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La Garante dei detenuti di Brissogne registra un calo significativo delle richieste di colloquio da parte dei reclusi. Si indaga sulle cause di questo fenomeno, mentre persistono criticità legate al personale.

Diminuiscono le richieste di colloquio in carcere

Nel corso dell'ultimo anno, si è osservato un calo preoccupante delle richieste di colloquio avanzate dai detenuti presso la struttura di Brissogne. La Garante dei detenuti della Valle d'Aosta, Adele Squillaci, ha evidenziato come solo circa 30 reclusi abbiano manifestato tale esigenza, un numero in costante diminuzione. Questo trend viene definito dalla Garante come un «fenomeno da monitorare», con l'obiettivo di comprenderne le ragioni profonde.

Durante la presentazione dell'attività del suo ufficio per il 2025, Squillaci ha illustrato i dati relativi ai casi trattati. In totale, sono state gestite 73 situazioni. Di queste, 42 vertevano su questioni inerenti le condizioni di detenzione, le relazioni con il personale penitenziario, i trasferimenti e le opportunità lavorative. Un confronto con l'anno precedente, il 2024, rivela un numero maggiore di detenuti che si erano rivolti alla Garante, ben 42, per un totale di 97 casi conclusi.

Criticità e aree di miglioramento nella struttura carceraria

La Garante ha riportato le rassicurazioni ricevute dalla direzione del carcere, secondo cui sarebbero gli stessi detenuti a non inoltrare le richieste di colloquio. Tuttavia, i reclusi avrebbero riferito a Squillaci che le loro «domandine», termine con cui vengono definite le istanze di colloquio, non vengono regolarmente depositate. Questa discrepanza solleva interrogativi sulle procedure interne.

Adele Squillaci ha inoltre posto l'accento sulla persistente carenza di personale. Si registra una insufficiente presenza di figure professionali nell'ambito educativo, amministrativo e tra gli agenti di polizia penitenziaria. Nonostante queste difficoltà, sono stati compiuti progressi significativi nel settore sanitario e nella prevenzione dei suicidi. Si nota, invece, una diminuzione delle attività promosse dalle associazioni di volontariato.

Ruoli multipli della Garante: disabilità, infanzia e adolescenza

Oltre al suo ruolo primario, Adele Squillaci ha operato anche come Garante per l'infanzia e l'adolescenza. In questa veste, ha affrontato sette casi, due dei quali esulavano dalla sua competenza diretta. Un numero considerevole di situazioni, ben 41, è stato gestito in qualità di Garante dei diritti delle persone con disabilità. Queste segnalazioni sono pervenute da 14 cittadini.

La maggior parte di queste ultime problematiche, 23 per la precisione, riguardava i rapporti con la Regione, in particolare con il dipartimento delle politiche sociali. Questo dato sottolinea la complessità delle sfide affrontate e la necessità di un coordinamento efficace tra le diverse istituzioni per garantire i diritti di tutte le fasce della popolazione.