Cronaca

Valanga Alto Adige: 2 morti, 5 feriti. Grave 26enne da Brescia

21 marzo 2026, 20:20 4 min di lettura
Valanga Alto Adige: 2 morti, 5 feriti. Grave 26enne da Brescia Immagine generata con AI Brescia
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Una valanga in Alto Adige ha travolto un gruppo di scialpinisti. Due persone hanno perso la vita, cinque sono rimaste ferite. Tra i feriti, una giovane donna di 26 anni originaria di Brescia è ricoverata in gravi condizioni.

Tragedia in Val Ridanna: la dinamica dell'incidente

Un disastroso evento naturale ha scosso la quiete della val Ridanna, in Alto Adige. Sabato 21 marzo, intorno alle 11:30, una massa nevosa si è staccata dalla Zunderspitze, conosciuta anche come Cima d’Incendio. Questo smottamento ha investito un gruppo di appassionati di scialpinismo.

L'incidente è avvenuto a una quota considerevole, precisamente a 2.445 metri sul livello del mare. Il pendio interessato era particolarmente ripido, aumentando la violenza della colata di neve. L'enorme valanga si è estesa per circa 150 metri di larghezza, percorrendo un intero versante.

Secondo le prime ricostruzioni, circa 25 scialpinisti si trovavano nell'area al momento del distacco. Fortunatamente, molti di loro sono rimasti illesi, ma la tragedia ha colpito duramente altri. L'evento ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre cinque.

Vittime e feriti: una giovane bresciana in condizioni critiche

Le vittime accertate sono due residenti dell'Alto Adige. Si tratta di Martin Parigger, una guida alpina di grande esperienza, e Alexander Frötscher, un uomo residente in Austria. La loro profonda conoscenza della montagna non è bastata a salvarli dall'impeto della valanga.

Tra i feriti, una notizia ha destato particolare preoccupazione: una giovane donna di 26 anni, originaria di Brescia, è stata trasportata d'urgenza all'ospedale. Le sue condizioni sono giudicate gravi. Attualmente è ricoverata presso la clinica universitaria di Innsbruck, in Austria.

Non sono ancora disponibili dettagli precisi sulla sua prognosi, che al momento risulta riservata. Non si conoscono nemmeno le circostanze esatte che l'hanno portata a trovarsi in quel luogo, né se vi fossero altri concittadini bresciani nel gruppo.

Massiccio intervento dei soccorsi alpini

Subito dopo l'allarme, è scattata una mobilitazione senza precedenti. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti circa ottanta specialisti del soccorso alpino. Hanno partecipato alle operazioni di ricerca e salvataggio tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico.

Erano presenti anche le squadre del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, dimostrando la coordinazione tra diverse forze. L'impiego di sei elicotteri è stato fondamentale per coprire rapidamente l'ampia area interessata. Tra questi, velivoli del tipo Pelikan, l'Aiut Alpin, mezzi della Guardia di Finanza e un Christophorus proveniente dall'Austria.

A supporto delle operazioni, sono state impiegate anche unità cinofile, addestrate per individuare persone sepolte sotto la neve. I vigili del fuoco hanno anch'essi fornito un contributo essenziale alle complesse operazioni di soccorso.

Prima dell'arrivo delle squadre specializzate, gli scialpinisti non travolti dalla valanga hanno giocato un ruolo cruciale. Hanno prontamente allertato i soccorsi, fornendo informazioni vitali. Inoltre, hanno avviato le prime ricerche dei loro compagni dispersi.

Le condizioni dei feriti e le indagini

Oltre alla giovane bresciana ricoverata a Innsbruck, le autorità sanitarie hanno segnalato altri quattro feriti. Due di questi versano in condizioni gravi, mentre gli altri due hanno riportato ferite considerate lievi. Tutti sono stati trasportati presso le strutture ospedaliere più vicine per ricevere le cure necessarie.

Le autorità locali e gli esperti di valanghe stanno ora conducendo indagini per determinare le cause esatte del distacco. Si cercherà di capire se vi siano state concause, come condizioni meteorologiche particolari o attività umane che possano aver contribuito all'evento. La sicurezza degli itinerari alpini e la prevenzione rimangono temi centrali.

Contesto geografico e normativo

La val Ridanna è una valle alpina situata nella parte occidentale dell'Alto Adige, in Italia. Fa parte del comune di Racines, in provincia di Bolzano. È una zona rinomata per le sue bellezze naturali e per le attività sportive invernali, tra cui lo sci di fondo e lo scialpinismo.

Le attività in alta montagna, specialmente in inverno e primavera, sono soggette a rischi intrinseci. Le valanghe rappresentano uno dei pericoli maggiori. Le autorità locali e i servizi di soccorso alpino emettono regolarmente bollettini di pericolo valanghe, basati su dati meteorologici, analisi del manto nevoso e condizioni del terreno.

È fondamentale per chiunque si avventuri in montagna consultare questi bollettini e possedere un'adeguata preparazione tecnica e attrezzatura di sicurezza. L'uso di dispositivi come ARTVA (Apparecchio di Ricerca Travolti in Valanga), pala e sonda è obbligatorio per chi pratica scialpinismo.

La normativa italiana e quella delle regioni alpine prevedono protocolli specifici per la gestione delle emergenze in montagna. Il coordinamento tra i vari enti di soccorso, come il Soccorso Alpino, i Vigili del Fuoco e le forze dell'ordine, è essenziale per garantire interventi tempestivi ed efficaci in scenari complessi come questo.

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