Un giovane imprenditore di Bussolengo ha vissuto un'esperienza drammatica a Zanzibar, contraendo la malaria. La sua testimonianza sottolinea l'importanza della profilassi e della prevenzione per evitare gravi rischi per la salute.
Giovane veronese racconta l'incubo malaria
Luca Ciresola, 25 anni, ha vissuto un vero e proprio incubo durante una vacanza a Zanzibar. Quello che doveva essere un soggiorno paradisiaco si è trasformato in una lotta per la vita a causa della malaria. Il giovane imprenditore di Bussolengo ha deciso di condividere la sua esperienza per mettere in guardia altri viaggiatori.
«Mai dire 'Tanto a me non capita'», ha affermato Luca. Ha contratto la malattia in una forma grave, richiedendo un lungo ricovero presso l'ospedale Sacro Cuore di Negrar. La sua testimonianza è un appello accorato all'importanza della profilassi antimalarica.
Il viaggio e i primi sintomi
Luca, accompagnato dalla sua compagna Silvia e due amici, ha trascorso otto giorni nell'arcipelago tanzaniano. Nonostante le precauzioni, come l'uso di repellenti e indumenti coprenti, un breve momento di relax in piscina senza protezioni è bastato. Al rientro in Italia, cinque giorni dopo, sono comparsi i primi sintomi: mal di testa e febbre.
Inizialmente attribuiti a una banale influenza, i sintomi si sono rapidamente aggravati. La febbre è salita a 38 gradi, poi a 39, resistendo ai farmaci. La seconda notte è trascorsa insonne, con la temperatura che continuava a salire.
Diagnosi e cure a Negrar
Il terzo giorno, la febbre ha raggiunto i 40.2 gradi, impedendo a Luca di alzarsi dal divano. La chiamata a un amico infermiere e poi al suo medico di base, Matteo Venturi, ha dato il via all'azione. Il dottor Venturi ha immediatamente sospettato la malaria.
Luca è stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Negrar. Qui è stata confermata la diagnosi di una forma severa di malaria, causata dal protozoo Plasmodium falciparum, il più pericoloso. Le cure sono iniziate alle 3 del mattino, e sono state necessarie otto giornate per negativizzare il paziente.
Le conseguenze della malattia
Il decorso della malattia è stato debilitante. Luca ha sofferto di continui sbalzi di temperatura, totale inappetenza, forte debolezza e anemia severa. Ha perso ben otto chilogrammi. Tutto questo nonostante non soffrisse di alcuna patologia preesistente.
«Ci sono stati momenti in cui ho avuto davvero paura», ha confessato Luca. «Ho capito che da un momento all'altro la vita può cambiare». Ha espresso gratitudine all'équipe medica del professor Federico Gobbi, al dottor Venturi e agli amici Mattia e Valentina.
L'importanza della profilassi
La vicenda di Luca Ciresola evidenzia la necessità di una corretta informazione e prevenzione. Prima di intraprendere viaggi in aree tropicali e sub-tropicali, è fondamentale rivolgersi a centri specializzati in Medicina dei Viaggi. Qui, medici esperti valutano la storia clinica del viaggiatore e l'itinerario per definire un piano di protezione.
La profilassi antimalarica, quando necessaria, include l'assunzione di farmaci specifici prima, durante e dopo il viaggio, seguendo scrupolosamente le prescrizioni mediche. È altrettanto cruciale adottare comportamenti per evitare le punture di zanzara, vettori della malattia. In caso di insorgenza di sintomi sospetti al rientro, è imperativo recarsi immediatamente al Pronto Soccorso.