Cronaca

Matera: Spreco d'acqua alla Diga San Giuliano, la denuncia

21 marzo 2026, 06:06 5 min di lettura
Matera: Spreco d'acqua alla Diga San Giuliano, la denuncia Immagine generata con AI Brindisi
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La Cia Due Mari denuncia lo sversamento di milioni di metri cubi d'acqua dalla Diga San Giuliano. Si chiede alla Regione Puglia di investire in infrastrutture per trattenere l'acqua, evitando sprechi e garantendo riserve per l'estate.

Diga San Giuliano: Sprecata Acqua Vitale

La Cia Due Mari Taranto-Brindisi lancia un forte allarme. Riguarda lo spreco idrico alla Diga di San Giuliano. La situazione è paradossale e inaccettabile. Si sta verificando uno sversamento massiccio di acqua. Questo avviene mentre la siccità incombe.

La nota è stata inviata ai vertici della Regione Puglia. Il direttore Vito Rubino e il presidente Giannicola D’Amico firmano il documento. Si chiedono interventi urgenti. La richiesta è chiara: finanziare opere per trattenere l'acqua in eccesso. L'obiettivo è evitare scarichi inutili in mare.

L'organizzazione agricola definisce la situazione incresciosa. La Diga di San Giuliano, situata in Basilicata, sta rilasciando acqua senza controllo. Dallo scorso 18 marzo, circa 50 metri cubi al secondo finiscono in mare. Un quantitativo enorme, sprecato.

Le Ragioni dello Sversamento e la Critica

L'operazione di sversamento è tecnicamente necessaria. Serve a salvaguardare i territori a valle. Le abbondanti piogge recenti hanno innalzato il livello dell'invaso. Si è raggiunto il limite massimo consentito. Tuttavia, la Cia sottolinea l'assurdità della situazione. La carenza idrica è un problema cronico.

Sprecare acqua in queste condizioni è inaccettabile. L'acqua rilasciata potrebbe essere immagazzinata. Servirebbe nei mesi estivi, quando la siccità è più acuta. La capacità di stoccaggio attuale è insufficiente. La risorsa preziosa viene persa senza possibilità di recupero.

Il paradosso è amplificato dai limiti strutturali dell'invaso. La Diga di San Giuliano fu progettata negli anni '50. La sua capacità originaria era di circa 94 milioni di metri cubi. Oggi, però, è limitata al 50% della sua capacità totale. Questo limite imposto dal Ministero competente e dall'Ufficio tecnico delle dighe deriva da presunte incompiutezze nella messa in sicurezza.

Dati Preoccupanti e Contenzioso Politico

I dati forniti dall'Autorità di Bacino confermano la gravità della situazione. Attualmente, la diga contiene circa 56 milioni di metri cubi d'acqua. Nello stesso periodo dell'anno precedente, si registravano solo 29 milioni di metri cubi. La risorsa idrica è presente, ma manca la capacità di trattenerla efficacemente.

Oltre al danno infrastrutturale, emerge un pesante contenzioso politico e gestionale. La Regione Puglia è comproprietaria al 50% della diga. Tuttavia, la gestione appare problematica. L'ex consorzio di bonifica Stornara e Tara di Taranto non ha onorato gli impegni economici per anni. Questo ha creato tensioni con la Basilicata.

La Basilicata, di fatto, esercita un controllo quasi esclusivo sulla gestione. Le decisioni sull'aumento o la diminuzione del rilascio d'acqua verso la Puglia avvengono senza criteri chiari. Questo accade soprattutto durante la stagione estiva, quando il fabbisogno è maggiore.

Le Richieste della Cia e il Futuro degli Agricoltori

Rubino e D’Amico ribadiscono l'urgenza di ristabilire regole chiare. È necessario definire i periodi di utilizzo dell'acqua. Questo deve avvenire in virtù della comproprietà al 50%. La Puglia non può continuare a dipendere dalle decisioni altrui.

La richiesta fondamentale è un investimento in infrastrutture proprie. La Regione Puglia deve dotarsi di strutture capaci di gestire al meglio le risorse idriche. La risorsa idrica è sempre più scarsa ogni anno. Garantire un futuro certo agli agricoltori del territorio è una priorità assoluta.

La Diga di San Giuliano è un esempio lampante di una gestione inefficiente. Le risorse idriche sono un bene prezioso, specialmente in un'area come il Sud Italia. La siccità è una minaccia costante per l'agricoltura. Investire in infrastrutture per la raccolta e la distribuzione dell'acqua è fondamentale.

La Cia Due Mari sollecita un'azione concreta da parte della Regione Puglia. È necessario superare le problematiche gestionali e politiche. Bisogna trovare soluzioni efficaci per preservare l'acqua. Questo permetterà di sostenere l'economia agricola locale.

La situazione attuale alla Diga di San Giuliano evidenzia la necessità di una pianificazione a lungo termine. Le opere infrastrutturali per la gestione dell'acqua devono essere prioritarie. La collaborazione tra le regioni coinvolte è essenziale. Ma l'autonomia gestionale pugliese deve essere rafforzata.

Il rischio è che, con la diminuzione delle risorse idriche globali, le aree meno attrezzate soffrano maggiormente. L'agricoltura pugliese, vitale per l'economia regionale, necessita di certezze. La disponibilità d'acqua è la base per la sua sopravvivenza e prosperità.

La denuncia della Cia non è solo un grido di allarme. È una proposta concreta per un futuro più sostenibile. Un futuro in cui l'acqua non sia più uno spreco, ma una risorsa gestita con intelligenza e lungimiranza.

La Regione Puglia ha la responsabilità di agire. Deve investire nel futuro dei propri agricoltori. Deve garantire la sicurezza idrica del territorio. La Diga di San Giuliano è solo un esempio. Problemi simili potrebbero emergere altrove.

La gestione delle risorse idriche è una sfida complessa. Richiede visione strategica, investimenti mirati e cooperazione. La Cia Due Mari pone l'accento su questi aspetti cruciali. L'obiettivo è chiaro: salvare l'acqua e salvare l'agricoltura.

La nota inviata ai vertici regionali è un atto di responsabilità. Sottolinea l'urgenza di affrontare il problema dello spreco idrico. La Diga di San Giuliano è un simbolo di questa criticità. La soluzione passa per opere infrastrutturali adeguate.

La Puglia deve diventare autonoma nella gestione delle proprie risorse idriche. Non può più permettersi di dipendere da decisioni esterne. L'investimento in capacità di invaso è la chiave. Questo permetterà di affrontare le sfide future.

La Cia confida in una risposta rapida ed efficace da parte della Regione Puglia. Il futuro dell'agricoltura e dell'economia locale dipende da decisioni coraggiose oggi.

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