Condividi

Cinquemila persone hanno partecipato a Cagliari a una manifestazione per il 25 aprile, con un forte accento su pace, diritti e lavoro. L'evento ha visto la partecipazione di giovani e autorità, con interventi e momenti di riflessione sulla Resistenza.

Manifestazione per la Liberazione a Cagliari

Circa cinquemila persone hanno animato Cagliari in occasione della festa della Liberazione. L'evento è stato promosso dall'Associazione nazionale partigiani (Anpi), altre sigle partigiane e la Cgil. Molti giovani hanno preso parte alla sfilata.

Il corteo ha attraversato le vie principali della città. I partecipanti hanno esposto cartelli e slogan. Molti messaggi chiedevano la pace in aree come Iran, Palestina e Ucraina.

Le bandiere arcobaleno erano ben visibili. Alcuni vessilli di Cuba sono apparsi durante il percorso. La manifestazione si è conclusa in Piazza del Carmine. Sono seguiti interventi e il canto di «Bella ciao».

Riferimenti alla Costituzione e ai diritti

Durante la marcia, sono emersi numerosi riferimenti al recente referendum sulla Giustizia. Si è sottolineata la difesa della Costituzione. È stato ricordato che la Carta è «antifascista».

Sono stati denunciati anche i «diritti negati». Un gruppo di giovani dell'associazione Memoratu ha proposto un'iniziativa particolare. Hanno portato in piazza grandi block notes su piedistalli. Qui, i cittadini hanno potuto scrivere pensieri sulla Resistenza odierna.

Tra i presenti, autorità civili e militari. Hanno reso omaggio ai caduti con corone d'alloro. Erano presenti il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini e l'assessora regionale ai Trasporti Barbara Manca. L'assessora rappresentava la presidente Alessandra Todde. La presidente Todde ha partecipato a un evento simile a Nuoro.

Il ruolo della memoria e del lavoro

Il presidente di Anpi Sardegna, Antonello Murgia, ha evidenziato il lavoro dell'Anpi. Ha citato l'archivio nazionale partigiano curato da Gad Lerner e Laura Gnocchi. «Abbiamo un pacchetto grande di testimonianze», ha affermato Murgia. La conservazione di queste memorie è fondamentale. Deve essere trasmessa alle nuove generazioni.

«Si può farlo ricordando la Costituzione», ha aggiunto Murgia. La Carta costituzionale è vista come «il faro che ci guida». Le sue parole sono state pronunciate a margine del corteo a Cagliari.

La Cgil e i diritti nel mondo del lavoro

Simona Fanzecco, della segreteria regionale Cgil, ha parlato del 25 aprile come celebrazione della Liberazione. «Oggi al centro ci deve essere il lavoro», ha dichiarato. La libertà è legata a un lavoro «giusto, dignitoso, sicuro».

Il risultato del referendum sulla giustizia è stato importante. Ha permesso di custodire la Costituzione. Ha evidenziato la partecipazione e la volontà di rimettere al centro i diritti. «L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro», ha ricordato Fanzecco.

È necessario ridefinire le norme sul lavoro. Bisogna restituire i diritti conquistati con le lotte. La Cgil critica il governo attuale. Mette in discussione le modalità di protesta. Cita i decreti sicurezza che limitano il diritto di sciopero.

«Ai tanti giovani che oggi sono costretti a emigrare», ha detto Fanzecco, «noi come Cgil diciamo che bisogna conquistare quei diritti». Il lavoro deve essere dignitoso. Deve consentire non solo di vivere sicuri. Ma soprattutto garantire «una vera emancipazione e la libertà».

Per questo, il 25 aprile assume un significato cruciale anche per il mondo del lavoro. La manifestazione ha ribadito questi concetti.