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Giovani studenti di Cabras e Riola hanno assunto il ruolo di guide nel Parco Archeologico Naturale del Sinis. L'iniziativa, parte del progetto "Qui vivo, qui racconto", ha valorizzato il patrimonio locale attraverso la narrazione diretta dei ragazzi.

Giovani narratori nel cuore del Sinis

Ragazzi provenienti dagli istituti di Cabras e Riola hanno assunto un ruolo di primo piano. Nelle giornate del 17 e 18 aprile, si sono trasformati in guide d'eccezione. Hanno accompagnato i visitatori all'interno del suggestivo Parco Archeologico Naturale del Sinis. Questo evento ha segnato la conclusione di un percorso formativo importante.

L'attività rientrava nella terza edizione del progetto "Qui vivo, qui racconto". Questa iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Mont'e Prama. L'obiettivo era chiaro: rendere gli studenti protagonisti della narrazione del proprio patrimonio culturale. Hanno imparato a raccontare la storia del loro territorio con passione.

Formazione e coinvolgimento degli studenti

Prima di vestire i panni dei "ciceroni", i giovani hanno partecipato a un percorso di formazione mirato. L'Area Scientifica della Fondazione ha curato la preparazione. Gli studenti hanno acquisito le conoscenze necessarie per illustrare le peculiarità del parco. Successivamente, hanno messo in pratica quanto appreso.

Hanno guidato visitatori e residenti alla scoperta delle meraviglie del Sinis. Il presidente della Fondazione, Anthony Muroni, ha espresso grande soddisfazione. Ha affermato che «gli studenti di Cabras e Riola hanno dimostrato di essere veri detentori del patrimonio culturale del proprio territorio».

Muroni ha sottolineato l'intento del progetto: «rendere le nuove generazioni sempre più consapevoli delle ricchezze storiche del Sinis». Ha inoltre anticipato la volontà di proseguire su questa strada. L'obiettivo è offrire ai giovani opportunità concrete di apprendimento sul campo, al di fuori delle aule scolastiche.

Successo del progetto e collaborazione futura

Il Dirigente dell'Istituto Comprensivo di Cabras e Riola, Paolo Figus, ha manifestato orgoglio per i suoi alunni. Ha dichiarato: «Siamo orgogliosi dei nostri alunni e delle nostre alunne che hanno avuto l'opportunità di scendere in campo ed essere guide per un giorno».

Figus ha evidenziato il riscontro positivo del progetto. Molti visitatori sono rimasti colpiti dalla passione dimostrata dai giovani ciceroni. Hanno apprezzato il modo in cui hanno guidato alla scoperta del parco. L'approccio "learning by doing" proposto dalla Fondazione è stato giudicato vincente.

«Crediamo nella prosecuzione di questa collaborazione», ha aggiunto Figus. Ha spiegato che l'iniziativa coniuga perfettamente didattica e divertimento. Questo approccio porta a risultati molto soddisfacenti per tutti i partecipanti. L'esperienza ha rafforzato il legame tra gli studenti e il loro patrimonio.

Il Parco Archeologico Naturale del Sinis

Il Parco Archeologico Naturale del Sinis è un'area di grande valore storico e paesaggistico. Situato in Sardegna, custodisce testimonianze di civiltà antiche. La sua valorizzazione passa anche attraverso la conoscenza diretta da parte delle nuove generazioni.

Il progetto "Qui vivo, qui racconto" si inserisce in questo contesto. Mira a creare un ponte tra il passato e il futuro. Insegna ai giovani l'importanza di preservare e comunicare la propria eredità culturale. L'entusiasmo e la preparazione degli studenti di Cabras e Riola sono un segnale incoraggiante.

Questa iniziativa dimostra come l'educazione possa andare oltre i libri di testo. L'apprendimento esperienziale sul territorio è fondamentale. Permette di creare un legame emotivo e intellettuale con i luoghi e la loro storia. La collaborazione tra istituzioni scolastiche e fondazioni culturali si rivela un modello efficace.

La Fondazione Mont'e Prama continua a svolgere un ruolo cruciale nella promozione della cultura e della storia sarda. Il progetto "Qui vivo, qui racconto" è un esempio concreto del suo impegno. Coinvolgere attivamente i giovani è la chiave per garantire la trasmissione del patrimonio culturale alle future generazioni.

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