Cronaca

Matera: Spreco d'acqua alla Diga di San Giuliano, la denuncia

21 marzo 2026, 02:15 6 min di lettura
Matera: Spreco d'acqua alla Diga di San Giuliano, la denuncia Immagine da Wikimedia Commons Brindisi
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La Cia Due Mari denuncia lo sversamento di 50 metri cubi al secondo dalla Diga di San Giuliano. L'organizzazione agricola chiede alla Regione Puglia di investire in infrastrutture per trattenere l'acqua.

Diga San Giuliano: Sversamento Acqua, la Cia Denuncia

La Cia Due Mari Taranto-Brindisi ha inviato una nota urgente ai vertici della Regione Puglia. La richiesta è chiara: finanziare opere per trattenere l'acqua in eccesso. La situazione riguarda la Diga di San Giuliano, situata in Basilicata. L'organizzazione agricola punta il dito contro uno sversamento continuo e ingente. Si parla di circa 50 metri cubi al secondo. Questo rilascio è iniziato il 18 marzo e prosegue tuttora. La Cia definisce la situazione «incresciosa e paradossale». Viene sprecata una risorsa fondamentale.

Il rilascio è necessario per evitare allagamenti a valle. Le piogge recenti hanno riempito i bacini. Tuttavia, la Cia sottolinea l'assurdità della situazione. C'è una marcata carenza idrica in generale. Eppure, si sta scaricando in mare una grande quantità d'acqua. Questa risorsa potrebbe essere utilizzata nei mesi estivi. L'invaso di San Giuliano è progettato negli anni '50. La sua capacità originaria era di circa 94 milioni di metri cubi. Attualmente, però, è limitato al 50% della sua capacità. La limitazione è imposta dal Ministero competente e dall'Ufficio tecnico delle dighe. La motivazione addotta è la mancata conclusione dei lavori di messa in sicurezza. I dati dell'Autorità di Bacino confermano il problema. Sono presenti circa 56 milioni di metri cubi d'acqua. L'anno scorso, nello stesso periodo, erano solo 29 milioni. La risorsa c'è, ma manca la capacità di stoccaggio.

Gestione Idrica: Contenzioso Puglia-Basilicata

La questione della Diga di San Giuliano non è solo infrastrutturale. Esiste un forte contenzioso politico e gestionale con la Basilicata. La Regione Puglia è comproprietaria dell'invaso al 50%. Tuttavia, la gestione appare problematica. L'ex consorzio di bonifica Stornara e Tara di Taranto non ha onorato gli impegni economici. Questo ha creato tensioni con la Basilicata. Quest'ultima, di fatto, controlla i flussi idrici. La Cia denuncia che la Basilicata decide autonomamente quando aumentare o diminuire l'acqua inviata alla Puglia. Questo avviene senza criteri precisi, specialmente in estate. Il direttore Vito Rubino e il presidente Giannicola D’Amico ribadiscono l'urgenza di una soluzione. È fondamentale ristabilire regole chiare per l'utilizzo. Questo deve avvenire in base alla comproprietà del 50%. La Puglia non può dipendere solo dalle decisioni altrui.

La Cia chiede un cambio di passo. La Regione Puglia deve investire in proprie infrastrutture. Solo così potrà gestire meglio le risorse idriche. La disponibilità d'acqua diminuisce ogni anno. Garantire un futuro agli agricoltori è prioritario. La nota è indirizzata al governatore Antonio Decaro. Destinatari sono anche l'assessore all'Agricoltura Francesco Paolicelli e l'assessore alle Risorse Idriche Raffaele Piemontese. L'obiettivo è evitare ulteriori sprechi. Si punta a un utilizzo più razionale e sostenibile della risorsa idrica.

Spreco Idrico: Un Problema Strutturale e Gestionale

La Diga di San Giuliano rappresenta un caso emblematico. La sua progettazione risale agli anni '50. Le esigenze attuali sono cambiate. La capacità di stoccaggio è insufficiente. Inoltre, la sicurezza dell'infrastruttura è messa in discussione. Questo limita ulteriormente l'utilizzo. La carenza idrica è un problema crescente. Le estati diventano sempre più aride. L'agricoltura, settore primario, ne risente pesantemente. La perdita di acqua dalla diga è uno spreco inaccettabile. La Cia Due Mari evidenzia come la risorsa sia presente. I volumi d'acqua attuali sono significativi. Il problema risiede nella capacità di trattenerla. La gestione congiunta con la Basilicata crea ulteriori complicazioni. La mancanza di accordi chiari e rispettati aggrava la situazione. La Puglia si trova in una posizione di dipendenza.

