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L'avvocato della professoressa accoltellata a Trescore Balneario sospetta un'influenza esterna sul 13enne aggressore. Le indagini si concentrano sui contatti online del ragazzo.

Dubbi sull'autonomia dell'aggressore

L'avvocato Angelo Lino Murtas, legale della docente Chiara Mocchi, esprime forti perplessità. Ritiene improbabile che il tredicenne autore dell'aggressione abbia agito di sua iniziativa. La violenza è avvenuta il 25 marzo in una scuola di Trescore Balneario.

Il legale ipotizza un coinvolgimento di terze persone. L'idea di compiere l'atto non sarebbe nata spontaneamente. Il ragazzo, secondo l'avvocato, sarebbe stato influenzato da contatti avuti tramite i social media. L'indottrinamento sarebbe avvenuto attraverso lo schermo di un dispositivo elettronico.

Queste dichiarazioni emergono in un momento delicato per la comunità scolastica. La professoressa Chiara Mocchi, docente di francese, è stata accoltellata nei corridoi dell'istituto. L'episodio ha scosso profondamente l'ambiente scolastico e la cittadina di Trescore Balneario.

Indagini sui contatti online del 13enne

Anche il legale della famiglia del ragazzo, avvocato Carlo Foglieni, condivide simili preoccupazioni. Il 13enne si trova ora in una comunità protetta, decisione presa dalla Procura per i minorenni di Brescia. Il giovane appare distaccato dalla realtà, secondo quanto riferito dal suo difensore.

L'avvocato Foglieni ha sviluppato questo timore durante l'interrogatorio del suo assistito. La famiglia del minore auspica un approfondimento investigativo. Si vuole chiarire l'eventuale ruolo di soggetti conosciuti dal ragazzo attraverso i social network. La famiglia chiede massima attenzione su questo aspetto.

Le indagini cercano di ricostruire la rete di contatti del 13enne. Si vuole capire chi possa averlo istigato o influenzato. La possibilità di un'azione autonoma appare sempre meno probabile agli occhi degli inquirenti e dei legali coinvolti.

Chiusura del canale Telegram e acquisti online

Nel frattempo, è stato disattivato il canale Telegram utilizzato dal 13enne. Su questa piattaforma aveva pubblicato un manifesto intitolato 'Soluzione finale'. Il messaggio conteneva minacce esplicite nei confronti della docente. La scritta 'Questo canale non può essere visualizzato perché ha violato i termini di servizio di Telegram' appare ora al suo posto.

Anche l'account personale del ragazzo è stato eliminato. Gli inquirenti stanno lavorando per identificare gli utenti collegati al canale Telegram. Attraverso questo canale, il giovane avrebbe trasmesso in diretta l'aggressione. Le prime indiscrezioni parlano di un numero limitato di persone, meno di dieci utenti.

Le indagini hanno rivelato che il 13enne avrebbe acquistato materiale su Telegram. Questo materiale includeva sostanze 'potenzialmente esplosive'. Tali acquisti sarebbero avvenuti su canali illegali della piattaforma. Lo stesso coltello, di tipo 'Rambo', utilizzato per ferire la professoressa, sarebbe stato comprato online. Anche una scacciacani trovata nello zainetto è frutto di acquisti simili.

Un aspetto che ha sollevato interrogativi è l'età minima per iscriversi a Telegram, fissata a 14 anni. Il legale della famiglia, avvocato Carlo Foglieni, ha posto l'accento su questa incongruenza. Resta da chiarire come il minore sia riuscito a effettuare tali acquisti e a iscriversi alla piattaforma.

Condizioni della professoressa e possibile pericolosità sociale

Le condizioni della professoressa Chiara Mocchi continuano a migliorare. La docente, 57 anni, originaria di Berzo San Fermo, è ricoverata all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Era stata sottoposta a intervento chirurgico e aveva trascorso un periodo in terapia intensiva.

Il suo legale ha confermato che la professoressa sta meglio fisicamente. Tuttavia, sta vivendo un profondo turbamento emotivo. È seguita da uno psicologo per elaborare l'accaduto e superare il trauma. Dalla struttura sanitaria, la docente ha inviato una lettera. In essa afferma di non provare rabbia né paura. Ha espresso il desiderio di tornare a scuola appena possibile.

Per quanto riguarda il 13enne, la sua posizione legale è legata all'età. Non avendo ancora compiuto 14 anni, non è imputabile secondo la legge italiana. Pertanto, non sarà condotto in un carcere minorile. Eventuali sviluppi sul piano penale o civile dipenderanno dall'iniziativa della Procura dei Minori di Brescia.

I magistrati potrebbero richiedere al giudice per le indagini preliminari l'applicazione di misure di sicurezza. Queste potrebbero includere il riformatorio giudiziario o la libertà vigilata. Tale richiesta avverrebbe qualora una perizia accertasse una condizione di pericolosità sociale del minore. Sul piano civile, la Procura potrebbe presentare ricorso se emergessero elementi di inadeguatezza genitoriale.

Il ragazzo aveva scritto sul suo canale Telegram: 'Visto che a quanto pare i ragazzi non capiscono cosa sia giusto e cosa no, userò questo a mio vantaggio: non posso essere incarcerato, dato che in Italia l'età minima per la responsabilità penale è 14 anni, non posso nemmeno essere processato, quindi farò quello che ho sempre voluto fare: uccidere lei e chiunque cercherà di impedirmelo'. Questa frase evidenzia una lucida consapevolezza della sua non imputabilità.

La vicenda solleva interrogativi complessi. Riguardano la protezione dei minori online, l'influenza dei social media e la gestione della violenza giovanile. Le indagini proseguono per fare piena luce sulle responsabilità e prevenire futuri episodi.

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