti per i 55 lavoratori diretti e i 30 dell'indotto. Lo stabilimento di Macchiareddu, a differenza di altri siti in Italia dove si continuerebbe a produrre mattoni refrattari, vedrebbe una riconversione verso la logistica.

Nel caso della Bekaert, esistono tre potenziali acquirenti. Tuttavia, queste società non sembrano intenzionate a mantenere la produzione di steel cord. Ciò comporterebbe una perdita di qualità produttiva e un mancato investimento nelle competenze professionali esistenti.

Appello a una politica industriale nazionale

Il segretario nazionale CGIL, Gino Giove, evidenzia l'urgenza di un'azione sistemica che coinvolga tutti gli attori istituzionali e sociali. La difesa dell'industria è considerata essenziale per la salvaguardia del territorio. Giove critica la mancanza di una vera politica industriale in Italia.

Secondo il sindacalista, il governo non sta adottando misure adeguate per proteggere il settore industriale. Le dichiarazioni ottimistiche non corrispondono alla realtà, dove i tavoli di crisi aumentano e le grandi problematiche rimangono irrisolte. È necessaria un'azione concreta per evitare ulteriori perdite occupazionali e per garantire un futuro all'industria sarda.