Il trapper Zaccaria Mouhib, noto come Baby Gang, è sotto sorveglianza speciale nel carcere di Busto Arsizio a causa del suo comportamento e dell'influenza sugli altri detenuti. La difesa contesta le motivazioni del provvedimento.
Nuove restrizioni per il trapper in carcere
Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha disposto misure di sorveglianza speciali. Le autorità lo descrivono come un soggetto incline alla violenza. Viene considerato turbolento e poco incline alla disciplina. La sua pericolosità si estende anche agli altri reclusi. Mouhib è visto come una figura carismatica. Esercita una forte influenza sui suoi compagni di cella. Mantiene atteggiamenti arroganti e minacciosi. Questo comportamento è rivolto sia al personale che agli altri detenuti.
Queste decisioni si basano su episodi di particolare gravità. Tali eventi hanno compromesso seriamente l'ordine e la sicurezza. La situazione si è verificata all'interno del carcere di Busto Arsizio. La misura è stata applicata al 24enne trapper Zaccaria Mouhib. È conosciuto al pubblico come Baby Gang. Possiede milioni di follower sui social media. È stato nuovamente arrestato il 17 marzo. L'arresto è legato a un'indagine della Procura di Lecco. Le accuse includono detenzione di armi. Ci sono anche reati come maltrattamenti sulla fidanzata.
Dettagli del regime di sorveglianza speciale
La sorveglianza particolare impone diverse limitazioni. Il provvedimento avrà una durata iniziale di sei mesi. Il cantante non potrà partecipare a tutti i corsi offerti. Questi sono organizzati all'interno dell'istituto penitenziario. L'accesso agli spazi esterni è limitato. Potrà trascorrere solo due ore al giorno all'aperto. La sua detenzione avverrà in una camera singola. Non avrà a disposizione un fornellino elettrico. Saranno assenti soprammobili e il televisore. Potrà disporre solo di una radio. Avrà un letto e un tavolo con uno sgabello.
Queste restrizioni mirano a contenere la sua influenza. Vogliono anche prevenire ulteriori disordini. La natura carismatica del detenuto è un fattore chiave. La sua capacità di aggregare altri reclusi preoccupa le autorità. Il timore è che possa fomentare malcontento o disordini. La sorveglianza speciale è uno strumento per gestire situazioni complesse.
La difesa contesta il provvedimento
La difesa del trapper ha già presentato un reclamo. L'avvocato Niccolò Vecchioni ha depositato l'istanza. Il ricorso è stato presentato al Tribunale di Sorveglianza di Milano. L'obiettivo è ottenere l'annullamento del decreto del Dap. Il legale sottolinea che il provvedimento si basa su prove deboli. Tra queste, il ritrovamento di foto e video sui social media. Queste immagini lo mostrerebbero durante precedenti detenzioni. Il decreto afferma che il detenuto sarebbe inequivocabilmente ritratto. Tuttavia, non vengono forniti elementi oggettivi a sostegno. Manca una prova concreta dell'identificazione.
L'avvocato evidenzia un'ulteriore criticità. Il decreto non cita episodi specifici. Non fa riferimento a relazioni di servizio o informative. Manca qualsiasi elemento oggettivo. Non vi è nulla che possa dimostrare l'asserito ascendente. Questo ascendente di Baby Gang sugli altri detenuti è contestato. La difesa sostiene la mancanza di prove concrete. Chiede che il provvedimento venga rivisto. Si attende la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
Domande frequenti
Cosa prevede la sorveglianza speciale in carcere?
La sorveglianza speciale in carcere comporta restrizioni specifiche. Queste possono includere limitazioni nella partecipazione ad attività, orari ridotti per gli spazi esterni, detenzione in camera singola e la rimozione di oggetti come fornellini, soprammobili e televisori. L'obiettivo è gestire detenuti considerati pericolosi o con forte influenza sugli altri.
Quali sono le motivazioni dietro il provvedimento per Baby Gang?
Le motivazioni addotte dal Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria riguardano il comportamento di Zaccaria Mouhib. Viene descritto come un soggetto tendente alla violenza, turbolento e refrattario alla disciplina. Inoltre, si sottolinea la sua influenza sugli altri detenuti, considerati figure carismatiche e di guida, oltre ai modi arroganti e minacciosi tenuti verso personale e compagni di cella.