La storica cooperativa vinicola Terre d’Oltrepò è stata dichiarata insolvente dal tribunale di Pavia. La decisione pone fine a un lungo periodo di difficoltà economiche, lasciando agricoltori e creditori in attesa di chiarimenti sul futuro.
Tribunale di Pavia dichiara insolvenza
Il tribunale di Pavia ha accolto la richiesta del commissario Luigi Zingone. È stato ufficialmente dichiarato lo stato di insolvenza per la cooperativa Terre d’Oltrepò. Questa importante realtà vinicola lombarda si avvia quindi verso una liquidazione. Sarà necessario ora definire l'entità dei debiti accumulati. Verrà stilato un elenco preciso dei crediti e dei relativi importi.
La società possiede un patrimonio stimato in circa 30 milioni di euro. I beni sono stati trasferiti a una società per azioni. Questo passaggio è stato sempre criticato dai soci. Essi hanno dichiarato di non aver mai approvato tale operazione.
Passivo da 18 milioni di euro
La società per azioni TdO spa presenta un passivo di circa 18 milioni di euro. Lo si legge nei documenti ufficiali. Per gestire la situazione è necessario un accordo con i singoli creditori. Si cerca una soluzione che impedisca azioni esecutive individuali. I beni della cooperativa dovranno essere venduti. L'obiettivo è soddisfare i creditori. Non è ancora certo se tutti riceveranno quanto dovuto.
La Regione Lombardia aveva definito la richiesta di insolvenza un atto dovuto. Rientra nella procedura di liquidazione coatta amministrativa. La notizia ha destato forte preoccupazione tra gli agricoltori.
Preoccupazione per gli agricoltori
Nicola Adavastro, responsabile agricoltura del Pd, ha espresso forte preoccupazione. «Quanto accaduto è gravissimo», ha dichiarato. Ha criticato la nomina dei commissari da parte del ministro Adolfo Urso. Secondo Adavastro, non sono state considerate vie di risanamento. L'imposizione del fallimento è avvenuta senza una reale conoscenza del territorio e dell'importanza di Terre d’Oltrepò.
Solo poche settimane fa, il gruppo Collis Wines aveva mostrato interesse. Sembrava potesse esserci un'acquisizione. Adavastro ha aggiunto: «Ci avevano garantito che non si sarebbe trattato di uno spacchettamento o di una svendita». La realtà è stata diversa. Collis Wines era interessato solo a un ingente quantitativo d'uva. Una quantità non più disponibile nella zona.
Calo della produzione vitivinicola
I dati sulla produzione vinicola sono allarmanti. Tra il 2019 e il 2024, la provincia di Pavia ha visto un calo drastico. I quintali di uva doc sono passati da 720mila a 420mila. Si tratta di una riduzione del 41%. Gli ettari coltivati sono diminuiti da 12.700 a circa 11mila.
Adavastro ha confrontato questi dati con quelli del Veneto. Lì la resa per ettaro è di circa 250 quintali. In Oltrepò, invece, varia dai 70 ai 75 quintali. Questo divario ha influenzato le aspettative di Collis Wines. Con il ritiro di Collis e il fallimento di TdO, la preoccupazione per la prossima vendemmia è alta.
Il Comitato 107 ha sottolineato un altro aspetto. Nessuno ha chiesto ai soci se fossero disposti a ricapitalizzare la società. Questo, a fronte di una grave difficoltà economico-finanziaria. Il comitato si dichiara pronto a discutere soluzioni per il futuro.
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