Condividi

Personale sanitario a Broni chiede urgentemente maggiore sicurezza alla Casa di Comunità a causa di aggressioni e minacce. Il sindacato Uil sollecita l'intervento dell'ASST per proteggere i lavoratori.

Casa di comunità di Broni: richieste di sicurezza

La Casa di comunità di Broni affronta un crescente problema di sicurezza. Recenti aggressioni e minacce verbali hanno spinto il sindacato Uil a denunciare la situazione. Un episodio grave ha richiesto l'intervento dei Carabinieri. Il sindacato definisce questi eventi preoccupanti e intollerabili. Le minacce includono frasi come «so dove abiti» o «ti aspetto fuori».

Il sindacato Uil Fp, tramite il segretario Daniele Spagnuolo, ha espresso forte preoccupazione. La situazione attuale non permette ai lavoratori di svolgere serenamente le proprie mansioni. La richiesta principale è l'introduzione di una guardia giurata. Questo personale dovrebbe agire da deterrente e intervenire in caso di necessità. L'obiettivo è garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti.

Richieste sindacali per la tutela dei dipendenti

Il sindacato Uil ha formalmente scritto all'ASST. L'azienda sanitaria gestisce le Case di comunità e altre strutture territoriali. La richiesta è chiara: un intervento concreto per la tutela dei dipendenti. I segretari Andrea Galeppi e Daniele Spagnuolo hanno firmato un documento dettagliato. Questo documento elenca una serie di proposte per migliorare la sicurezza.

Tra le misure richieste, spicca l'attivazione immediata di un presidio di sicurezza. Si valuta la presenza continua di una guardia giurata durante tutto l'orario di apertura. Vengono proposte anche altre modifiche organizzative interne. Queste servono a prevenire episodi di violenza, sia fisica che verbale. L'intento è creare un ambiente più protetto.

Appello al direttore generale ASST

Daniele Spagnuolo si è appellato direttamente al direttore generale dell'ASST, Andrea Frignani. Chiede che la situazione venga presa seriamente in carico. La definizione è «insostenibile» e mira a eliminare il clima di insicurezza. La sanità territoriale efficiente non può prescindere dalla protezione dei suoi operatori. I lavoratori sono definiti «in trincea», esposti senza difese a un'utenza talvolta «incivile».

Il sindacato non intende fare passi indietro. Se non arriveranno risposte concrete e rapide sulla sicurezza, sono pronti a mobilitarsi. Le azioni sindacali e legali saranno utilizzate per difendere la dignità e la vita dei lavoratori. La determinazione è alta per ottenere miglioramenti tangibili.

Dati sulle aggressioni nel settore sanitario

Le aggressioni al personale sanitario sono un fenomeno purtroppo diffuso. I dati del 2023 rivelano 284 casi di violenza verbale o fisica. Questi episodi si sono verificati in reparti, pronto soccorso e ambulatori della provincia. L'ASST ha registrato 184 di questi casi nelle proprie strutture. L'utenza e i loro familiari sono spesso i responsabili di questi comportamenti inaccettabili. Gli infermieri risultano tra le categorie professionali più a rischio.

La Regione Lombardia sta cercando soluzioni. Si sperimentano braccialetti per lanciare un allarme alle forze dell'ordine. L'ASST Pavia ha già potenziato la vigilanza armata nei pronto soccorso. Recentemente, la Lombardia ha stanziato 400mila euro. Questi fondi serviranno a dotare il personale di pronto soccorso e altri reparti a rischio di bodycam. Le misure mirano a contrastare il fenomeno e garantire maggiore sicurezza.