Cronaca

Brugherio: vicina sfregiata con tazzina, condanna a 8 anni e mezzo

17 marzo 2026, 06:35 2 min di lettura
Brugherio: vicina sfregiata con tazzina, condanna a 8 anni e mezzo Immagine generata con AI Brugherio
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Aggressione e stalking a Brugherio

Una donna di 48 anni è stata condannata a 8 anni e 6 mesi di reclusione dal Tribunale di Monza. L'imputata, C.S., di nazionalità italiana, era accusata di gravi reati tra cui lesioni permanenti al viso, stalking ed evasione.

I fatti risalgono al 4 ottobre 2022, quando la donna, già agli arresti domiciliari, aggredì la vicina, L.D., coetanea di origini romene, colpendola al volto con il coccio di una tazzina da caffè. L'aggressione ha causato lesioni permanenti al viso della vittima.

Minacce e persecuzioni continue

La vittima, insieme alla figlia adolescente, ha denunciato un lungo periodo di persecuzioni da parte dell'imputata. Secondo il racconto di L.D., le minacce sarebbero iniziate dopo una richiesta di caffè e sigaretta a tarda notte, evolvendosi in frasi come «torna in Romania», «ti butto l’acido in faccia», «in cantina ho una pistola, ti ammazzo quando voglio» e «ti faccio violentare tua figlia».

La situazione era già degenerata in passato, con un episodio legato al cane dell'imputata che era entrato nell'abitazione della vittima. L'intervento dei carabinieri aveva segnato l'inizio di una serie di denunce reciproche.

Impatto sulla vita delle vittime

Le due donne si sono costituite parti civili nel processo, rappresentate dagli avvocati Andrea Aprile e Tamara Susato. Hanno ottenuto una provvisionale di 15.000 euro per L.D. e 2.000 euro per la figlia, a titolo di risarcimento danni. La vittima ha descritto un drastico cambiamento nello stile di vita, con la necessità di installare telecamere e uscire sempre insieme, anche per semplici attività quotidiane.

Le conseguenze fisiche e psicologiche sono state significative. L.D. ha dichiarato di aver mangiato per sei mesi con la cannuccia, sofferto di attacchi di panico e perso il lavoro di badante a causa dei lunghi periodi di malattia non retribuita. La sua vita, ha aggiunto, «non tornerà mai più come prima».

La versione dell'imputata

L'imputata ha fornito una versione differente dei fatti, sostenendo che l'aggressione sarebbe scaturita da uno schiaffo ricevuto dalla vicina. Ha ammesso di aver afferrato la vicina per i capelli, causando la caduta e la rottura della tazzina che teneva in mano. Ha espresso rammarico per le ferite riportate dalla vicina, ma ha anche affermato che l'obiettivo della vicina fosse allontanarla dalla casa Aler.

La difesa ha contestato la qualifica di lesioni permanenti e la sussistenza del reato di stalking, argomentando che anche le presunte vittime avrebbero avuto un comportamento ostile nei confronti dell'imputata.

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