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Rilevato amianto durante lavori all'ascensore del liceo Golgi di Broni. La scuola resterà chiusa fino a dopo Pasqua, con studenti in didattica a distanza. Le autorità indagano sulle responsabilità.

Scoperta amianto durante lavori all'ascensore

Il liceo Golgi di Broni resterà inaccessibile fino a dopo le festività pasquali. La decisione è scaturita dalla scoperta di fibre d'amianto. Il minerale è stato individuato durante interventi di ampliamento della cabina dell'ascensore. L'Ats di Pavia ha confermato la presenza del materiale pericoloso. I campionamenti sono stati effettuati nelle macerie delle strutture murarie interessate dai lavori. La presenza di crisotilo e amosite ha destato forte preoccupazione.

I lavori, secondo quanto riferito dal sindaco Antonio Riviezzi, si sono svolti in orario scolastico. Un muro contenente amianto è stato interessato dall'intervento. Le analisi iniziali non hanno evidenziato una dispersione di fibre nell'aria. Si attende un rapido ripristino delle condizioni di sicurezza. La priorità resta la tutela degli studenti e del personale scolastico.

Studenti in didattica a distanza

Gli studenti del liceo Golgi sono stati immediatamente riportati alla didattica a distanza. Questa misura si protrarrà almeno fino al termine delle vacanze pasquali. La situazione ha generato apprensione tra le famiglie e il personale dell'istituto. Il timore riguarda una potenziale esposizione al materiale cancerogeno. La chiusura prolungata rappresenta un disagio significativo per la comunità scolastica.

La didattica a distanza è vista come una soluzione temporanea. Tuttavia, la Uil ha criticato questa scelta. La definisce «un'ennesima punizione inflitta a studenti e famiglie per colpe altrui». La preoccupazione per la salute è palpabile. Si attende chiarezza sulle procedure di sicurezza adottate.

Indagini e diffida all'azienda appaltatrice

L'amministrazione provinciale ha agito prontamente. È stata inviata una diffida all'azienda incaricata dei lavori. È stata avviata la procedura per la risoluzione del contratto. L'accusa è di grave inadempimento contrattuale. Si valuta l'addebito di tutti i danni subiti. La vicenda è stata segnalata alle autorità competenti. Il presidente Giovanni Palli ha sottolineato la mancanza di autorizzazioni. Gli interventi non sarebbero stati coordinati con il custode amianto e la Provincia.

Anche lo Sportello nazionale amianto chiede un'indagine approfondita. Il presidente Fabrizio Protti auspica un'inchiesta giudiziaria. Si vuole accertare il rispetto della catena di comando per la salute e sicurezza. La violazione dei protocolli è considerata grave. Si indaga su chi doveva vigilare sull'operato delle ditte.

La posizione della Uil e le richieste

La Uil sta valutando la presentazione di un esposto in procura. L'obiettivo è accertare eventuali responsabilità penali. Si vuole fare chiarezza sull'esposizione indebita a fibre aerodisperse. Il sindacato si dichiara pronto a costituirsi parte civile. Il coordinatore territoriale Carlo Barbieri ha definito la situazione «inaccettabile». Ha criticato l'avvio di lavori di demolizione con martelli pneumatici in orario scolastico. Questo sarebbe avvenuto senza le dovute precauzioni. L'edificio è situato in un'area nota per il rischio amianto, il Sito di interesse nazionale Fibronit.

Barbieri ha parlato di una violazione palese dei protocolli di sicurezza. Ha sollevato interrogativi sulla vigilanza e sul comportamento delle ditte appaltatrici. La Uil non si accontenterà di interventi superficiali. Richiede un'analisi completa delle responsabilità. La chiusura della scuola e la Dad sono considerate conseguenze inaccettabili.

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