L'organizzazione agricola sollecita interventi concreti. La Regione Puglia deve agire con determinazione. Investire in nuove infrastrutture è cruciale. Si pensi a nuovi invasi o all'ampliamento di quelli esistenti. Anche la manutenzione e la messa in sicurezza delle dighe attuali sono fondamentali. La Cia sottolinea l'importanza di una pianificazione a lungo termine. La gestione delle risorse idriche deve essere strategica. Non può basarsi su decisioni estemporanee o su accordi poco chiari. La richiesta è di garantire la disponibilità d'acqua per l'irrigazione. Questo è essenziale per la sopravvivenza delle aziende agricole. La denuncia della Cia Due Mari è un campanello d'allarme. La gestione dell'acqua è una priorità assoluta.

La Diga di San Giuliano: Dati e Criticità

La Diga di San Giuliano è un'opera imponente. La sua costruzione risale a diversi decenni fa. Fu concepita per rispondere alle esigenze idriche di un'epoca diversa. Oggi, il bacino idrico ha una capacità nominale di circa 94 milioni di metri cubi. Tuttavia, le normative di sicurezza ne hanno ridotto la capacità operativa. L'Ufficio tecnico delle dighe ha imposto limiti stringenti. La motivazione principale è la sicurezza strutturale. Sembra che i lavori di adeguamento non siano ancora terminati. Questo impedisce di sfruttare appieno il potenziale dell'invaso. L'Autorità di Bacino fornisce dati preoccupanti. La quantità d'acqua presente attualmente è di circa 56 milioni di metri cubi. Si tratta di un volume considerevole. L'anno scorso, nello stesso periodo, la diga conteneva solo 29 milioni di metri cubi. Questo dato evidenzia la disponibilità della risorsa idrica. Il problema non è la scarsità d'acqua, ma la sua conservazione.

Lo sversamento di 50 metri cubi al secondo rappresenta una perdita enorme. Questa acqua finisce direttamente in mare. Non viene utilizzata per scopi agricoli o civili. La Cia Due Mari Taranto-Brindisi denuncia questa inefficienza. La Regione Puglia è chiamata a intervenire. È necessario un piano di investimenti per aumentare la capacità di stoccaggio. Si potrebbero considerare interventi di adeguamento sismico e strutturale. Questi permetterebbero di aumentare la capacità operativa della diga. Inoltre, la gestione condivisa con la Basilicata necessita di un chiarimento. La comproprietà al 50% deve tradursi in una gestione equa e trasparente. La dipendenza da decisioni unilaterali non è più sostenibile. La Cia chiede regole chiare e accordi vincolanti. La sostenibilità idrica è fondamentale per il futuro del territorio.

Appello alla Regione Puglia: Investire per il Futuro

L'appello della Cia Due Mari è rivolto direttamente alla Regione Puglia. L'organizzazione agricola chiede un impegno concreto e immediato. Le risorse economiche necessarie per realizzare nuove opere infrastrutturali devono essere stanziate. Queste opere devono essere capaci di immagazzinare i quantitativi di acqua in eccesso. Soprattutto nei periodi di piogge abbondanti, come quello attuale. L'obiettivo è porre fine allo sconsiderato scarico a mare. Una risorsa che diventa sempre più rara ogni anno. Il direttore Vito Rubino e il presidente Giannicola D’Amico sono categorici. La Puglia deve smettere di dipendere dalle decisioni di altre regioni. È necessario sviluppare una propria autonomia gestionale. Questo si traduce in investimenti mirati.

La costruzione di nuovi invasi, l'ampliamento di quelli esistenti, o l'implementazione di tecnologie per la raccolta e il riutilizzo dell'acqua piovana. Sono tutte opzioni da valutare. La sicurezza delle dighe esistenti, come quella di San Giuliano, deve essere garantita. Solo così sarà possibile aumentarne la capacità operativa. La Cia Due Mari sottolinea l'importanza di una visione strategica. La gestione delle risorse idriche è un pilastro per l'economia agricola. E, più in generale, per la vita del territorio. La denuncia non è solo una protesta. È una proposta concreta per un futuro più sostenibile. Un futuro in cui l'acqua sia gestita con saggezza e lungimiranza.

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