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Quattordici sindaci della provincia di Potenza hanno espresso forte contrarietà alla nuova riforma sanitaria regionale. Temono uno smantellamento della sanità territoriale e chiedono un confronto immediato con l'assessore alla Sanità.

Critiche alla riforma sanitaria regionale

Una decina di primi cittadini della zona del Marmo Platano Melandro, in provincia di Potenza, hanno manifestato il loro dissenso. Hanno definito inaccettabile la riforma sanitaria decisa dalla Regione Basilicata. La loro preoccupazione principale riguarda lo smantellamento della sanità di prossimità nei loro territori.

In una nota congiunta, i sindaci hanno dichiarato un netto rifiuto verso quella che definiscono una «riforma scellerata». La decisione regionale sembra andare contro gli interessi della salute dei cittadini residenti in queste aree.

Personale sanitario riassegnato senza confronto

I primi cittadini hanno evidenziato una criticità specifica. A soli dieci giorni dall'entrata in vigore, hanno appreso che dal 25 maggio il personale dei presidi sanitari territoriali sarà trasferito. Questi professionisti verranno impiegati nelle nuove Case di Comunità.

Queste strutture sono finanziate con fondi del Pnrr. Tuttavia, i sindaci lamentano la mancanza di informazioni sui servizi che offriranno. Non c'è stato alcun dibattito con le amministrazioni comunali che ospiteranno queste nuove sedi. Viene percepita come una decisione imposta dall'alto, senza un vero dialogo con il territorio.

Sanità pubblica più lontana dai cittadini

Secondo i sindaci, la riforma non promuove la prossimità. Al contrario, rappresenta l'esatto opposto. Si tratta di un allontanamento della sanità pubblica dai cittadini. Un esempio concreto è la necessità di raggiungere l'hub di Sant'Arcangelo per esami di gestione complessa.

Questo scenario viene descritto come «abbandono sanitario», piuttosto che una vera riforma. La distanza e le difficoltà logistiche potrebbero penalizzare ulteriormente i residenti più fragili.

Richiesta di incontro urgente e sospensione

È stato richiesto un incontro con l'assessore regionale alla Sanità, Cosimo Latronico. L'obiettivo è avviare un confronto costruttivo sulle modalità di attuazione della riforma. Si cercano anche possibili misure correttive per mitigare gli effetti negativi.

L'assessore ha fissato un incontro per il 28 maggio. Le amministrazioni comunali ritengono questa data troppo lontana. L'entrata in vigore delle nuove disposizioni è imminente. I sindaci chiedono con urgenza che il confronto venga anticipato entro la prossima settimana.

Questo permetterebbe un dialogo preventivo ed efficace sugli impatti organizzativi e sociali della riforma. Le amministrazioni chiedono inoltre una sospensione temporanea dell'avvio delle nuove disposizioni. Ciò consentirebbe approfondimenti tecnici e istituzionali condivisi con i territori interessati.

Manifestazione pubblica per la salute

Le amministrazioni comunali stanno organizzando una manifestazione pubblica. L'evento coinvolgerà i cittadini di tutti i paesi interessati. La mobilitazione nasce dalla preoccupazione per i diritti alla salute e alla sanità di prossimità. Si sottolinea che la salute è un diritto fondamentale, non un mero algoritmo o un numero. I sindaci promettono di difenderlo con determinazione.

La nota è stata sottoscritta dai sindaci di Picerno (Margherita Scavone), Tito (Fabio Laurino), Savoia di Lucania (Rocco Mastroberti), Satriano di Lucania (Umberto Vita), Baragiano (Giuseppe Galizia), Brienza (Raffaele Collazzo), Sant'Angelo Le Fratte (Vincenzo Ostuni), Bella (Leonardo Sabato), Muro Lucano (Giovanni Setaro), Balvano (Ezio Di Carlo), Vietri di Potenza (Cristian Giordano), Ruoti (Franco Gentilesca), Sasso di Castalda (Rocchino Nardo) e Castelgrande (Francesco Cianci).

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