Cronaca

Matera: Spreco d'acqua alla diga di San Giuliano, la denuncia

21 marzo 2026, 08:11 5 min di lettura
Matera: Spreco d'acqua alla diga di San Giuliano, la denuncia Immagine da Wikimedia Commons Brindisi
AD: article-top (horizontal)

La Cia Due Mari denuncia uno sversamento massiccio di acqua dalla diga di San Giuliano, criticando la mancanza di infrastrutture per immagazzinare la risorsa idrica. Si chiede un intervento immediato della Regione Puglia per risolvere il problema.

Diga San Giuliano: sversamento record d'acqua

La diga di San Giuliano, situata in Basilicata, è al centro di una grave denuncia. L'organizzazione agricola Cia Due Mari Taranto-Brindisi ha inviato una nota urgente ai vertici della Regione Puglia. Si segnala uno sversamento continuo di acqua verso il mare. L'operazione è iniziata il 18 marzo scorso. Si parla di circa 50 metri cubi al secondo. Questa quantità è enorme. L'acqua viene rilasciata inutilmente. La situazione è paradossale. Si verifica in un contesto di marcata carenza idrica.

La Cia Due Mari esprime forte preoccupazione. Il direttore Vito Rubino e il presidente Giannicola D’Amico hanno firmato la nota. L'appello è rivolto al governatore Antonio Decaro. Si interpellano anche gli assessori Francesco Paolicelli (Agricoltura) e Raffaele Piemontese (Risorse Idriche). L'obiettivo è chiaro: fermare questo spreco. La regione Puglia deve agire prontamente. Deve trovare soluzioni per trattenere l'acqua in eccesso. Questo eviterebbe perdite disastrose.

La nota sottolinea l'urgenza di un intervento. L'acqua è una risorsa sempre più rara. Il suo scarico a mare è considerato sconsiderato. L'organizzazione agricola chiede la disponibilità di risorse economiche. Queste serviranno per realizzare opere infrastrutturali. Le opere dovranno essere sul territorio pugliese. Dovranno permettere di invasare i quantitativi d'acqua in eccesso. Questo è fondamentale in caso di situazioni eccezionali. La denuncia evidenzia un problema strutturale e gestionale.

Limiti strutturali e gestione della diga

La diga di San Giuliano presenta limiti strutturali significativi. Fu progettata negli anni '50. La sua capacità originaria era di circa 94 milioni di metri cubi. Attualmente, la capacità è limitata al 50%. Questa restrizione è imposta dal Ministero competente. Anche l'Ufficio tecnico delle dighe ha confermato il limite. La ragione addotta è la mancata conclusione dei lavori di messa in sicurezza. Questo impedisce di sfruttare appieno il potenziale dell'invaso.

I dati forniti dall'Autorità di Bacino confermano la gravità della situazione. Attualmente, la diga contiene circa 56 milioni di metri cubi d'acqua. Nello stesso periodo dell'anno precedente, i volumi erano di soli 29 milioni di metri cubi. Questo dimostra che la risorsa idrica è disponibile. Il problema risiede nella capacità di stoccaggio. La diga non può trattenere l'acqua in modo efficiente. Questo genera un paradosso evidente.

La Cia Due Mari evidenzia un ulteriore aspetto critico. Si tratta di un pesante contenzioso politico e gestionale con la Basilicata. La Regione Puglia è comproprietaria della diga al 50%. Tuttavia, la gestione appare problematica. L'ex consorzio di bonifica Stornara e Tara di Taranto non ha onorato gli impegni economici per anni. Questo ha creato tensioni. La Basilicata, di conseguenza, si sente autorizzata a gestire l'invaso in modo autonomo. Le decisioni sull'aumento o diminuzione del flusso d'acqua verso la Puglia sembrano arbitrarie. Questo accade soprattutto durante la stagione estiva.

Appello per una gestione autonoma e investimenti

I rappresentanti della Cia Due Mari, Rubino e D’Amico, ribadiscono con forza l'urgenza di una soluzione. È necessario ristabilire regole chiare. Devono essere definiti i periodi di utilizzo dell'acqua. Questo deve avvenire in virtù della comproprietà al 50%. La Puglia non può continuare a dipendere dalle decisioni altrui. È fondamentale che la regione investa in infrastrutture proprie. Queste permetteranno una gestione più efficace delle risorse idriche.

La carenza idrica è un problema crescente. Ogni anno, la disponibilità d'acqua si riduce. Garantire un futuro certo agli agricoltori del territorio è una priorità. La denuncia della Cia Due Mari mira a sensibilizzare le istituzioni. Si chiede un cambio di rotta deciso. La gestione delle risorse idriche deve essere prioritaria. La diga di San Giuliano è un simbolo di questa problematica. La sua capacità limitata e la gestione conflittuale sono sintomi di un sistema che necessita di riforme profonde.

L'organizzazione agricola sottolinea l'importanza di questa battaglia. La disponibilità d'acqua è vitale per l'agricoltura pugliese. Lo sversamento attuale rappresenta una perdita inaccettabile. Si spera che la nota inviata ai vertici regionali possa innescare un'azione concreta. La realizzazione di nuove infrastrutture di stoccaggio è cruciale. Questo permetterà di accumulare l'acqua nei periodi di abbondanza. Sarà così disponibile nei mesi di siccità. La sostenibilità agricola del territorio dipende da queste scelte.

La Cia Due Mari Taranto-Brindisi continua a monitorare la situazione. L'associazione si impegna a portare avanti le istanze degli agricoltori. La difesa della risorsa idrica è una priorità assoluta. La diga di San Giuliano, pur essendo in Basilicata, ha un impatto diretto sulla Puglia. La gestione congiunta e le problematiche storiche richiedono un approccio collaborativo ma anche decisionista da parte della Regione Puglia. L'obiettivo è assicurare la disponibilità idrica necessaria per le coltivazioni. Questo garantirà la sopravvivenza economica del settore primario.

La denuncia evidenzia anche un aspetto di pianificazione territoriale. La mancanza di opere adeguate per la raccolta dell'acqua piovana è un problema diffuso. Invece di disperdere questa risorsa preziosa, sarebbe opportuno canalizzarla. Immagazzinarla in serbatoi o invasi secondari. Questo aumenterebbe la resilienza del territorio. Lo renderebbe meno vulnerabile ai periodi di siccità. L'investimento in queste infrastrutture è un investimento nel futuro. Un futuro più sicuro per l'agricoltura e per l'intero ecosistema.

La Cia Due Mari chiede un piano strategico a lungo termine. Questo piano deve prevedere interventi mirati. Devono essere realizzate opere di ingegneria idraulica. Devono essere potenziati gli invasi esistenti. La diga di San Giuliano è solo un esempio. Ci sono altre situazioni simili che necessitano attenzione. La collaborazione tra regioni e istituzioni è fondamentale. Ma è altrettanto importante che ogni regione si doti degli strumenti necessari. Strumenti per gestire in autonomia le proprie risorse. Soprattutto quando si tratta di beni primari come l'acqua.

La nota inviata alla Regione Puglia è un campanello d'allarme. Un invito a non sottovalutare più la questione idrica. Lo sversamento di milioni di metri cubi d'acqua è un danno economico e ambientale incalcolabile. La Cia Due Mari confida in una risposta rapida ed efficace. L'agricoltura pugliese merita maggiore attenzione. Merita investimenti concreti per garantire la sua prosperità. La diga di San Giuliano e la sua gestione sono un banco di prova importante.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: