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Alessandro Bergonzoni porta il suo spettacolo "Arrivano i Dunque" in tre città sarde. L'artista emiliano esplora il significato delle parole e l'importanza di creare vibrazioni nel pubblico, più che inseguire il successo convenzionale.

Bergonzoni porta "Arrivano i Dunque" in Sardegna

L'artista emiliano Alessandro Bergonzoni è atteso in Sardegna con il suo spettacolo teatrale intitolato "Arrivano i Dunque". L'opera rappresenta un'esplorazione profonda del linguaggio e del pensiero.

Bergonzoni, noto per il suo stile raffinato e sperimentale, si esibirà in diverse località dell'isola. La sua presenza in Sardegna è un appuntamento atteso dagli amanti del teatro e della riflessione.

Lo spettacolo promette un'esperienza unica, capace di stimolare la mente e l'anima degli spettatori. L'artista mira a creare un legame autentico con il pubblico.

La filosofia artistica di Bergonzoni

"I Dunque", come spiegato dall'artista stesso, sono definite come domande precise e concise. Lo spettacolo è concepito come un'evocazione, un'asta di pensieri dove il valore è dato dalla risonanza interiore.

Bergonzoni dichiara che il suo intento non è semplicemente intrattenere. Cerca piuttosto di generare un'onda di vibrazione nel pubblico. La sua priorità è "far succedere", piuttosto che focalizzarsi sul mero successo.

Questo approccio sottolinea la sua dedizione a un'arte che scuote e fa riflettere, andando oltre la superficie dell'intrattenimento.

Un viaggio tra parole e significati nascosti

Lo spettacolo è un vero e proprio fiume di parole, caratterizzato dalla cifra stilistica inconfondibile di Bergonzoni: surreale e poetica. L'artista scardina il senso comune, indagando i significati reconditi celati dietro le parole.

Il pubblico è invitato a partecipare attivamente, agendo come uno speleologo. Gli spettatori sono incoraggiati a esplorare e a scoprire da sé i significati più profondi. Questa interazione attiva è un elemento chiave della sua proposta artistica.

Tra le sue influenze letterarie, Bergonzoni cita "Finnegans Wake" di James Joyce, descritto come un libro infinito. Menziona anche i versi di Dylan Thomas, Edoardo Sanguineti e Roberto Roversi.

Riferimenti culturali e il tema della pace

Roberto Roversi rappresenta un punto di riferimento fondamentale per Bergonzoni, specialmente nel contesto della vivace scena culturale bolognese degli anni Ottanta. L'artista ricorda di aver presentato a Roversi il suo primo testo poetico.

Roversi viene descritto come un grande intellettuale e poeta, con legami importanti con figure come Pier Paolo Pasolini e altri autori di spicco dell'epoca. Bergonzoni auspica una riscoperta di questa figura.

In "Arrivano i Dunque" emerge con forza il tema della pace. Questo argomento risulta particolarmente urgente e attuale in un contesto globale segnato da conflitti.

Installazioni artistiche e legami con la Sardegna

Bergonzoni anticipa che parlerà di una sua installazione specifica: il "Tavolo delle Trattative". Questa opera si inserisce nel suo impegno per un "mondo amato, non armato".

Da tempo, l'artista affianca ai suoi spettacoli, libri e rubriche giornalistiche, anche esposizioni, performance e installazioni artistiche. Questa poliedricità arricchisce la sua proposta creativa.

La Sardegna occupa un posto speciale nel suo cuore. Bergonzoni esprime un profondo legame con l'isola, definendola "terra, cielo, silenzio, mare". Sente un'affinità con luoghi come Napoli, la Puglia e la Calabria, credendo nelle vite precedenti.

Prossimi impegni e visione utopica

L'artista conferma la sua presenza in Sardegna anche per il festival Time In Jazz a Berchidda. Tornerà sull'isola in estate, su invito di Paolo Fresu.

Conclude affermando che in "Arrivano i Dunque" affronta la realtà, ma sottolinea la necessità di alimentarla con l'utopia. Senza questa spinta utopica, figure come Leonardo Da Vinci non avrebbero potuto realizzare le loro opere.

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