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La Commissione Antimafia evidenzia la crescente violenza delle nuove leve criminali e il rischio di infiltrazioni nei piccoli Comuni pugliesi. Si indaga sul riciclaggio di denaro e le nuove rotte del narcotraffico.

Criminalità organizzata: un volto nuovo e più violento

La criminalità organizzata in Puglia sta assumendo un aspetto sempre più preoccupante. Le nuove generazioni di affiliati mostrano una ferocia inedita. Questo fenomeno preoccupa le autorità, che cercano di comprendere le nuove strategie dei clan.

La violenza non è più solo uno strumento, ma sembra diventare uno status symbol per i giovani criminali. La ricerca di riconoscimento all'interno delle organizzazioni li spinge a compiere atti sempre più efferati. La mancanza di prospettive e la fascinazione per il potere criminale alimentano questo ciclo.

La Commissione Parlamentare Antimafia, guidata dalla presidente Chiara Colosimo, ha avviato una missione di due giorni in Puglia. L'obiettivo è analizzare a fondo le dinamiche criminali della regione, con particolare attenzione alle province di Bari, Lecce e Brindisi. La fotografia scattata è quella di un'organizzazione che muta, adattandosi ai tempi ma senza perdere la sua intrinseca pericolosità.

L'onorevole Colosimo ha messo in luce come il territorio barese e la Bat (Barletta-Andria-Trani) presentino sfide uniche. La criminalità non si limita ai nomi storici, ma si estende in modo capillare, raggiungendo anche realtà apparentemente tranquille.

Particolare attenzione è rivolta ai reati predatori, come gli assalti ai furgoni portavalori. Questi atti vengono ormai compiuti con metodi che richiamano le tattiche mafiose. La presidente ha espresso l'intenzione di valutare con gli investigatori se tali reati debbano rientrare nelle competenze delle Direzioni Distrettuali Antimafia (DDA).

Riciclaggio e infiltrazioni nell'economia legale

Un dato allarmante emerge sul fronte economico. Negli ultimi cinque anni, la Guardia di Finanza ha sequestrato nel territorio circa 102 milioni di euro. Una cifra considerevole, che testimonia la capacità economica delle organizzazioni criminali.

Circa il 60% di questi sequestri, pari a 60 milioni di euro, deriva dall'applicazione del codice antimafia e delle misure di prevenzione patrimoniale. Questo significa che una parte significativa del patrimonio criminale è stata individuata e bloccata grazie agli strumenti normativi specifici.

«Questo racconta di una criminalità che, nonostante la violenza, fa soldi e li ricicla nell'economia legale», ha avvertito la presidente Colosimo. Le organizzazioni criminali utilizzano sempre più spesso nuove tecnologie e piattaforme digitali per ripulire il denaro sporco.

Le nuove rotte del narcotraffico rappresentano un altro fronte di preoccupazione. La Puglia, per la sua posizione geografica, è un crocevia strategico per il traffico di stupefacenti. Le indagini si concentrano sull'individuazione e il contrasto di queste nuove vie di approvvigionamento e distribuzione.

L'infiltrazione nell'economia legale è un pericolo concreto. I clan cercano di reinvestire i profitti illeciti in attività commerciali, immobiliari e finanziarie, alterando la libera concorrenza e danneggiando gli imprenditori onesti.

Giovani e criminalità: un'emergenza sociale

La presidente Colosimo ha lanciato un duplice allarme. Il primo riguarda i piccoli comuni, dove il ricorso agli affidamenti diretti «sotto soglia» facilita l'ingresso dei clan nella pubblica amministrazione. Un esempio concreto è stato citato riguardo al comune di Trinitapoli.

Il secondo allarme è focalizzato sulla criminalità giovanile. «C'è un'emergenza di nuove leve che, senza una guida, gareggiano in violenza», ha dichiarato la presidente. Questi giovani rappresentano spesso la manovalanza dei clan, utilizzati per compiere azioni criminali.

La violenza giovanile è alimentata da un contesto sociale ed economico difficile, dove la mancanza di opportunità può spingere verso percorsi devianti. La fascinazione per il potere e il denaro facile offerti dal crimine organizzato è un richiamo potente.

La presidente ha lanciato un appello ai ragazzi affinché non ascoltino chi inneggia ai boss. Ha anche fatto riferimento a un cantante neomelodico, Tommy Parisi, come esempio di chi potrebbe influenzare negativamente i giovani. L'invito è a scegliere percorsi di legalità e di riscatto sociale.

Agli imprenditori, Colosimo ha rivolto un appello accorato a denunciare le estorsioni. «Tenersi un'estorsione vuol dire perdere due volte: i soldi e la faccia», ha sottolineato, evidenziando come la denuncia sia l'unico modo per rompere il muro del silenzio e del timore.

La risposta dello Stato: unità e prevenzione

Il Procuratore della Repubblica di Bari, Roberto Rossi, ha voluto sottolineare l'importanza della collaborazione istituzionale. Ha definito le forze dell'ordine e le magistrature una vera e propria «Squadra Stato», unita nell'obiettivo di contrastare la criminalità organizzata.

«La lotta alla criminalità organizzata richiede una collaborazione importante tra istituzioni, ognuno nel suo ruolo ma con una direzione comune», ha affermato Rossi. Ha ricordato come questa unità d'intenti abbia già portato risultati significativi, citando l'esempio del Foggiano.

Il Procuratore ha avvertito che le emergenze sono continue e che lo Stato deve essere capace di anticipare le strategie dei clan. L'evoluzione costante delle tattiche criminali richiede un monitoraggio attento e una risposta tempestiva.

Il Prefetto di Bari, Francesco Russo, ha espresso gratitudine per l'attenzione della Commissione. Ha visto nella missione un «obiettivo rafforzamento» dell'azione sul campo. Il Prefetto si è soffermato sulla piaga dell'occupazione abusiva di immobili, un fenomeno che incide sulla legalità diffusa e sulla percezione di sicurezza dei cittadini.

Sono state ricordate le numerose operazioni portate a termine dalle forze dell'ordine nella città metropolitana per contrastare la pressione mafiosa. L'impegno è costante per garantire la sicurezza e la legalità sul territorio.

Infine, il Prefetto della Bat, Flavia Anania, ha illustrato le criticità di una provincia situata in una posizione strategica tra Bari e Foggia. L'attenzione della Prefettura è massima sul quadrante Ofantino, dove si lavora intensamente per far emergere le infiltrazioni criminali nell'economia legale.

Il contrasto alla penetrazione mafiosa nel tessuto produttivo locale è considerato un «obiettivo strategico» imprescindibile. La Bat è un territorio dove la 'ndrangheta sta tentando di inserirsi, anche come broker del narcotraffico, evidenziando la pervasività delle minacce.

La missione della Commissione Antimafia proseguirà a Lecce e si concluderà domani a Brindisi, con l'audizione del procuratore Giuseppe Capoccia. L'obiettivo è raccogliere quante più informazioni possibili per elaborare strategie efficaci contro la criminalità organizzata in Puglia.

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