Condividi

Una sovrintendente e due agenti sono stati aggrediti duramente nel carcere di Brissogne. Il sindacato Sinappe denuncia la gravità dell'episodio e punta il dito contro la gestione della struttura.

Aggressione violenta nel carcere di Brissogne

Una donna agente di polizia penitenziaria ha subito un violento attacco. È stata colpita ripetutamente al volto. Successivamente, è stata scaraventata a terra. La sua agonia è proseguita con uno strappo violento dei capelli. Questo è accaduto lungo la sezione detentiva. Due colleghi agenti sono intervenuti per soccorrerla. Anche loro sono stati travolti dall'aggressività. Hanno subito calci e pugni al volto e alla nuca. L'episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio. La casa circondariale di Brissogne è stata teatro della violenza.

A rendere nota la vicenda è stato il Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria. Il Sinappe ha definito l'accaduto una “gravissima aggressione”. La loro denuncia è ferma e preoccupata. Hanno espresso la loro massima solidarietà ai colleghi che hanno riportato ferite. Il sindacato sottolinea che questo drammatico evento non è casuale. Lo considerano una conseguenza annunciata. La causa principale è un cronico e totale tracollo gestionale. Questo riguarda la struttura situata in Val d'Aosta.

Cause dell'aggressione secondo il sindacato

Il Sinappe ritiene che l'aggressione sia diretta conseguenza di un'azione specifica. La polizia penitenziaria stava semplicemente cercando di far rispettare le disposizioni. Si trattava di norme riguardanti il regime ordinario della popolazione detenuta. In particolare, era prevista la chiusura dei detenuti. Questo rigore operativo si scontra con la gestione attuale dell'istituto. Il sindacato critica la direzione. Affermano che non affronta i nodi critici segnalati. Questi problemi sono stati formalmente comunicati più volte. Invece, l'attenzione viene spostata su questioni ritenute superflue.

La situazione del carcere di Brissogne è descritta come critica. Viene definito un “recipiente dei fallimenti gestionali”. Questo vale per tutti gli altri istituti del distretto. Vengono inviati detenuti considerati problematici e facinorosi. Al contrario, si registra una resistenza ostinata. Gli uffici competenti non predispongono il trasferimento dei detenuti. Questi ultimi sono responsabili di intemperanze e violenze. La mancanza di azioni concrete aggrava la situazione.

Richiesta di risposte immediate

Matteo Ricucci, vicesegretario regionale del Sinappe, ha commentato l'accaduto. Ha definito l'episodio di Brissogne la goccia che fa traboccare un vaso già colmo. Ha ricordato le numerose note formali inviate. Queste comunicazioni erano indirizzate alla Direzione e agli Uffici Superiori. L'obiettivo era segnalare una deriva gestionale insostenibile. Purtroppo, queste segnalazioni sono rimaste inascoltate. La frustrazione tra il personale è palpabile.

Ricucci ha evidenziato un dato allarmante. Si registra una percentuale di disaffezione dal lavoro tra il personale. Questo livello è mai visto prima. Gli agenti si sentono completamente abbandonati. Sono esposti alle angherie di una popolazione detenuta. Questa è sempre più aggressiva e priva di contenimento. Il vicesegretario chiede risposte immediate. È necessario un cambio di rotta drastico. L'obiettivo è evitare che si verifichino conseguenze ancora più tragiche. La sicurezza del personale è a rischio.

Le persone hanno chiesto anche: Cosa è successo nel carcere di Brissogne?

Nel carcere di Brissogne si è verificata una grave aggressione. Una sovrintendente è stata colpita e trascinata per i capelli. Due agenti intervenuti sono stati anch'essi aggrediti con calci e pugni. L'episodio è stato denunciato dal sindacato Sinappe.

Chi ha denunciato l'aggressione a Brissogne?

L'aggressione avvenuta nel carcere di Brissogne è stata denunciata dal Sindacato nazionale autonomo di polizia penitenziaria (Sinappe).